Mauro Ermanno Giovanardi @ Circolo Everest – Vimodrone (Mi) – 13 Dicembre 2014

Postato il Aggiornato il

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Testo e immagini sonore di Thomas Maspes

Come ogni volta che si va ad un concerto di Mauro Ermanno Giovanardi, che sia con l’Orchestra sinfonico Honolulu o con i suoi vecchi e gloriosi La Crus, le emozioni sono le protagoniste assolute. Il suo modo di stare sul palco, quel continuo ricercare un contatto con il pubblico, il suo battere forte il piede sul palcoscenico come usano fare certi attori di teatro, la sua voce bassa e crepuscolare, ricca di sfumature e calda come un buon whisky invecchiato in botti di rovere pregiatissimo, regalano sensazioni uniche, qualcosa che va molto oltre il semplice piacere o la mite soddisfazione.

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La serata viene aperta da Barbara Cavaleri, giovane e bravissima cantautrice, fresca dell’esibizione al teatro Petruzzelli di Bari per la finale del premio Tenco e in procinto di pubblicare il suo nuovo disco intitolato “So rare” scritto ed inciso interamente a Londra. Dopo le sue belle canzoni in inglese, riprodotte in versione rigorosamente unplugged, arriva sul palco Joe ed è subito sorpresa: parte Come ogni volta, storico pezzo dei la Crus, estratto dal loro secondo album datato 1997. Sul palco si presentano in tre: Joe alla voce e armonica, Gianluca De Rubertis al pianoforte e il “maestro” Paolo Milanesi alla tromba. Private dello sfondo elettronico tipico dei La Crus, le canzoni forse perdono leggermente di fascino, ma acquistano in calore e pathos. La scaletta ripercorre tappe importanti del percorso artistico di Joe sia con la band milanese che lo ha reso famoso, sia quello più recente dei suoi dischi come solista. Il concerto risulta così essere un continuo crescendo di emozioni, senza mai una pausa o un momento di stanca. Ci sono perle come Nera Signora e Il vino, recuperate dal primo disco della band; ci sono brani di altri artisti come Via con me (Paolo Conte) o Storia d’amore (Celentano); ma anche Il tuo stile, un brano firmato da Leo Ferrè, che Joe interpreta con meravigliosa intensità, e che farà parte del nuovo disco in uscita a Marzo.

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Dopo la pausa di rito, che vede però protagonista il pianista Gianluca De Rubertis, che si cimenta nell’esecuzione di un paio di brani in solitaria, tra cui una cover davvero ben riuscita di Parigi (Paolo Conte nuovamente ringrazia), Joe e Paolo Milanesi tornano sul palco e attaccano un pezzo storico degli Afterhours: Tutto fa un po’ male. L’esecuzione è ottima, carica al punto giusto e ci regala l’ultima scossa prima del finale più languido e raffinatamente romantico con Estate di Bruno Martino e Notte di luna calante di Domenico Modugno (interpretato anni fa anche da Mina), cantato a due voci insieme a Barbara Cavaleri, che lo raggiunge sul palco chiudendo la serata con i versi “che profumo di mare – oh, oh oh oh, piove argento dal cielo”.
Usciti dal locale ci rendiamo subito conto che l’argento dal cielo non sta cadendo, è solo pioggia quella che batte sulle nostre teste. Ma a chi importa ormai? Mauro Ermanno Giovanardi è riuscito ad inebriarci di una così intensa e corposa leggerezza, che nemmeno il buio della notte di Vimodrone potrà mai riuscire a scalfire.
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