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The Fratellis – Half Drunk Under A Full Moon (Cooking Vinyl, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Claudia Losini

La storia della band di Glasgow segue la classica linea del “fai un singolo che tutti ascolteranno fino alla nausea e poi scompari”. I Fratellis, con il loro album di debutto Costello Music hanno invaso i club e le serate indie a suon di Chelsea Dagger, canzone che peraltro conosciamo ancora tutti a memoria. Il primo album è stato una rivelazione, e la loro carriera prometteva bene: era uscito al momento giusto, con il suono giusto. Se non che, come spesso accade, il secondo disco non fu all’altezza e la band si sciolse.
Per tornare nel 2013 con We Need Medicine, seguito 3 anni dopo da Eyes Wide, Tongue Tied, dove è chiaro il tentativo di appropriarsi del sound di Arctic Monkey e Strokes, e andare avanti in una ricerca stilistica forse troppo seriosa rispetto agli scanzonati inizi, ma con risultati poco soddisfacenti e a dir poco già sentiti. Parliamoci chiaro, non è che l’intera discografia sia da denigrare, prendiamo come esempio In Your Own Sweet Time del 2018, dove il sound è finalmente più personale, riprende dai sixties, dal garage senza dimenticare il folk. Un disco vario, orecchiabile e decisamente più adulto dei precedenti.

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The Psychedelic Furs – Made of Rain (Cooking Vinyl, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Il 2020 è stato un anno funesto sotto molti aspetti, ma mi ha dato l’occasione di riscoprire vecchi amori mai dimenticati, come quello per la musica anni ’80, grazie al ritorno sulle scene di alcuni gruppi storici dell’epoca. Tra questi gli Psychedelic Furs, rispolverati grazie ai brani inseriti nelle colonne sonore di Chiamami col tuo nome, del regista Luca Guadagnino, e la celebre serie tv Stranger Things.
L’ottavo album in studio della band è uscito alla fine dello scorso luglio, dopo ben 29 anni di assenza, anche se in realtà dal 2000 non hanno mai smesso di suonare dal vivo con una formazione che, oltre ai fratelli Richard e Tim Butler, rispettivamente alla voce e al basso, comprende anche Paul Garisto alla batteria, Rich Good alla chitarra, Amanda Kramer alle tastiere e Mars Williams al sax.

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Noah Gundersen – Lover (Cooking Vinyl, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Letizia Grassi

Amore, fallimenti, droga, sesso, età e rimpianti: Noah Gundersen torna a far parlare di sé, con un album traboccante di sentimenti e di stati emotivi più disparati. Lover è il quarto album firmato dall’artista, cui ha collaborato anche il produttore Andy J. Park. Due anni di registrazioni, di sperimentazioni e di profonde riflessioni che hanno generato qualcosa di davvero intimo e creativo. I temi affrontati da Gundersen rappresentano la verità di un uomo che, completamente nudo, parla con sé stesso, con la propria coscienza, con i propri fallimenti, con le proprie speranze. In altre parole, con la propria vita. Ogni singola traccia corrisponde ad un dialogo, una conversazione con i momenti più significativi che hanno segnato l’esistenza del cantante. E, perché no, quella dei suoi ascoltatori.

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The Darkness – Pinewood smile (Cooking Vinyl, 2017)

Articolo di Stefania D’Egidio

In uscita il prossimo 6 ottobre l’ultima fatica in studio dei The Darkness, Pinewood Smile, per l’etichetta Cooking Vinyl, interamente registrato presso gli studi casalinghi di Dan Hawkins, nella città natale di Lowestoft, e anticipato dall’uscita dei singoli All the Pretty Girls e Solid Gold con relativi video disponibili su youtube.

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Marilyn Manson – The Pale Emperor (Cooking Vinyl, 2015)

marilyn manson front

Articolo di Roberto Basilico

Il nuovo album di Marilyn Manson, The pale emperor, prende il titolo da un libro regalatogli dall’amico Johnny Depp intitolato Eliogabalo: Manson ne trae spunto e si identifica nell’imperatore Costantinus The Pale.
Già dalla prima canzone, intitolata Killing strangers, troviamo un Manson con una marcia in più rispetto ai lavori precedenti; percorrendo tutto l’album, infatti, si percepisce la presenza costante di sonorità rock – gothic – blues, con le quali sembra raccontare di essere tornato da un lontanto passato, pronto a catapultare gli ascoltatori nella sua cupezza universale.

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