Animation – Machine language (RareNoise Records, 2015)

Postato il

front

Articolo di Savino Di Muro

“Machine Language” è l’ultimo disco del compositore, sassofonista ed artista americano Bob Belden con il suo gruppo storico Animation, prima della sua morte avvenuta il 20 maggio scorso all’età di 58 anni.


Registrato in soli tre giorni nel tardo autunno del 2014 negli Orange Studios di Bill Laswell nel New Jersey, “Machine Language” e’ un’ambiziosa opera cyberpunk, con Bill Laswell al basso elettrico e il celebre cantante jazz Kurt Elling come voce narrante. Rappresenta un tentativo di dare risposta alla domanda: “Può una macchina avere un’immaginazione?”
Come nel precedente lavoro discografico di Animation, “Transparent Heart”, uscito nel 2012, sono presenti Peter Clagett alla tromba elettrica, Roberto Verastegui alle tastiere e organo elettrico e Matt Young alla batteria.
“Machine Language” è il risultato di un intreccio di jazz elettrico, ambient e ritmiche prevalentemente drum’n bass; è una narrazione, basata su testi scritti dallo stesso Belden, di una storia ipotetica dell’evoluzione del rapporto fra mente umana (The Human Machine) e mente artificiale (The Pure Machine).
Le macchine superano la mente umana, rendendola obsoleta, ma allo stesso tempo esse necessitano dell’immaginazione e del sogno del bambino.
“Machine Language” è un disco grandioso, che fonde l’idea di musicalità con quella di una filosofia “post esistenziale”. Si sviluppa in un arco di dodici brani – dal Sogno Del Bambino (A Child’s Dream) fino al Sogno Della Macchina (A Machine’s Dream), cercando una nuova forma di comunicazione oltre lo scibile, in qualcosa che non siamo ancora in grado di comprendere.
Passando da Philip K.Dick a Iain M.Banks, per i suoi riferimenti letterari, il disco arriva a scorgere l’intensità della luce attraverso riferimenti visivi che rimandano alla traversata cosmica di “2001 Odissea nello spazio”.
L’album si apre con A “Child’s Dream” con, in primo piano, una tromba che rapisce l’attenzione dell’ascoltatore; seguono gli oltre sette minuti di “Machine Language” dal ritmo quasi tribale e il basso pulsante di Laswell. Si alternano brani ora più rarefatti, quasi ambient come “Eternality”, ora più vibranti come “Genesis Code”, un esempio di puro jazz rock.
Notevole “Dark Matter”, dalle atmosfere quasi free jazz. Il disco raggiunge il suo apice con “TechnoMelancolia”, che rapisce con atmosfere decadenti e sognanti.
Degna conclusione del lavoro è “A Machine’s Dream”, che rappresenta la summa del disco.

Tracklist
01. A Child’s Dream
02. Machine Language
03. Eternality
04. Consistent Imperfection
05. Soul Of A Machine
06. Genesis Code
07. Evolved Virtual Entity
08. DisappearAnnihilation
09. The Evolution Of Machine Culture
10. Dark Matter
11. TechnoMelancolia
12. A Machine’s Dream

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...