Depeche Mode – Live in Berlin (DVD e CD, Venusnote/Columbia 2014)

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Articolo di Luca Franceschini.

Negli anni 80 ci sono stati quattro grandi gruppi che, partiti da quell’autentico fermento creativo del post punk e della new wave, hanno poi fatto un prepotente ingresso nel panorama mainstream, vendendo vagonate di dischi e divenendo popolari anche tra chi bazzica normalmente poco il mercato musicale.
Sto parlando dei R.E.M, degli U2, dei Simple Minds e dei Depeche Mode. Coi primi che si sono sciolti, gli scozzesi divisi tra tour celebrativi, Greatest Hits e un nuovo disco uscito da poco, Bono e compagni sempre più persi in una zona tutta loro fatta di contratti milionari e iniziative umanitarie, gli unici intenzionati a portare avanti un discorso artistico coerente, convinti di avere ancora tante cose nuove da dire, sono proprio i Depeche Mode.

La band di Basildon ne ha passate parecchie, ha vissuto l’abbandono drammatico di Alan Wilder, la quasi morte di Dave Gahan, le vicissitudini personali di Martin Gore, ha conosciuto tutto il logoramento e la tensione a cui la vita on the road e le logiche del music business possono portare. Hanno rischiato seriamente di autodistruggersi, si sono calmati, si sono presi le loro pause, alla fine ce l’hanno fatta e sono ancora qui, probabilmente anche più forti e sicuri di prima.
Si può dire quel che si vuole, di loro ognuno ha i propri dischi preferiti, magari qualcuno è meno bello di altri, ma nella loro vastissima discografia è davvero impossibile trovare un episodio che sia proprio sotto tono. E soprattutto, ogni lavoro, anche i più recenti, è diverso dall’altro, ogni volta c’è il desiderio di esplorare suoni nuovi, di trovare inedite soluzioni di arrangiamento. Insomma, di fare un passo in un territorio per il momento ancora inesplorato.
L’ultimo “Delta Machine”, che ha quasi due anni, è piaciuto molto ed è stato seguito da un tour mondiale che ha fatto praticamente ovunque sold out e che ci ha riconsegnato una band più in forma che mai, sicuramente non immune dal passare degli anni, ma di sicuro ancora bene in grado di mettere in piedi uno show di livello altissimo, di molto superiore alla media di quanto si vede in giro.
E così, finalmente a riposo dopo aver girato il globo in lungo e in largo, ecco arrivare l’immancabile dvd dal vivo, che documenta le due serate che il gruppo ha tenuto nella splendida cornice della O2 Arena di Berlino, nel novembre del 2013.
Va da se che la capitale tedesca prima o poi avrebbe dovuto finire immortalata: qui i Mode hanno trascorso la giovinezza, stregati dal clima avanguardistico e straordinariamente stimolante che vi si respirava dalla fine degli anni ’70. La Berlino dei Kraftwerk, degli Einstürzende Naubauten, dei Birthday Party ma anche, e forse soprattutto, quella dove Bowie e Eno registrarono la loro famosa trilogia, che quasi da sola spalancò le porte a tutta una nuova stagione creativa.
Qui Dave Gahan, Martin Gore, Andrew Fletcher (Alan Wilder sarebbe entrato solo successivamente), vi si recarono per registrare il loro secondo disco, subito dopo la dipartita di Vince Clarke e vi torneranno anche per il successivo “Construction Time Again” (quello di “Everything Counts”, giusto per capire).

KROQ Presents Depeche Mode At The Troubadour
Ma forse tirare in ballo questi ricordi non serve a molto: i Depeche Mode di oggi sono una realtà del tutto diversa, sono da anni diventati una delle più grandi rock band del pianeta e Berlino è purtroppo solo una città come le altre, una grande capitale europea dove, come ormai anche nel resto del continente, i nostri hanno una nutrita base di fan.
Del dvd in sé, nonostante sia l’unico scopo di questo articolo, ci sarebbe poco da dire. Lo ha diretto Anton Corbijn, che collabora col gruppo sin dallo storico “101” e questa è già di per sè una garanzia. Il regista spagnolo, che il rock lo conosce e lo mastica a dovere, ha fatto ancora una volta un ottimo lavoro, filmando il meglio delle due serate in un unico, ininterrotto show, e valorizzando al pieno l’interazione tra band e pubblico, con lo stage mastodontico e gli efficaci giochi di luci e immagini della sempre curatissima scenografia, a tenere insieme il tutto.
La scaletta proposta non è forse l’autentico punto di interesse, soprattutto per chi avesse tutti gli altri show della band pubblicati in precedenza. A parte i pezzi di “Delta Machine”, che rendono benissimo anche in questa veste, ci sono i soliti grandi classici: le varie “Walking in my Shoes”, “Policy of Truth”, “Enjoy the Silence”, “Personal Jesus”, l’immancabile “Never Let Me Down Again”, sono sempre brani straordinari, irrinunciabili in ogni loro show, ma forse non è indispensabile averli nella propria videoteca, in una ennesima versione live.
Motivo di maggiore curiosità costituisce invece il ripescaggio di alcune cose interessanti, come “Black Celebration” o la recente “Precious” (purtroppo “Barrel of the Gun” era già stata esclusa al termine della leg estiva), ma risulta anche affascinante l’intermezzo piano e voce in cui Martin rilegge alcuni brani come “But Not Tonight”, “The Child Inside” e la vecchia “Shake the Disease”, evidenziando quel tocco bluesy che è sempre stato presente nella loro musica, ma che normalmente viene sepolto da tastiere e campionamenti.
Purtroppo mancano alcune cose meravigliose come “Behind the Wheel” o “In Your Room”, che abbiamo ascoltato a febbraio in Italia ma che all’epoca non erano ancora state inserite, visto che il gruppo aveva scelto di privilegiare i brani del nuovo album.
Ma anche così lo spettacolo rimane grandioso e di per sè la celebre ola guidata da Dave in “Never Let Me Down Again”, varrebbe da sola l’acquisto, nonostante le centinaia di volte che l’abbiamo vista.
Insomma, su “Live in Berlin” c’è uno show da due ore, pieno zeppo di brani meravigliosi, da parte di una band che dal vivo ha pochi rivali. Il tutto filmato e diretto magistralmente, con una resa audio superlativa. Come se non bastasse, la versione deluxe offre la possibilità di gustarsi il concerto in una doppia modalità: l’intera scaletta dall’inizio alla fine, oppure intervallata dalle interviste ai tre membri del gruppo.
Da “Music for the Masses” in avanti, i Depeche Mode hanno sfornato praticamente un live video ogni tour. Tutti di qualità eccelsa. I fan non avranno bisogno di nessuna recensione, se lo saranno già fatto regalare a Natale, come del resto ho fatto anch’io. A chi non li conoscesse, consiglio invece di iniziare da qui. Essendo ancora in forma smagliante ed essendo una band che vive costantemente nel presente, mi sembra più che logico partire dal presente. Anche perché, diciamocelo, c’è un po’ troppo revival in giro. Ogni tanto farebbe bene fermarsi e rendersi conto che certe band sono ora più che mai vive davanti ai nostri occhi…

 

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