I N T E R V I S T A
Articolo di E. Joshin Galani
È uscito lo scorso 28 aprile il singolo Pensieri a Vapore degli Ave Quasàr per Ohimeme. AQ è il loro album di debutto pubblicato nel 2022. Abbiamo il piacere di ospitare in anteprima il video del brano del duo di Alessandria formato da Luca Grossi e Fausto Franchini, che fonde cantautorato ed elettronica. Per l’occasione Luca ha risposto a qualche domanda.
Credo il vostro nome rispecchi molto bene la musica che proponete, una forma di elettronica e cantato che evoca effettivamente una sorgente celeste, stellare. Pare che il vostro ascolto passi dalle orecchie ma arrivi dritto al cuore…
Grazie, sono felice che si percepisca un legame tra il nome del nostro progetto e la nostra musica. È veramente un gran complimento. Abbiamo la propensione a connetterci con la musica per mezzo della parte più intima e introspettiva di noi stessi. È un modo di affrontare la scrittura che ci rende felici. C’è sempre qualcosa di salvifico nella realizzazione di una canzone.

Cosa sono i pensieri a vapore?
Sono quello strato di ragionamenti apparentemente confusionari dal quale sgorgano le parole importanti che pronunciamo e scriviamo. Sono il rumore di fondo. Sono l’elettricità costante che vive nei nostri corpi. Sono la libertà di espressione.
Qual è il valore energetico emotivo dei vostri brani?
Sarebbe bello poterlo misurare! Per noi è un valore alto, importante. Se le nostre canzoni fossero cibo probabilmente sarebbero una bella pizza da 1000 calorie, eheheheh. Faccio fatica a vivere la canzone come qualcosa di poco impegnativo a livello di attenzione e lettura. Il nostro obbiettivo è portare sempre molta energia ma tutta comprensibile e digeribile.
Nel vostro nome c’è un termine antico, ‘Ave’ un saluto in latino ma anche l’inizio di alcune preghiere, come mai questa scelta?
“Ave” per noi funziona solo vicino a “Quasàr”. L’idea che “Ave” sia un “Ciao” antico ma anche una parola legata ad un credo profondo ci intriga molto. È senza tempo, quasi un suono più che una parola. “Quasàr” invece ha due funzioni: 1 aggiungere mistero celebrando lo spazio e l’ignoto, 2 stemperare la caratura verbale di “Ave” ricordandoci l’esistenza di un detersivo molto pop sempre presente sugli scaffali degli ipermercati.
‘Sintomi di gioia’ è il vostro progetto precedente, molto diverso ma sempre con una sorta di delicatezza di base. Vi percepisco in un grande movimento di ricerca ed esplorazione delle possibilità musicali, ci raccontate qualche retroscena della produzione?
I Sintomi di gioia si muovevano su alcuni binari legati al concetto di band. Oggi siamo un duo e non ci diamo molti limiti sia nella forma canzone che nella produzione. Abbiamo scelto una sorta di tavolozza di colori e timbriche ma credo che sia abbastanza ampia. L’esplorazione sonora per noi si integra con la scrittura. In questo ultimo singolo Pensieri a Vapore c’è una componente casuale abbastanza importante. Questo può essere uno dei retroscena della produzione. Il brano è nato strumentale. Un pad ritmico in loop con modulazioni che seguivano un flusso emotivo senza particolari regole. Il cantato è arrivato dopo. È stata una bella sorpresa.




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