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Depeche Mode

Clustersun – Avalanche (Icy Cold Records/Little Cloud Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Stefania D’Egidio

Punto di riferimento della scena shoegaze italiana, i Clustersun sono tornati il 20 maggio con il loro terzo album, Avalanche, pubblicato da Icy Cold Records (Francia) e Little Cloud Records (U.S.A.), mixato e masterizzato presso lo studio The Soundfield di Londra dall’icona della consolle James Aparicio, noto per aver lavorato con Depeche Mode e Mogwai. Fiducia ben riposta da parte del trio catanese, composto da Marco Chisari (voce e basso), Mario Lo Faro (chitarre) e Andrea Conti (batteria), perché la resa finale è di grande impatto sonoro e non deluderà certo gli amanti del genere. Non è un caso che siano stati scelti da due etichette straniere, vista la loro lunga esperienza di tour internazionali, con diverse date alle spalle sia negli States che in Europa, e la partecipazione a diverse compilation shoegaze, quasi più famosi all’estero che in Italia.

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The Shape – Morning, Paradiso (LaCantina Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Quando ti occupi di recensioni musicali ti passano sotto mano tanti album, alcuni di artisti strafamosi, altri meno noti, altri ancora di band a te del tutto sconosciute, qualcosa lo ascolti in anteprima, perchè preceduto da un hype consistente, qualcosa, invece, dopo mesi dall’uscita e, spesso, a colpirti sono proprio quei musicisti di cui fino a ieri non sapevi assolutamente nulla. È il caso dell’ultimo lavoro dei The Shape, Morning, Paradiso, band veronese riunitasi dopo una pausa di quasi cinque anni: uscirà il 5 febbraio per l’etichetta LaCantina Records, prodotto e mixato da Martino Cuman dei Non Voglio che Clara. Leggo sul comunicato stampa che per scelta della band l’album non sarà presente su Spotify e già questo fa guadagnare loro cento punti ai miei occhi: chi mi conosce sa quanto odi la smaterializzazione della musica, avvilente per noi appassionati e anche un tantino feticisti, ma soprattutto per gli artisti che ricevono una ridicola remunerazione dalle piattaforme di streaming il che, ahimè, se non riprenderanno al più presto gli eventi live, porterà all’estinzione di tanti gruppi. Ben venga quindi il ritorno dei The Shape su Bandcamp perchè Morning, Paradiso è un lavoro bellissimo, il migliore ascoltato in questo primo mese dell’anno (non me ne vogliano Dave Grohl e soci), un piccolo scrigno contenente dieci gemme preziose a cui dare il giusto valore: complice il ticchettio della pioggia sui miei lucernari, mentre lo ascolto stasera mi pare di sognare. Un album da ascoltare tutto d’un fiato, come ai vecchi tempi, quando aspettavi per mesi l’ultima uscita discografica dei tuoi idoli e, finalmente tra le tue mani, ti rinchiudevi in camera a sentirlo per ore e ore.

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Sascha Lange & Dennis Burmeister – Oltre il muro di Berlino (Goodfellas, 2019)

L E T T U R E


Articolo di Stefania D’Egidio

Se avete voglia di riavvolgere il nastro della vostra vita, vi consiglio di leggere questo libro di Sascha Lange e Dennis Burmeister, in particolare se siete stati fans dei Depeche Mode o avete seguito con passione gli anni del post punk e della new wave. La macchina del tempo vi riporterà nella Germania dei primi anni ’80, nella Berlino divisa dal muro: da un lato la Repubblica Federale, dove la vita scorreva normalmente, come nel resto dell’Occidente, dall’altra la Repubblica Democratica, dove anche le cose più banali sembravano montagne da scalare, per via del pesante apparato burocratico e dei rigidi controlli della Stasi. Sembra quasi impossibile nell’epoca in cui tutto si può ottenere con un semplice click, ma allora reperire un disco dei propri idoli era difficile quasi quanto costruire una bomba atomica in casa, vuoi perché gli artisti internazionali erano guardati con diffidenza dal regime, vuoi per i costi proibitivi. Per acquistare un vinile bisognava recarsi in Ungheria e sborsare una somma equivalente a quella spesa per il viaggio e per tre giorni di vitto e alloggio in albergo, così ognuno si arrangiava come poteva, dal reclutare i parenti che vivevano dall’altra parte del muro, alle copie pirata che circolavano nelle scuole.

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Water puliti anche a mezzanotte in un festival gigante. Uno dei due giorni al Lollapalooza di Parigi

Articolo e immagini sonore di Gloria Marchini

Avete presente il film “Ricomincio da capo” (titolo originale: “Groundhog Day”), in cui Bill Murray, nei panni di Phil Connors, è costretto a rivivere lo stesso giorno, assaporandone gli aspetti positivi e negativi fin che… ok, no spoiler. Semmai guardavelo. Perché ne parlo? Perché mentre la metropolitana parigina mi sta portando rumorosamente alla fermata Boulogne Jean Jaurès, nella mia testa comprare questo film e, per qualche motivo, spero tanto che il giorno che sto incominciando a vivere sia talmente bello da volerlo ripetere. In effetti, è stato così.

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Depeche Mode – Live in Berlin (DVD e CD, Venusnote/Columbia 2014)

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Articolo di Luca Franceschini.

Negli anni 80 ci sono stati quattro grandi gruppi che, partiti da quell’autentico fermento creativo del post punk e della new wave, hanno poi fatto un prepotente ingresso nel panorama mainstream, vendendo vagonate di dischi e divenendo popolari anche tra chi bazzica normalmente poco il mercato musicale.
Sto parlando dei R.E.M, degli U2, dei Simple Minds e dei Depeche Mode. Coi primi che si sono sciolti, gli scozzesi divisi tra tour celebrativi, Greatest Hits e un nuovo disco uscito da poco, Bono e compagni sempre più persi in una zona tutta loro fatta di contratti milionari e iniziative umanitarie, gli unici intenzionati a portare avanti un discorso artistico coerente, convinti di avere ancora tante cose nuove da dire, sono proprio i Depeche Mode.

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