L I V E – R E P O R T
Articolo e immagini sonore di Daniela Pontello
“Desiderio, Cinema e Rock” con i Tre Allegri Ragazzi Morti e Abel Ferrara alla Milanesiana
L’incontro andato in scena al Volvo Studio Milano per La Milanesiana ha regalato al pubblico una collisione artistica imprevedibile. Mettere sullo stesso palco il culto del rock alternativo italiano, i Tre Allegri Ragazzi Morti (TARM), e l’icona del cinema underground e trasgressivo americano, Abel Ferrara (regista di capolavori noir e tormentati come Il cattivo tenente e King of New York), sembrava un azzardo. È stato, invece, un trionfo di pura attitudine urbana. Il tema della serata, “Desiderio, Cinema e Rock”, è stato sviscerato non attraverso una formale lezione accademica, ma tramite un flusso continuo di suoni, immagini e suggestioni notturne.

New York incontra il Post-Punk Friulano. Cosa unisce la New York cupa, spirituale e violenta di Abel Ferrara alla provincia profonda, fumettistica e malinconica dei TARM? L’estetica dell’ombra e l’indipendenza radicale. Mentre Davide Toffolo e soci salivano sul palco protetti dalle loro iconiche maschere da teschio, Ferrara ha portato la sua aura da eterno outsider, un regista che ha sempre trattato il cinema con la viscerale urgenza di un concerto punk. Il fulcro della serata è stato un cortocircuito di linguaggi: Il Dialogo Visivo con Abel dove le immagini cinematografiche (fatte di ossessioni, sguardi taglienti e confessioni) si sono intrecciate alla poetica del regista.
Abel Ferrara, noto anche per il suo legame viscerale con la musica (da sempre centrale nei suoi film e spesso da lui stesso interpretata o curata, come nel recente Turn in the Wound), ha portato sul palco una tensione magnetica, dialogando con la band e incarnando l’essenza stessa del “desiderio” inteso come spinta distruttiva e creatrice. La band di Pordenone ha risposto sfoderando una performance capace di rimodulare la propria epica adolescenziale in chiave più matura ideale per dialogare con i fantasmi e le redenzioni di Ferrara.

Dopo l’introduzione di Pierluigi Di Pasquale, la lettura da parte del regista di un estratto dalla suo memoir Scene, pubblicato di recente da La Nave di Teseo e l’intervista visiva con il critico cinematografico Giulio Sangiorgio, è arrivato il momento clou della serata: la performance dei TARM. La band è salita sul palco carica come al solito, proponendo una versione ridotta del loro show esplosivo. Dopo una selezione dei loro ‘inni generazionali’, mentre alle spalle della band scorrevano immagini e fumetti di Toffolo, è apparso sul palco Abel, con chitarra e piglio da rocker, regalandoci un momento unico: insieme hanno suonato una celebre canzone dei Ramones, un brano di una misteriosa band americana (nemmeno i TARM lo conoscevano) ed un’improvvisazione durante la quale Abel ha declamato versi di poeti della beat generation.
I Tre Allegri Ragazzi Morti si confermano una realtà unica, capace di parlare linguaggi universali, mentre Abel Ferrara dimostra che l’attitudine rock non è una questione di amplificatori, ma di sguardo sul mondo. Un evento speciale che ha dimostrato come la rassegna di Elisabetta Sgarbi riesca a far scintillare l’imprevedibile, unendo la New York più noir alla storia del rock indipendente italiano.





Setlist:
La ballata delle ossa
Bengala
Puoi dirlo a tutti
La faccia della luna
Il principe in bicicletta
Occhi bassi
Il mondo prima
Pet sematary*
(misterioso brano rock americano)*
(improvvisazione con speaking word di versi di poeti della beat generation) *
Mina*
Mai come voi
La tatuata bella
*con Abel Ferrara
Tre Allegri ragazzi Morti:
Davide Toffolo – voce, chitarra
Enrico Molteni – basso, cori
Luca Masseroni – batteria
Andrea Maglia – chitarra, cori











Immagini sonore © Daniela Pontello





![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)
Rispondi