Blonde Redhead – Barragán (Asawa kuru – 2014)

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Articolo di Chiara Baini

Annunciato già a giugno di quest’anno, Barragán, il nono album dei Blonde Redhead, è uscito il 2 settembre. Il disco non delude le aspettative dei fan in trepidante attesa da 4 anni. Lo stile inconfondibile della chitarra di Simone Pace, della batteria del gemello Amedeo, della voce di Kazu Makino, benchè sperimentino nuove direzioni, restano immutati nel nuovo lavoro.

Il titolo dell’album deriva dal nome di un famoso architetto, tale Luis Barragán, soggetto molto particolare le cui opere prediligono l’uso di colori intensi, di materiali diversi dai soliti. E il titolo scelto non risulta quindi casuale: l’intero disco prevede una mescolanza di sound, di timbri vocali, di rumori inusuali che giocano tra di loro per creare dieci tracce uniche.

È il brano Barragán ad aprire l’omonimo album. Una intro strumentale in cui una chitarra acustica e un flauto ci cullano in una melodia dolce, invogliandoci a seguire il sentiero verso le altre canzoni. Kazu Makino prende fiato e cede il ruolo di solista a Simone Pace in Dripping e in Mind to be had, la cui interpretazione non si distacca molto dall’animo surreale e psichedelico dell’album. I 6 minuti di Defeatist anthem (Harry & I) scorrono alternando tre brani completamente diversi legati da un unico filo di note, lasciando l’ascoltatore a metà tra il confuso e il sorpreso. L’album chiude con la misticità di Seven two, dove Makino e Pace si alternano in questo lento saluto.

Brano dopo brano la vera anima dei Blonde Redhead esce allo scoperto. La voce acuta e sensuale di Kazu Makino, anche se a tratti potrebbe sembrare quasi annoiata, dimostra che siamo decisamente di fronte ad un’artista unica nel suo genere. Gli incredibili giochi che compie la chitarra, l’accompagnamento della batteria, non sono solo una cornice attorno ad una voce protagonista, loro stessi sono attori principali. La bravura del gruppo è qui: nel saper mettere in evidenza ogni singolo strumento, senza eclissarsi a vicenda.

I Blonde Redhead vantano una lunga carriera, iniziata nel 1993. Dalla loro nascita hanno attraversato il mondo della musica spostandosi verso il genere noise-rock, fino a optare negli anni 2000 per un sound più psichedelico. Ciò nonostante sono riusciti a mantenere una propria impronta in fatto di stile, rendendo unico e personale il proprio lavoro.

Tracklist:
01. Barragán
02. Lady M
03. Dripping
04. Cat on tin roof
05. The one I love
06. No more honey
07. Mind to be had
08. Defeatist anthem (Harry and I)
09. Penultimo
10. Seven two

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