Management del dolore post operatorio @ Magnolia, Milano. 31 Maggio 2015

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Roberto Basilico,immagini sonore di Donato Pompa

Nella serata del Sziget Sound, che vede i finalisti del concorso musicale per suonare al famoso festival Sziget di Budapest, in un Magnolia che si prepara per il Mi Ami, arrivano sul palco i Management del dolore post operatorio. Il travolgente Luca Romagnoli, parlando del Sziget, a cui anche il suo gruppo ha partecipato, augura al vincitore (Joe Victor) di “ fare l’amore più di loro una volta là”.
Particolarità dei MA DE DO PO, e’ proprio quella della trasparenza, raccontata con una sana ironia pronta a strappare un sorriso.
Davanti a un pubblico che aumenta sempre più, Luca Romagnoli arriva e ci porta con lui all’inferno (Vieni all’inferno con me), luogo familiare in cui trovano posto artisti dimenticati, e i Management stessi.
Il concerto è composto principalmente dai brani dell’album I love you che suonano molto bene live, sia per l’affiatamento del gruppo, che per l’impegno nel portare un po’ di gioia nei cuori dei presenti. Questo succede in particolare con canzoni come Per non morire di vecchiaia, in cui Romagnoli si muove su tutto il palco fino ad arrivare alle transenne per cantare con il pubblico, per poi salire sopra le nostre mani a guardare il cielo che non esiste.

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L’esibizione è un insieme di emozioni e storie che parlano di noi, del lavoro che non c’è, di quegli atti che corrispondono a luoghi comuni che non servono a niente, come Scrivere un curriculum, canzone con un ritornello dissacrante quanto vero. C’è anche l’occasione di far saltare il pubblico grazie a un brano come Norman, in cui giovani universitari trovano voce per sfogarsi e divertirsi, in questa serata dove ci sentiamo tutti protagonisti.
Il concerto vede anche canzoni che raccontano storie finite male (Le storie che finiscono male), parlano del tempo che agisce su di noi (Se ti sfigurassero con l’acido), di come tutti siamo uguali e la sola bellezza che conta è quella dell’animo, qui cantata con sincerità e ironia.
La serata prosegue con ritmi serrati e suoni che ci accompagnano, come in Irreversibile o in Scimmie, dove sognare e divertirsi non costa niente, come in Lasciateci divertire, un urlo liberatorio contro questa società bigotta e ipocrita, con Romagnoli tarantolato, pronto a divorarsi il palco.
I MaDe DoPo sono un gruppo capace di fare album che esprimono valori umani, come i grandi cantautori che davano voce agli ultimi. Dal vivo, proponendo le loro canzoni, creano un incontro tra diverse anime, come accade con la splendida Il mio giovane e libero amore per la gioia delle ragazze presenti e Oggi chi sono, ammiccante come il suono che ne scaturisce.

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Marco Di Nardo alla chitarra con i suoi riff travolgenti, ci invita nel suono post punk tipico del gruppo che ricorda i Gang Of Four. Il vulcanico Nicola Ceroli con i suoi ritmi travolgenti alla batteria e l’istrionico Luca Di Bucchianico al basso, sono pronti a fondersi con Luca Romagnoli, autentico trascinatore che ricorda il primo Vasco Rossi. Con quell’energia da bruciare con il pubblico, la voce arriva diretta e coinvolgente, trasmettendo un desiderio irrefrenabile di dire quello che gli pare, come nell’ultima canzone Pornobisogno, dove le strutture del palco diventano vette da conquistare per dare voce alle canzoni. Ma ormai è ora di finire, lasciare il microfono ad una ragazza in transenna, scendere le scale e sparire col suono della band in sottofondo e, nell’oscurità trovare conforto, dopo un bagno di adrenalina tra amici, pronto per questa estate in giro per l’Italia al grido di: “e lasciateci divertire!!!“…

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