Ed – Meglio soli (Tirreno dischi, 2014)

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ed - meglio soli

Articolo di Eleonora Montesanti

Meglio soli è il secondo disco di ED, cantautore folk-pop sotto cui si cela il modenese Marco Rossi, il quale dà – col cantato in italiano – una svolta alla sua carriera artistica, poiché fino ad ora ha sempre prediletto l’inglese. Nel suo passato ci sono infatti alcuni ep e un disco, intitolato One hand clapping, il quale è davvero molto ben fatto, profuma di internazionalità.
A livello melodico, questo stesso profumo si assapora anche in Meglio soli, dove Marco Rossi e la sua band scelgono sonorità folk, delicatamente pop e per certi versi anche un po’ retrò, che riescono a supportare con dolcezza le liriche cantautorali dal sapore malinconico.
Si comincia da Scenario, un brano fresco e pulito il quale può apparire un po’ fuorviante rispetto al contenuto: nonostante l’allegria armonica e la morbidezza vocale, infatti, questo brano cela un grande senso di disillusione. A parer mio, potrebbe rappresentare una sorta di sfogo nei confronti dell’ambiente musicale (come di qualsiasi altro ambiente), dove a volte (troppe volte) il talento conta meno dell’apparenza: sei schiavo di quel nome che non hai / se non hai la faccia che ha lui ti dirò che non è facile.
Anche in La mole di lavoro è relativa, un crescendo intriso di archi e theremin che si appoggia a un riff molto simile a Stand by me di Ben E. King (ma forse è una citazione), sembra si parli di apparenza: non ritorno indietro perché sei vuoto.
A questo punto inizia #9 e subito si pensa a Elliott Smith, perché alla fine l’impulso comunicativo di ED nasce da lì, da qualche parte tra gli States e l’Emilia. #9 è un bel pezzo, basato sull’immediatezza acustica del fingerpicking. Insieme a In difetto – una ballata molto eterogenea che scatta un’istantanea all’ansia esistenziale provocata dalla vita di provincia; il brano è ricco, multidirezionale, sorprendente – e a Uno su cinque – la sua composizione è decisamente classica, ma ha un testo che tocca le corde del cuore – rappresenta il massimo della qualità di questo disco.
ED è bravo davvero, anche se gli altri brani passano più inosservati, compreso quel tentativo un po’ più duro e distorto, Avvoltoio, che nonostante i giri di basso davvero notevoli, non riesce ad ingranare.
In generale si può dire che ED è un artista che sa quello che fa; il tentativo di equilibrare la sua formazione esterofila alla tipicità del cantautorato italiano è ammirevole, perché si percepisce che, alla base di tutto, c’è la volontà di essere se stesso e, se necessario, solo contro tutti. La direzione, dunque, è quella giusta. Noi, ED, lo teniamo d’occhio.

TRACKLIST:

01. Scenario
02. La mole di lavoro è relativa
03. #9
04. L’abitudine fa l’uomo ladro
05. Quel che sai già lo so
06. Avvoltoio
07. In difetto
08. Uno su cinque
09. A modo mio
10. Tre volte

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