Richard J. Aarden. Saldo e ferito: dall’elettronica all’acustica.

Postato il Aggiornato il

richard 01

Intervista di Luca Franceschini

Abbiamo parlato dell’ep di esordio di Richard J Aarden, “Stolid & Bruised“, qualche mese fa. Di origine olandese ma cresciuto in Italia, Richard è attivo da anni nel mondo della musica elettronica ma a suo nome sta proponendo un genere totalmente diverso. Si tratta di un rock folk dall’impianto acustico ma dalle diverse sfumature e suggestioni che per il momento si è incarnato in cinque canzoni ben scritte e decisamente piacevoli.
In attesa di ascoltare qualche cosa di nuovo, lo abbiamo raggiunto per telefono e ci siamo fatti raccontare qualcosa di più sui suoi inizi, sulle sue canzoni e sulle recenti esibizioni dal vivo…

Per prima cosa mi piacerebbe sapere come e quando hai capito che nella vita avevi voglia di scrivere canzoni. Si è trattato di un momento di epifania oppure è stata una scelta maturata nel tempo?
Momento di epifania forse no, è stato più un crescendo, un qualcosa che è venuto fuori da sé, per di più. È iniziato tutto alle scuole medie, quando l’insegnante di musica di ha dato la possibilità di scegliere lo strumento che volevamo suonare e io ho scelto la chitarra. Mi è piaciuto, mi sono trovato bene e quindi da lì ho poi continuato per i fatti miei. In seguito, all’università, mi sono dedicato alla musica elettronica, ho prodotto un po’ di pezzi ma poi mi è venuta voglia di tornare ad un songwriting più cantautorale. Mi definisco “cantautore” semplicemente perché scrivo e canto canzoni però poi il mood è un altro…

Puoi spiegare meglio?
Adesso la parola “cantautore” è associata a una cosa un po’ di nicchia, c’è anche tutto il riferimento agli anni ’70 ma in verità l’aspetto è più ampio. Cerco sempre di essere qualcosa di più grande di quello che possono dire le definizioni anche perché poi dietro a una canzone c’è un mondo intero…

In che modo nasce una tua canzone?
Scrivo le canzoni sempre nella stessa maniera, sia quando lo faccio per me, sia quando mi chiedono collaborazioni di musica elettronica: la bozza di partenza è uguale per tutto, parto da chitarra e voce, poi se gira metto dentro tutto quello che ci può stare bene. Alla base è lo stesso schema, sono poi i vari mattoni che aggiungi che contribuiscono a creare la personalità del pezzo.

Anche tu, come altri tuoi colleghi di recente, hai scelto di esordire con un ep. Lo hai fatto per poterlo promuovere meglio oppure ci sono dietro altre ragioni?
In realtà adesso come adesso uscire con l’album permette di avere una maggiore visibilità, però sono in una fase di crescita, devo ancora trovare la mia dimensione, sto sperimentando anche se già mi sembra che il primo passo sia stato fatto. A quel punto, quando penserò di aver trovato la mia dimensione, arriverò all’album, come a un punto di approdo. Poi di canzoni ne ho tante, è un processo continuo, quando scrivo punto all’immediatezza ed è la cosa che mi viene più facile fare…

Vedendoti dal vivo, qualche mese fa, ho trovato che le tue canzoni, suonate acustiche, prive delle soluzioni di arrangiamento delle versioni in studio, suonassero piuttosto vicine al songwriting di Bruce Springsteen. Non so se per te sia un complimento o che cosa…
Figurati! È assolutamente un complimento.

Però anche in studio hai fatto un bel lavoro, mi pare…
L’ep è stato prodotto da Davide Simonetta, che è davvero molto bravo, quindi gli arrangiamenti e parte del mondo sonoro sono merito suo. Mi ha aiutato lui a tirare fuori quello che si può sentire sul prodotto finito, mi ha aperto tutto un mondo e, anche a livello di quella che sarà la mia esperienza futura, gli devo tantissimo.
Per quanto riguarda il paragone con Springsteen… ovviamente mi fa molto piacere, poi il bello di quando suoni è che le canzoni dal vivo escano diversamente dalla versione in studio… non mi piace suonare esattamente uguale e anche quando vado a sentire i concerti, ho bisogno di distinguere la dimensione del live. Per cui, girando in acustico è bello vedere che le canzoni acquistano un’altra dimensione..

C’è molto dolore e malinconia nei tuoi testi, almeno per come la vedo io. Come decidi che argomenti trattare in una canzone?
Spesso parte tutto da un’esperienza che voglio fissare, poi in realtà io scrivo testi continuamente, per cui quando trovo una melodia, comincio a pensare alla sensazione che mi dà e allora vado a ripescare tutte le varie parti di testo che ho raccolto, e faccio una sorta di collage per mettere insieme il tutto.

So che hai suonato un po’ dal vivo: com’è andata?
È stata un’esperienza stupenda, sono tornato da poco da quattro live uno di fila all’altro: Roma, Palermo, Foligno e Parma. Mi sono trovato sempre meglio, stando sul palco si migliora sempre di più, anche come modo di interagire col pubblico. Per la maggior parte del tempo ho suonato la chitarra ma ho fatto anche qualche pezzo con le tastiere per dare maggior varietà. Un pezzo dell’ep “All That It Takes”, lo faccio così e devo dire che con la tastiera funziona bene, mi piace molto.

Altre date in programma?
Dopo la data del 22 gennaio a Vigevano, a febbraio arriveranno altre date. In questo momento mi sto attrezzando per suonare con alcuni musicisti per cui spero che per fine gennaio riuscirò a fissare alcune date full band anche se, per comprensibili motivi tecnici, è più facile trovare date da solo. Però, per quanto siano belle le canzoni in acustico, avere una band dietro è tutta un’altra cosa.

richard 02

Una curiosità, visto che io ho avuto modo di vederti solo una volta, per giunta in un concerto non tuo: come si è comportato il pubblico durante il tuo set? Te lo chiedo perché sempre più spesso mi capita di andare a concerti di artisti emergenti e di trovare gente piuttosto distratta, che chiacchiera o che ascolta in modo passivo..
Dipende, è sempre questione di dove vai, il mio non è un genere immediato e la situazione acustica è sempre particolare. Però devo dire che andando in altre città c’è un’attenzione forte…

Nel senso che il pubblico è mediamente più attento di quanto sia a Milano?
Un po’ sì, effettivamente, anche se però non è che ci siano situazioni brutte a Milano. Quando avevo suonato al Biko, per esempio, era stato molto bello.

Ma perché tutto questo boom del cantautorato, secondo te?
Come ho detto prima, non mi identifico proprio con questo mondo anche se suonando in acustico mi ci trovo dentro per forza. Per me è esploso essenzialmente perché mancano soldi, parlo soprattutto dell’Italia, ovviamente. È più facile investire su una persona che ha un cachet più basso e poi di locali adatti per suonare con una band ce ne sono pochissimi, per cui è più facile che si finisca ad ingaggiare gente che si presenta da sola. Poi è vero, ce ne sono sempre stati tanti, ma forse adesso escono di più perché è più comodo.

C’è comunque da dire che il pubblico italiano non è proprio particolarmente educato all’ascolto e alla scoperta dei nuovi artisti… Pensi che arriverà mai il momento in cui certe realtà molto piccole arriveranno a godere di un minimo di successo in più?
Io spero vivamente che ci sia la possibilità ma dipende dal pubblico. L’Italia è piccola, non c’è abbastanza gente e poi siamo pigri, siamo tutti ad ascoltare quello che ci propinano nei talent come se fosse l’unica cosa esistente. Sai, tutti quelli con cui parlo, ad un certo punto mi chiedono: “Ma perché non vai ad X Factor?”. Hanno in mente solo quello come trampolino di lancio! La vedo più una sconfitta per il pubblico, non tanto per gli artisti: il publico in questo modo ha l’impressione di scegliere mentre in realtà non lo fa perché di musica indipendente valida in giro ce n’è tantissima…

richard 03

E quando sceglie qualcosa di nuovo, si butta su Calcutta… senza nulla togliere eh! Il suo disco a me è piaciuto anche, però mi sembra una proposta molto poco coraggiosa…
Non ho ascoltato tutto il suo cd però quel poco che ho sentito mi è piaciuto, sono belle canzoni e sono contento per il successo che sta ottenendo. Da quel che ho sentito, è molto più radicato nel cantautorato classico italiano, non mi pare si esca da quello che c’è sempre stato, dunque. Probabilmente il suo successo è anche legato a questo, alla questione della pigrizia, della poca voglia di ascoltare cose diverse. Aggiungi che canta in italiano e quindi è più facile essere raggiunti. Anche dal vivo, se canti in italiano la gente sta attenta, in inglese se non si capisce diventa difficile che il pubblico segua. Sono meccanismi così, anche se poi non puoi prevedere, a volte scatta la scintilla e anche una cosa cantata in inglese ha successo. È così, o va non va, non sempre ci sono delle ragioni.
Ad ogni modo, l’importante è che esca gente che ha qualcosa da dire. Gli artisti inutili che fanno tanto per fare e non trasmettono roba loro, lo senti, te ne accorgi e normalmente sono quelli che non restano. Calcutta, al contrario, ha qualcosa da dire e lo dice anche bene: questo è quel che conta.

Per concludere, ti faccio la solita domanda banale sui progetti futuri…
Proprio adesso stavo registrando dei pezzi nuovi, ne ho otto che sto cercando di mettere giù per fare una preproduzione. Penso che in qualche modo potrebbe anche essere un buon momento per un album. È ancora presto per fare previsioni ma potrei fare uscire un brano come singolo tra un paio di mesi, giusto per avere un feedback e capire se la direzione è quella giusta. Sto producendo io quindi è uno stimolo in più per avere dei riscontri…

Ti sei messo dietro alla consolle dunque? Come ti trovi?
Sì, ho iniziato cinque o sei anni fa a produrre qualcosa, poi avevo smesso per concentrarmi sulla canzone, adesso mi è ripresa la passione quindi sto cercando di unire tutte e due le cose anche se penso che avrò sempre bisogno di un aiuto tecnico in fase di registrazione. Poi però con le collaborazioni mi trovo sempre a fare lavoro di produzione, mi piace stare dietro una scrivania e curare tutti questi questi aspetti…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...