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Ruben Minuto – The Larsen’s Session – Live in studio (Delta Promotion, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

Ruben Minuto, poliedrico Artista milanese, classe 1970, dopo la bella prova di Think Of Paradise, che purtroppo la recente e infausta pandemia gli ha impedito di presentare in tour, ha pensato di dare alla luce un album live realizzato in studio in presa diretta senza sovraincisioni, composto da dieci brani tre dei quali sono cover e sette provengono dai precedenti tre album editi a suo nome. Lavoro di bellezza ed eleganza rare in cui Ruben, come un fine cesellatore, sfoggia estrema accuratezza dei particolari, aiutato in questo anche dall’amico Luca Andrea Crippa con cui ha instaurato un sodalizio artistico duraturo e dai risultati eccellenti.

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Lo scambio e la collaborazione, la vita intensa e l’improvvisazione: Roberto Angelini, un sopravvissuto tra incognite, preghiere laiche e spontaneità

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Una chiacchierata di circa mezz’ora come due vecchi amici, risate, qualche domanda più poetica e davanti un grande artista, un grande Roberto, un Roberto Angelini sognatore e realista, intellettualmente sincero e con tanta voglia di futuro.

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L’Ultimo concerto? evento live, sabato 27 febbraio 2021

L I V E – R E P O R T


Articolo di Stefania D’Egidio

Ci sarà un ultimo concerto o c’è già stato? è il dubbio che attanaglia gli operatori del settore da un anno a questa parte, lasciati dalla nostra classe politica in balia della cattiva sorte, tra promesse disattese di aiuti economici e false speranze di riapertura: l’ennesima dimostrazione che, in Italia, il settore cultura e spettacolo, pur dando da mangiare a migliaia di persone, tra musicisti, tecnici e maestranze varie, sia l’ultima ruota del carro, non una risorsa da cullare e proteggere, bensì un problema da ignorare.
Dopo mesi passati a cercare termometri a infrarossi e dispenser per igienizzanti, sanificazioni selvagge che manco dopo Chernobyl, dopo settimane a scervellarsi su come distanziare le persone, ecco arrivare in autunno il coprifuoco, che costringe gli artisti a esibirsi in orario di aperitivo; giusto il tempo di vedere iniziare il JazzMi e subito un nuovo stop forzato. Cartellino rosso per tutti, buoni e cattivi, live club, cinema, teatri e musei.

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Balthazar – Sand (Play It Again Sam, 2021)

R E C E N S I O N E


You were patient, while in the water I hid,
Until I started drowning in it

(Balthazar, You Won’t Come Around, 2021)

 

Recensione di Francesca Marchesini

Attesa ed irrequietezza, ecco cosa rappresenta l’Humunculus Loxodontus (scultura di Margriet Van Breevort) ritratto sulla copertina di Sand, nuovo album dei Balthazar in cui proprio l’incapacità di vivere il momento vuole essere il tema centrale. Si tratta del quinto lavoro in studio della band belga e il secondo LP pubblicato dopo la “pausa creativa” che il gruppo si prese fra il 2015 e il 2018. Con Sand viene riconfermato quel sound alt-pop contaminato da disco e R&B che si era incontrato nell’album precedente Fever; come per l’LP uscito nel 2019, i progetti paralleli di Marteen Devoldere (Warhaus) e Jinte Deprez (J. Bernardt), entrambi voce e testi per la band, risultano particolarmente influenti e Sand si allontana sempre più dal clima indie-rock dei primi lavori.

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Glitterer – Life Is Not a Lesson (Anti Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

Sotto le vesti geniali del progetto Glitterer c’è il carismatico Ned Russin, artista eccellente dal grande gusto sonoro che va sopra le righe. Questa creatura nasce a New York, il nucleo centrale americano nel 2018. Dopo una grande parentesi dei Title Fight, progetto molto interessante alternative/emo rock dove Ned era bassista e cantante, i viaggi sperimentali prendono forma con il primo mini ep Not Glitterer, seguiti dal primo full lenght Looking Through The Shades del 2019. Accumulando un discreto successo, su un pubblico attento al genere. In questa nuova opera Life Is Not a Lesson per l’etichetta Anti-Records, il musicista dal punto di vista dei testi, inserisce tematiche molto più precise e delicate. Nelle strutture dei brani il sound è corposo, con una batteria più spaziosa e di larghe vedute, le chitarre risultano più aggressive e tendono al punk melodico stile Guided By Voices, altra band storica americana.
Il tema principale del disco è il desiderio, alla ricerca di una forma più naturale, per rassicurare una grande certezza interiore.

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Martina Bertoni – Music for Empty Flats (Karlrecords, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Massimo Menti

Martina Bertoni violoncellista di formazione classica, collabora da tempo con il musicista e compositore friulano (ma romano d’adozione) Teho Teardo e con il musicista ed artista tedesco Blixa Bargeld (componente tra l’altro degli Einstürzende Neubauten). Esordisce nel 2018 come compositrice, e dopo la pubblicazione di un paio di EP, arriva al vero primo album, il bellissimo All the ghosts are gone all’inizio del 2020. Nel progetto d’esordio, la musicista si riappropria del proprio equilibrio fisico e psicologico venuti a vacillare dopo un periodo difficile, scavando nel subconscio esplorando territori sconosciuti per ritrovare identità e consapevolezza. A circa un anno di distanza, precisamente a fine gennaio scorso, vede la luce il nuovo full lenght pubblicato per Karlrecords ed intitolato Music for Empty Flats, naturale seguito e completamento del precedente, concepito e prodotto tra Berlino dove l’artista risiede e lavora e Reykjavík. 

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Mogwai – As The Love Continues (Rock Action Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Quando è uscito il nuovo singolo dei Mogwai, Ritchie Sacramento, il primo pensiero è stato “La canzone che suona più Ride dei Mogwai”. Effettivamente è un brano che avrebbe potuto scrivere la band di Andy Bell, e, a prima impressione, poteva anticipare un intero album molto più cantato, molto più shoegaze e molto meno post-rock.
Invece As the love continues, decimo disco ufficiale al netto delle (pur sempre meravigliose) colonne sonore, si pone come un’opera omnia che racchiude tutte le tappe di sperimentazione che hanno caratterizzato la produzione della band scozzese. 

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Balthazar – Ballare su un ritmo R&B per liberarsi dalle sabbie mobili

I N T E R V I S T A


Articolo di Francesca Marchesini

I Balthazar sono un gruppo di origine belga che viene fondato nel 2004 da Maarten Devoldere, Jinte Deprez e Patricia Venneste; ai tre polistrumentisti dall’anima indie rock, si aggiungono Christophe Claeys alla batteria e Simon Casier al basso. Con questa formazione producono i loro primi tre album: Applause, Rats, Thin Walls. Nel 2015, purtroppo, arrivano a uno stallo creativo e i membri della band si prendono una pausa; Venneste e Claeys lasciano il gruppo mentre gli altri si dedicano ai loro progetti solisti. I Balthazar, rinnovati nella composizione e nel sound, ritornano nel 2018 e nel 2019 pubblicano l’album Fever; alla lavorazione di questo disco più pop e ballabile si aggiungono il batterista Michiel Balcaen e il polistrumentista Tijs Delbeke.
Il 26 febbraio 2021 i Balthazar rilasciano il loro quinto album in studio, Sand. Ho avuto l’occasione di parlare dell’LP con Maarten Devoldere (voce e testi); abbiamo discusso della produzione del disco in un così delicato momento storico, del tema centrale dell’album e delle evidenti influenze R&B e jazz sul rinnovato sound del gruppo.

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Tash Sultana – Terra Firma (Lonely Lands Records / Sony Music, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Simone Catena

La compositrice australiana Tash Sultana, torna sulle scene con il suo secondo album in studio Terra Firma composto da 14 tracce, dove l’artista mette a nudo il sound maturo accumulato negli ultimi anni. Le influenze musicali e spirituali portano a una grande sperimentazione in fase di scrittura e l’utilizzo di diversi generi musicali dal soul al funk, fino all’hip hop. Per un lavoro immenso e dal gusto personale. Il disco è ispirato al periodo di riflessione, dovuto anche alle varie problematiche che la pandemia mondiale sta creando, il titolo è la necessità di rallentare questa vita frenetica per ritrovare noi stessi. Prodotto per l’etichetta Lonely Lands Records sotto l’attenta visione di Dann Hume, produttore e musicista dalla Nuova Zelanda.
Dopo il grande successo del precedente Low State, dove il pubblico ha iniziato ad apprezzare le grandi doti dell’artista, che con il suo grande carisma da polistrumentista è riuscita a lasciare il segno sulla scena underground oltremanica, questo nuovo lavoro, appare più sicuro e dinamico nelle strutture e viene rilasciato sotto forma di doppio album, lungo ma di grande spessore. 

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