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Camilla Battaglia Elektra – Dead Butterfly – anteprima video e intervista

I N T E R V I S T A


Articolo curato da Mario Grella

ELEkTRA è un large ensemble supportato da Siena Jazz attraverso il progetto ‘Per Chi Crea’ di SIAE e MiBACT. Si tratta di un interessante progetto artistico, un “lavoro di squadra” nel quale Camilla Battaglia è compositrice, arrangiatrice e vocalist, accompagnata da: Francesco Fratini alla tromba e voce, Michele Tino al sax contralto, Francesco Bigoni al sax tenore, Federico Pierantoni al trombone, Filippo Vignato al trombone ed elettronica, Simone Graziano al piano e synth, Francesco Fiorenzani alla chitarra elettrica e acustica, Francesco Ponticelli al contrabbasso, Andrea Lombardini al basso elettrico ed elettronica e Stefano Tamborrino alla batteria.
Dal 16 giugno sarà disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming Dead Butterfly (21Sound), primo singolo pubblicato da questo creativo collettivo musicale, parte dell’omonimo album di prossima uscita, del quale vi presentiamo in anteprima il video.

Nell’occasione abbiamo posto alcune domande a Camilla per comprendere meglio il suo percorso personale ed artistico…

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Le Marina – Libera (The Sound Of Everything, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

Libera, pubblicato per l’etichetta inglese The sound of everything è l’ep di esordio di Le Marina, compositrice e cantautrice toscana, che ha vissuto per 10 anni a Londra. La sua narrazione è secca e profonda: l’ep chiede all’ascoltatore di addentrarsi nell’animo dell’autrice, in un costante dialogo tra io e ego, alla scoperta di ogni sfaccettatura che compone la sua persona. Non ci sono fronzoli in questa produzione, non è una pillola per edulcorare la solitudine o perdersi in un sogno. È l’incontro con una realtà, con il disagio di sentirsi soli, con la depressione e l’ansia, raccontate attraverso l’unico modo possibile per esprimersi, la musica, per poter finalmente trovare quella sensazione di libertà.

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Re Jeremy, il malvagio – Riflessione sulla versione “uncensored” del video di Jeremy dei Pearl Jam

R E C E N S I O N E


Recensione di Alberto Calandriello

Dal 5 giugno sul canale youtube dei Pearl Jam è stato caricato il video “uncensored” di Jeremy, brano di Ten, album d’esordio della band di Seattle del 1991. Inizialmente non previsto come singolo, Jeremy divenne uno dei brani di maggior successo di Ten, dopo Alive e Even Flow che fecero da apripista, grazie alla prima versione del filmato e alla triste storia di cui tratta. Il video ufficiale venne pubblicato nel 1992, con la regia di Mark Pellington, ma alcune scene vennero tagliate e sono rimaste inedite fino alla scorsa settimana.

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Scott Matthew – Adorned (Glitterhouse Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Letizia Grassi

Esistono due modi per ascoltare Adorned di Scott Matthew. Il primo consiste nel concepire il nuovo lavoro del musicista come un album del tutto nuovo. La seconda modalità, invece, suggerisce di ritornare sugli album precedenti e mettere i due Scott a confronto.
L’idea per realizzare Adorned è stata quella di lavorare su alcune delle sue canzoni originali, riportandole alla vita sotto un’altra luce. Il risultato finale è una raccolta di dieci classici della sua discografia completamente rivisitati. In questo modo ciascun brano appare completamente trasformato, con arrangiamenti del tutto differenti. Sembra che l’obiettivo di Scott Matthew sia quello di affrontare gli stessi temi, gli stessi problemi e le stesse preoccupazioni con una consapevolezza diversa rispetto al passato.

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PazzfortheJazz: Intervista ai fondatori del progetto musicale

I N T E R V I S T A


Articolo curato da James Cook

Vivendo praticamente immerso nella musica, succede spesso che mi appassioni a progetti ed idee sentendo il desiderio di approfondirle. Sempre più, negli ultimi anni, mi lascio ispirare dall’universo che ruota intorno al jazz, alla world music, alle mille influenze e contaminazioni che si interconnettono tra di loro in riferimento a questi mondi sonori. Tra i numerosi canali disponibili per trovare stimoli sempre nuovi, da qualche tempo mi capita di esplorare mixcloud. Proprio qui ho incontrato un progetto che mi ha colpito: Pazzforthejazz.
Ho scoperto che dietro a questo curioso moniker si celano due giovani catanzaresi: Sharon Esse e Matteo Caglioti (MTCGT). Mi sono messo in contattato con Sharon per rivolgerle alcune domande alla vigilia di una interessante pubblicazione: il nuovo mix dedicato alla produzione recente della Auand Records, una delle etichette indipendenti di riferimento per il jazz italiano da circa vent’anni, guidata da Marco Valente.
Nel mix troverete brani tratti dai recenti lavori di Forefront, Gaetano Partipilo, Michelangelo Scandroglio, Paolo Bacchetta, Satoyama e Stefano Coppari.

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Perturbazione – (dis)amore (Ala Bianca Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Non è facile per me scrivere dei Perturbazione, il gruppo storico di Rivoli attivo sin dagli anni 90, nonché la band che mi ha accompagnato e fatto commuovere più di chiunque altro con il loro cantautorato puro e divertente; fiumi di emozioni avvolgevano le nottate solitarie con la voce dolce e sognante di Tommaso Cerasuolo che pareva quasi abbracciarti per darti consolazione.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, una lunga carriera, la svolta stilistica,  Sanremo, il tormentone di “l’Unica” e poi… un altro cambiamento, l’uscita dal gruppo del chitarrista Gigi Giancursi e della violoncellista Elena Diana. È da allora che ho abbandonato un po’ gli ascolti di questo gruppo a me così caro, forse perché le ultime uscite di scena un po’ di vuoto lo hanno lasciato, vuoto che questo ultimo disco (dis)amore pubblicato il 29 Maggio, non ha ancora saputo colmare completamente.
L’impressione è quella di un lavoro molto più introspettivo, concepito visceralmente e per questo molto puro ma un tantino rimuginato, quasi si percepisse un’insicurezza di fondo, uno smarrimento probabilmente dovuto dall’assenza di una forza esterna che li conducesse a mettere ordine, a razionalizzare e a sfoltire.

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Joan As Police Woman – Cover Two (Sweet Police, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Elena Di Tommaso

In questi giorni di forzata clausura il corriere ti trova sempre a casa, al primo suono del campanello. E diventa un incontro meraviglioso, soprattutto se il contenuto dello scambio è un oggetto che ti terrà compagnia in un periodo di solitaria introspezione.
Il pacco contiene Cover Two, il secondo album di cover di Joan As Police Woman pubblicato per Sweet Police. Sulla copertina una Joan Wasser di schiena e con le dita incrociate sfoggia una tutina aderente di pelle rossa, mentre all’interno dell’album la sua immagine è intera, sdraiata su un sofà, con un elegante abito rosso e delle fantastiche scarpe fiammeggianti. Due anime che rispecchiano il coraggio, l’originalità, la delicatezza e la sensualità del suo ultimo lavoro.


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David Bromberg Band – Big Road (Red House Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Aldo Pedron

Gradito ritorno discografico di David Bromberg dopo la sua mini tournée italiana del luglio 2019 con un album spettacolare. Ritornato a pubblicare dal 2007 dopo una lunga pausa il nuovo Big Road ci riporta ai fasti dei suoi primi quattro dischi pubblicati dalla Columbia, l’omonimo David Bromberg e Demon In Disguise del 1972, Wanted Dead Or Alive (1974) e il capolavoro assoluto Midnight On The Water del 1975. David Bromberg è unico, strepitoso ed originale nella sua rivisitazione delle origini della musica americana, le cosiddette roots con generi e tematiche singolari che abbracciano una vasta gamma di stili passando dal blues al country, dal folk al R & B, dal bluegrass al gospel (a cappella).

David Bromberg - foto di Andrea Furlan - IMG_7027
David Bromberg @ Buscadero Day 2019

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Stefano Coppari – Scar Let (Auand, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

A Stefano Coppari e alla sua band, oltre che giocare abilmente con gli strumenti, piace giocare anche con le parole. E questa è sicuramente una dote, poiché i grandi giocolieri di parole, da Raymond Queneau a Georges Perec, sono sempre stati alunni un po’ discoli ed indisciplinati e avrebbero avuto bisogno di un maestro severo, per esempio Ludwig Wittgenstein, ma sono sempre stati anche molto divertenti. Il titolo dell’ultima fatica di questo bravo chitarrista, lascia poco (o tanto), spazio ai dubbi: Scar Let. Dopo l’enigmatico e inquietante titolo si prosegue con Alt Her Hego, Heartbeat. Allora “lasciamoci cicatrizzare” da questo disco, meno inquietante nei suoni, di quanto non sia nelle title-track. 

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