johnny cash

Articolo e illustrazione di Mauro Savino.

13 Gennaio 1968. È un giorno particolare per John Ray Cash. John è nervoso. Da un po’ ha chiuso, dice, con le anfetamine. Il successo, il successo uccide. Si, John, lo sappiamo. Quella roba ti stava portando dritto al camposanto passando per la galera.

Noi siamo fottuti, Johnny, alcuni di noi usciranno da qui in una bara. Ma oggi, oggi no. Trema Johnny. Ma come mi è venuto in mente? Vado a dire a quelli lì fuori “Ho sparato a un uomo a Reno, solo per vederlo morire”. Mi ricordo, era in Germania, ero giovane. Pensavo la libertà fosse un treno. Così ho portato il treno nelle mie canzoni. Ok John, è quasi ora. Sei l’uomo in nero. Questi ascoltano la tua musica da prima di nascere. Come attacco? Cosa dico? Il solito Johnny, il solito. Siamo a Folsom, giusto? È ora di entrare. Ok. “Hi! I’m Johnny Cash.”