I N T E R V I S T A
Articolo di Nadia Cornetti
È da poco uscito su tutte le piattaforme Torpedine, il primo EP del cantautore (ma anche produttore e musicista) L’Avvocato dei Santi, al secolo Mattia Mari. Abbiamo avuto la possibilità di guardare (e di farvi guardare) in anteprima il nuovo video del brano Perso per Perso, estratto proprio da Torpedine e, per l’occasione, Mattia ha risposto per noi a qualche domanda sulla sua ultima uscita.

Ciao Mattia, come stai? Innanzitutto complimenti per il tuo nuovo lavoro, Torpedine. Nell’intero album e nel tuo bellissimo ultimo singolo Perso per Perso ho percepito subito, al primo ascolto, una cura estrema nella confezione, che mi pare anche propedeutica a custodire dei contenuti molto importanti per te. Ci racconti come hai deciso di realizzare il tuo disco?
Ciao Nadia! Sto molto bene in questi ultimi giorni, devo dire, e grazie davvero per l’intervista e per queste bellissime parole che hai speso per Torpedine. Sono davvero felice che si noti la cura che ho messo in tutto ciò che lo compone, a partire dalla scelta dei brani. È un disco di cinque pezzi proprio per questo motivo, perché ho deciso di usare l’essenziale e solo il meglio, oltre che il materiale che avesse lo stesso filo logico a livello di songwriting e arrangiamenti. L’idea di avere canzoni scritte in periodi molto diversi nella stessa “confezione” non mi andava per niente a genio.
Gli argomenti che affronti nel brano “Perso per Perso”, la depressione e il suicidio, sono molto attuali, anche se sono ancora problemi-tabù, di cui si parla troppo poco, ma che la pressione sociale con cui siamo a contatto inevitabilmente non fa che incrementare, purtroppo: è stato difficile per te decidere di portare alla luce questi concetti o è stato più che altro un bisogno, un’urgenza?
In realtà il brano di per sé parla, in maniera sempre abbastanza criptica, di dipendenze, e le dipendenze di qualsiasi tipo portano molto spesso anche ad episodi di tipo depressivo. I mesi prima dell’uscita di Torpedine sono stati abbastanza faticosi a livello personale, con il ritorno di episodi più o meno intensi legati al mio morale. Da tanto tempo però credo che alcuni momenti vadano accettati e accolti, credo facciano parte di noi, ed è giusto sì cercare di rialzarsi, ma meno giusto è sentirsi colpevoli o sbagliati se ci si sente in una determinata maniera. In breve, per cercare di rispondere alla tua domanda, dico che no, non è stato complesso affrontare l’argomento. Sicuramente duro viverlo anche durante le riprese del video, ma non ho difficoltà nel parlare di qualsivoglia argomento. La vita è anche questo.
Ci racconti come è nata l’idea del video di Perso per Perso?
È davvero venuto da sé. Avevo pensato di fare delle riprese di Victor Daná, che è una persona molto presente ed importante nella mia vita, sin dalla mia nascita. Con il passare del tempo il legame tra di noi è divenuto sempre più profondo e ci siamo trovati ad affrontare assieme delle prove molto dure. È una persona in costante mutamento, e lo vedo lasciarsi attraversare da un nuovo modo di pensare e di agire, costantemente, cercando di migliorarsi. Questo ha fatto sì che mi sentissi libero di osare con lui e di proporgli di affrontare il tema di questo video. È stato dura, ma siamo davvero felici di aver fatto ciò che abbiamo fatto.
Hai sempre desiderato fare il musicista oppure ci sono stati degli avvenimenti che ti hanno portato “da grande” verso l’espressione musicale?
Ricordo di aver deciso di voler suonare quando, con mio padre, nel lontano 94, vedemmo assieme in diretta tv un concerto a Parigi dei Guns ‘n’ Roses. Mi dissi “ok, io nella vita voglio fare questo”. Ho visto il modo viscerale con cui papà viveva la musica, trascinando me con lui in questo vortice, quindi sin dall’infanzia ho pensato di voler intraprendere questo tipo di vita. Sapevo che la musica non sarebbe mai stata marginale nella mia vita.
Concludo chiedendoti, se ne hai voglia, di raccontarci una “chicca” legata al tuo ultimo album, Torpedine, qualcosa che vorresti tanto dire, ma non ti è ancora stato chiesto insomma.
I brani esclusi da Torpedine sono almeno sette. Scritti nello stesso periodo, ma non abbastanza buoni per me da far parte di questo discorso. Non volevo riempitivi di alcun tipo. Oltretutto c’è una versione di Ninna Nanna, l’ultimo brano del disco, molto differente dalla versione che si può ascoltare ora ovunque. Per anni la versione ufficiale è stata quella non presente nel disco, ma all’ultimo, grazie ad un guizzo di Alex Elena, mio socio e compagno d’avventura nel nostro studio di registrazione, è cambiato davvero tutto.




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