L I V E – R E P O R T


Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Natascia Caronte

Ermal Meta alla Milanesiana: tra legge, desiderio e memoria. Una serata di parole, musica e rivelazioni

La serata del 16 giugno 2026 al Volvo Studio Milano, all’interno de La Milanesiana ideata da Elisabetta Sgarbi, ha offerto uno dei momenti più intensi dell’edizione dedicata al tema “Il desiderio e la legge”. Protagonista assoluto Ermal Meta, premiato con il Premio SIAE / La Milanesiana, un riconoscimento che celebra la sua doppia identità di cantautore e scrittore.
Nel dialogo con il pubblico, Meta ha spiegato perché, nel testo portato a Sanremo, non abbia esplicitato l’origine palestinese della bambina protagonista del racconto da cui nasce Stella Stellina: una scelta dettata dal timore di essere escluso in un clima culturale segnato da “veti incrociati” e pressioni. Rivendica però l’importanza della coerenza: un artista, sostiene, deve essere “onesto con se stesso”, che scelga o meno di esporsi. Cita De André, De Gregori, Gaber e Dalla come esempi di autori capaci di esprimere il proprio pensiero attraverso le canzoni. Critica invece chi prende posizione senza crederci o chi tace pur avendo convinzioni forti.

Intervistato da Alessandro Gnocchi, Meta ha raccontato il contesto del suo romanzo Le camelie invernali, ambientato nell’Albania del 1995 e costruito attorno al Kanun, l’antico codice consuetudinario che regolava anche le vendette di sangue. Ricorda come, in alcune regioni, il Kanun sia ancora applicato e come abbia costretto generazioni di uomini a vivere reclusi per decenni. Il romanzo segue due amici diciottenni, divisi da un omicidio e dalla logica implacabile della vendetta. Sul piano personale, Meta confessa di desiderare “un po’ di tempo in più” e soprattutto silenzio, elemento che considera fondamentale per la creatività. Ripercorre il suo esordio musicale come un atto di fuga e riconosce che, crescendo, ha perso quella distanza periferica che gli permetteva di osservare il mondo con maggiore lucidità.

Il Presidente della SIAE Salvatore Nastasi ha consegnato a Meta un’opera d’arte firmata da Giovanna Fra e Marco Lodola, sottolineando il ruolo dell’autore come figura centrale nella canzone d’autore contemporanea. Viene ripercorsa la sua carriera letteraria e musicale: il successo del romanzo d’esordio Domani e per sempre, la pubblicazione de Le camelie invernali, il libro illustrato tratto da Stella Stellina, e il tour sold out dell’album Funzioni vitali. La SIAE ha inoltre annunciato un accordo triennale con la Milanesiana, rafforzando la collaborazione culturale tra le due istituzioni.

La serata ha alternato riflessioni letterarie e momenti musicali. Prima del dialogo con Gnocchi, Meta ha letto un testo potente pubblicato in anteprima su La Stampa. Racconta la storia di una giovane donna albanese minacciata di morte, costretta a fuggire con un passaporto falso. Fermata a Brindisi, viene salvata dalla compassione di un ufficiale italiano che decide di lasciarla passare. «La paura è il suo make‑up quotidiano», scrive Meta, rivelando infine che quella donna è sua madre: «Due atti di gentilezza in bilico tra il desiderio e la legge salvarono quattro vite. Tra quelle vite c’è anche la mia».

È seguito un set acustico di più brani, tra i quali Stella Stellina, eseguiti in una versione essenziale e intima che ha conquistato il pubblico del Volvo Studio, sold out da giorni.

. Il braccialetto della fortuna
. Piccola anima
. Tutto già visto
. Il Coraggio Non Manca
. Invecchio
. A parte te

La serata del 16 giugno ha confermato La Milanesiana come uno dei laboratori culturali più vivaci del Paese: un luogo dove la musica incontra la letteratura, dove la riflessione civile convive con l’emozione. Ermal Meta ha risposto alla sfida con la consueta profondità, muovendosi tra memoria personale, impegno artistico e ricerca narrativa. Un incontro che ha mostrato, ancora una volta, come la canzone d’autore possa essere non solo intrattenimento, ma anche testimonianza, pensiero, identità.

Immagini sonore © Natascia Caronte

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