R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Foglie rosse a terra impastate nella bianca neve.
Un tramonto o un’alba di un nuovo giorno.
Il tetto rosso di una chiesa.
Un luogo naturale che accoglie e innalza il nostro animo.
Una costruzione che ha un’analoga finalità.
Resta da comprendere chi sia dotato di maggiore forza vibrazionale e spirituale.
Il suono della natura incontaminata distante dall’intossicante rumorismo quotidiano si prende tutto lo spazio possibile. All’interno del suo perimetro ospita luoghi di elevazione spirituale.
Basterebbe una fonte, un intrico di alberi, una radura per ottenere un analogo risultato, se fossimo davvero in contatto con la natura!

Ulf Krupka al pianoforte e organo, Line Falkenberg ai sassofoni e Tine Asmundsen al contrabbasso giungono alla terzo volume del progetto Hymns in a Jazz Mood, pubblicato a fine maggio da Losen Record. I tre musicisti suonano insieme dal 2010 e ciò si percepisce dal loro feeling. L’apertura dell’album è affidata al brano delicato I see the land of my father in a dream. Il suono del sassofono tenore è lieve e così pure quello del contrabbasso a cui sono affidate le due parti soliste. Essendo un trio jazz rielaborano ogni brano della tradizione sacra norvegese partendo dal tema, aprendolo successivamente alle parti soliste.
Particolarmente godibile l’interplay, il modo in cui la conduzione del pezzo passa dal pianoforte al sassofono, in secundis anche al contrabbasso. Per quanto riguarda la scaletta sono stati selezionati differenti tipi di inni: quelli più gioiosi si alternano ad altri più meditativi, in cui il discorso interiore si fa più intenso.
Per quanto riguarda la loro composizione si va da quelli scritti e composti nel XX, XIX, XVIII secolo alla chiusa dell’album con Our Godi is a mighty fortress scritto da Martin Lutero nel 1529 e musicato nel XIX secolo.

Il Krupka Trio utilizza il linguaggio del jazz contemporaneo, depurato da qualsiasi spigolosità. Il risultato complessivo è quello di un ascolto molto godibile, equilibrato e niente affatto pedante. Ogni volta le soluzioni adottate stupiscono per il delicato equilibrio, il dinamismo e la misura dell’interpretazione. A parte il primo brano che dura poco meno di 9 minuti, tutti gli altri sono sotto i 6 minuti, per una durata complessiva di 56.
Questo è dunque un lavoro che ci serve per apprezzare nuovamente gli inni sacri? Possibile. L’operazione discografica è convincente e immaginiamo il successo che possa avere avuto il trio proponendolo dal vivo nei tradizionali luoghi di culto.

Note… biografiche. Se ripenso ai canti liturgici della mia infanzia una mesta tristezza mi ammanta ancora le spalle e l’animo. Anche se quelli volevano essere canti di gioia e speranza alla fine ne venivano delle dolentissime versioni. Il “Camminerò Camminerò, camminerò /nella tua strada, Signor. / Dammi la mano, voglio restar / per sempre insieme a te” diventava una mesta precessione al campo santo più che verso una gioiosa salvezza! Eccezione salvifica alla trisitizia canterina chiesastica il Born to be Abramo in salsa disco di Elio e le Storie Tese ispirato al brano Esci dalla tua terra: “Abramo non andare, non partire,/ non lasciare la tua casa. / Cosa speri di trovar? / La strada è sempre quella, / ma la gente è differente, ti è nemica”.

Dolenti note. Che cosa è mancato in questo terzo capitolo dell’interpretazione jazz degli inni sacri del Krupka Trio? Nei giorni in cui andavo scrivendo di questo album ascoltavo anche Twelve Moons di Jan Garbarek (500° titolo del catalogo ECM!), il cui suono e canto mi ha trasmesso un profondo senso di panica spiritualità. Cosa che mi è un po’ mancata ascoltando questo pur pregevole lavoro.

Tracklist:
01. I en drøm jeg øyner mine fedres land (I See the Land of My Fathers in a Dream) 8:50
02. Timen er komen (The Hour has Come) 3:21
03. Jesus, det eneste (Jesus, the Only) 5:50
04. Å leva, det er å elska (To Live is to Love) 5:18
05. Gladelig vil vi halleluja kvede (Joyfully We Will Sing Hallelujah) 3:47
06. Interludium ( Piano solo ) 4:38
07. Kristus kom med vann og blod (Christ Came by Water and Blood) 5:44
08. Du Herre, som er sterk og stor (You Lord, Who are Strong and Great) 5:12
09. Det finst ei jord som opnar opp (There is an Earth that Opens Up) 3:50
10. Din herlegdom, Frelsar, me undrande ser (Saviour, We Behold Your Glory) 4:31
11. Barn Jesus i en krybbe lå (The Child Jesus in a Manger Lay)2:53
12. Vår Gud han er så fast en borg (Our God is Such a Strong Fortress)  2:56

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