Luca D’aversa – Luca D’aversa (Sunny Beat, 2013)

Postato il Aggiornato il

luca_front
Articolo di Sabrina Tolve.

Mi prenderò l’appellativo di ritardataria.
E v’assicuro, me lo merito tutto.
Ma, a esser sincera, fino a qualche giorno fa non sapevo nemmeno chi fosse Luca D’Aversa (che spero non s’amareggi per questo). Ho avuto modo, però, di ascoltare il suo disco, e di dare un’occhiata in giro sul suo conto.
Quel che è venuto fuori, del cantautore e dell’album omonimo , è quel che segue.

Questo giovane romano, inquieto e riottoso ai corsi di chitarra, è stato edotto allo strumento da amici e ha poi avuto l’onore e la fortuna d’entrare al C.E.T., il Centro Europeo Toscolano diretto da Mogol.
Dopo la pubblicazione del suo EP nel 2011, Mettiti comodo, finalmente nel 2013 esce il suo primo album, Luca D’Aversa.
Entrambi i dischi hanno all’interno brani inseriti nella colonna sonora dei film di Massimo Bruno. Imparerò viene utilizzata per Viva l’Italia; Troppo poco per Confusi e felici. C’è pure da aggiungere – e l’aggiungo – che il primo singolo dell’album, Barattoli, viene trasmesso da MTV in seguito all’ascesa di Luca ad artista del mese nel maggio di quest’anno (mi consolo, ché non sono arrivata in ritardo soltanto io, dunque).

lucatop - Copia
Dopo la doverosa introduzione leggera e veloce, passiamo dunque all’analisi dell’album.
Luca D’Aversa è quel che io chiamo: cantautore generazionale.
Canta dell’incertezza che permea tutta quanta la giovane generazione, e lo fa con spontaneità, con aria un po’ trasognata, con introspezione dimessa, eppure con pacifica serenità e adeguata freschezza, guardando al futuro.
Sì che si sente un po’ di malinconia, sì che si sentono leggere venature di tristezza e inquietudine. Ma è coerente al suo sentire, al suo volare lieve sulle ferite che accompagnano un po’ tutti noi. C’è un continuo guardarsi intorno, un fissare netto dei punti, d’arrivo e partenza.
Certo è che Luca D’Aversa affonda a piene mani nella tradizione popolare italiana, nella musica leggera, acusticamente gradevole e aggraziata, apparendo come un interprete pop credibile e in grado di fare il cosiddetto salto.
C’è solo il rischio – ma siamo al primo album, e la strada (m’auguro per lui) è lunga abbastanza per cambiare, crescere, migliorarsi, arricchirsi – che presto o tardi di tutti questi cantautori generazionali a rimanere a galla saranno in pochi.
Spero di no. Per gli ascoltatori del genere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...