Genova paranoica di Emanuele Habanero Podestà (L’Erudita edizioni, 2013)

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genova paranoica

Articolo di Giuseppe Losapio

«»“Usando il bronzo come specchio ci aggiustiamo le vesti; usando l’antichità come specchio conosciamo le vicissitudini dell’esistenza; specchiandoci nelle persone comprendiamo i concetti di viaggio e perdita”. Occupa tutta pagina 59 questa giustapposizione ritmica, come a volerne sentenziare, a quasi un terzo del libro, la sua più intima interpretazione di lettura, come a volersi specchiare in essa, ma Genova paranoica, romanzo di Emanuele Habanero Podestà (edita da L’Erudita di Giulio Perrone editore) è un continuo mimetizzarsi per tener fede al gioco di svelamenti e mascheramenti della stessa protagonista, Genova.

Un uomo finge dieci anni prima la sua morte e ritorna nel ’78 a Genova, alla ricerca di amici, dell’amore e della sua identità, tra Brigate Rosse e citazionismo storico.

“Questa è una città di sacrifici se così non fosse la gente non costruirebbe case l’una accanto all’altra non costruirebbe in cima a salite scoscese la gente non vivrebbe mai a Genova se non fosse per espiare qualcosa e mortificarsi”, di certo Genova con le sue strade e protagonisti ne fa la padrona, ma Habanero, per traslazione metonimica, vuole scrivere dell’Italia, un paese non troppo distante, gli anni ’70 sono soltanto un affresco accattivante, per narrare il presente.

“L’Italia, là fuori, è un Paese di canzonette” e si direbbe anche di articoli di giornali, titoli, cronache, trasmissioni televisive e radio locali indipendenti: una plurigenesi della testimonianza, degli inserti in una scrittura simbolica e ricca di riferimenti da immergersi in quella che Cristiano Godanofront man dei Marlene Kuntz, che ha curato la prefazione, definisce una “prosa artistica”. Una ricerca assillante dell’autore della forma e del ritmo, per un’epica civile che in molti tratti rimane irrisolta e oscura, per l’appunto paranoica.

“…nella vita morire ogni giorno conta, questo è il miglior modo di rinascere”. In questo movimento vorticistico si svolgono le azioni dei personaggi, un racconto plurale che porta alla rinascita, alla speranza, che porta Luigi Tenco dalla sua amata Dalidà.

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