aRoma di Lucania: l’eccellenza della Basilicata in una serata romana – 23 settembre 2014

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Testo di Sabrina Tolve, fotografie di Manuela Tolve 

Non so se si è compreso, col tempo, che la sottoscritta è meridionale.
Non una meridionale così, però. Lucana doc. Lucana al 100%.
Vabbè, m’avete capito.

Siccome non mi occupo principalmente di musica, ho ben pensato di lanciarmi in questa serata presso il Groove Park a San Lorenzo, un festival musicale, ma non solo. Un po’ per sentirmi a casa, un po’ perché mi sembrava interessante per davvero. Un po’ perché se voglio scrivere di musica, la prima cosa che mi sento in dovere di fare è partecipare a quanti più eventi possibili. E tant’è.

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L’idea di creare il festival è di Santi&Felici –  un gruppo di ragazzi lucani che si occupa di organizzare eventi (e gestisce un locale molto carino qui a Roma, in Piazzale delle Crociate 10) e di Francesco Volonnino, chitarra storica dei Damash.

Ma comunque: il 23 settembre si era lì. In ritardo, ma si era lì. Così in ritardo che ho perso le proiezioni di Giuseppe Volonnino e quelle – da lui selezionate – dei corti di Giuliano Capozzi, Manuele Biazzo, Domenico Laddaga, Donatella Altieri e Michele Bia.

M’è dispiaciuto? Ebbene, direi di sì. Mi sono consolata, però, con i Freschi, Lazzi & Spilli. Li conoscevo di fama: nel 2011 sono arrivati quarti all’Italia Wave Basilicata. Non li avevo ascoltati mai, però, a dirla tutta, ho apprezzato la commistione tra indie e stile cantautorale di questo gruppo che propone testi chiari e fluidi, che parlano di quello che ci circonda e della nostra quotidianità, con una nota sottile di sarcasmo e ironia e con la voglia di punzecchiare lì dove bisogna. Il tutto accompagnato da ritmi serrati e ben gestiti.

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E poi sono arrivati loro: i Musicamanovella. E loro sì, musicalmente li conoscevo già.
Perché loro li conosci per forza. Sono travolgenti, scatenati, è come se ti prendessero e ti scuotessero tutto. Ma lo scuotimento è assai divertente e piacevole ed è una meraviglia lasciarli fare.
I Musicamanovella non fanno solo cover e non fanno solo folk: usano cover e folk come trampolino di lancio verso il pubblico, per coinvolgerlo con assoluta spettacolarità, sia essa della sonorità – perché sono musicalmente assai notevoli – sia della spontaneità con cui si rivolgono agli spettatori, abolendo completamente quella che è la distanza tra artista e pubblico.
I Musicamanovella hanno la capacità di farti sentire a casa. E, in una serata simile, non poteva succedere diversamente.

Eppure. Quando all’inizio dell’articolo ho detto che il festival era sì musicale, ma non solo, è perché c’era davvero l’eccellenza della Basilicata quella sera, a partire dall’associazione Lucani a Roma[1] che si occupa della diffusione della cultura e della storia della regione nella capitale, ma anche di diffondere la conoscenza dei problemi che l’attanagliano, siano essi sociali, economici o ambientali.

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Era poi presente l’organizzazione no profit Psyplus[2],, la quale si occupa di diffondere le “buone maniere” in ambito psicologico e psicoterapico, sia in ambito nazionale sia in quello della cooperazione internazionale, promuovendo progetti in materia di sostegno allo sviluppo, lotta all’emarginazione e alle dipendenze patologiche; si occupa, inoltre, anche della protezione dei soggetti deboli, mediante la difesa dei diritti umani.

C’era poi Syskrack Giuseppe Porsia[3], associazione che prende il nome da un mio coetaneo andato via troppo presto e nata sotto la spinta di amici e parenti. L’associazione si occupa di artigianato digitale: nel suo FabLab di Grassano (in provincia di Matera) gestisce competenze, formazione, divertimento e sociale per la diffusione di nuove idee, progetti e innovazione.

Infine c’era Lucanapa[4] che mediante la canapa si occupa di promuovere, realizzare e incentivare nuovi processi produttivi agricoli sostenibili. L’associazione è una sorta di laboratorio permanente che ha il compito di sperimentare nuove tipologie di sviluppo e forniture di materie prime per migliorare la qualità di vita dell’uomo e dell’ambiente.

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A contornare il tutto la mostra di Giuseppe D’Emilio, architetto lucano, e la presenza di Massimo Pesce e del  suo B. Lab, una scuola di formazione e consulenza per barman.

Nella speranza che il festival abbia un seguito, v’invito a diffidare di chi dice che la Basilicata non esiste. O non partorisca grandi personalità. O che, comunque vada, Cristo resta fermo ad Eboli.

La Basilicata ha tutte le possibilità di emergere e di farlo attraverso la cultura. Una cultura incentrata sulla solidarietà, sulla conoscenza e l’amore per il territorio, sul coinvolgimento e il calore delle persone che la abitano, o l’hanno lasciata – seppure mai completamente.
La Basilicata c’è, pienamente. È viva e florida.
E noi l’onoriamo come possiamo. E ne andiamo fieri.

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[1]    Ora ve lo dico: qui di seguito troverete tutti i siti internet da andare a visitare per approfondire e avere un’idea più chiara e dettagliata delle associazioni presenti ad aRoma di Lucania. Sono tutti molto interessanti, anche per comprendere come e quanto amiamo la nostra Terra, a prescindere da dove ci troviamo e dove viviamo.
Vedetela come una visita antropologica, oltre che di pura curiosità, sebbene in rete.
E iniziamo con l’associazione Lucani a Roma, appunto: http://www.lucaniroma.it/
[2]    Il sito dell’organizzazione Psyplus è il seguente: http://psyplus.org/
[3]    Il sito dell’associazione è http://syskrack.org/
[4]    Il progetto è fantastico e vi consiglio vivamente di fare un giro sul sito: http://www.lucanapa.com/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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