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Electronomicon – Age of Lies (Elevate Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Stefania D’Egidio

Vi starete domandando chi sono gli Electronomicon, è capitato anche a me quando ho aperto il comunicato stampa, così sono andata a rovistare nell’etere e ho scoperto che il gruppo, americano, ma sparso in giro per il mondo, è attivo dal 2013, anno della pubblicazione di Unleashing The Shadows e che, da poco, è entrato a far parte della scuderia Elevate Records, etichetta discografica laziale, specializzata dal 1996 in produzioni metal (DGM, Heimdall, Morgana, Secret Sphere e Gravestone per dirne alcuni). La band è composta da Diego Valdez, già cantante del supergruppo dei Dream Child con membri di Ozzy Osbourne, AC/DC, Dio e Michael Schenker Group, Diego Rodriguez al basso, in precedenza con il gruppo folk metal Triddana, Alex Emerson alla chitarra, Owen Bryant al pianoforte e alla batteria, Mauro Tranzaciones alla chitarra. Divisi tra Spagna, Argentina e U.S.A., già con l’album del 2013 avevano ottenuto i favori della critica, raggiungendo la posizione n.7 della rivista Burn! insieme a gente del calibro di Metallica, Motorhead, Kiss e Dream Theater…un bel traguardo!

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AC/DC – Power Up (Sony Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Sono passati 40 anni da quel 29 giugno in cui Brian Johnson si esibì per la prima volta in Belgio con gli AC/DC. Quella sera era tesissimo, aveva sulle spalle un’eredità pesante, quella lasciata pochi mesi prima dal compianto Bon Scott, e probabilmente si chiedette quanto sarebbe durata. Quasi mezzo secolo dopo, invece, sono ancora qua, nonostante gli sfortunati eventi degli ultimi anni: li avevamo lasciati trionfanti sul palco di Imola, poi la morte di Malcolm Young, la perdita di udito di Brian, che lo ha allontanato dalle scene per un pò, i guai giudiziari di Phil Rudd, ma si sa che quando sono ad un passo dalla fine, risorgono dalle ceneri e pubblicano un nuovo album con gli attributi. Back in Black è tuttora uno dei migliori lavori rock’n’roll di sempre, con oltre cinquanta milioni di copie vendute in tutto il mondo, difficile, se non impossibile, sfornarne uno altrettanto leggendario, ma anche Power Up non scherza mica. Prodotto da Brendan O’Brien, tra il 2018 e il 2019, nel Warehouse Studio di Vancouver è la diciassettesima fatica del gruppo australiano, la prima dopo la perdita di Malcolm, sostituito da Stevie Young; se Back in Black si presentava con una cover nera per rendere omaggio all’iconico Scott e iniziava, non a caso, con il suono di una campana, per Power Up è stata scelta una copertina rossa con il logo della band al centro e il palco sullo sfondo, con una fila di amplificatori schierati a dichiarazione di intenti. L’album uscirà il 13 novembre in diversi formati, digitale, CD standard, Deluxe Limited Edition e vinile in cinque versioni di colore; la versione Deluxe prevede una special box in cui, premendo un bottone laterale, si illuminerà il logo e si attiveranno gli altoparlanti integrati, all’interno del cofanetto, oltre al CD, ci saranno un booklet di venti pagine, con foto esclusive, e un cavo usb per la ricarica della scatola.

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