Kraftwerk @ Teatro dell’Opera, Firenze – 16 novembre 2015

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Savino Di Muro, immagini sonore di Gianluca Gelmi

In oltre quarant’anni di carriera, i Kraftwerk hanno saputo descrivere, prima e meglio di tutti, la relazione tra macchina e uomo e il mondo post-industriale e tecnologico. Da diversi anni sono concentrati quasi esclusivamente sul concetto di art performance audio visiva, utilizzando dal 2012 la tecnologia 3D.
Con il loro spettacolo saranno nuovamente in Italia il 25 Luglio 2016 all’Arena di Verona.
Molti sono stati gli artisti influenzati dalla loro musica, anche David Bowie che in “Station To Station” fonde il calore del rhythm and blues con la raggelante elettronica tedesca di Kraftwerk e Neu. Dalla California, Bowie si trasferirà a Berlino attratto dalla sua atmosfera mitteleuropea, ma anche dai suoi fermenti culturali: le sperimentazioni elettroniche dei Kraftwerk, il cinema espressionista di Pabst, il teatro di Brecht, la nuova pittura tedesca (la scuola espressionista Die Brucke ispirerà le copertine di album “Low” e “Heroes”). “V-2 Schneider”, contenuto in “Heroes”, era dedicata da Bowie a Florian Schneider dei Kraftwerk.
Il concerto all’Opera di Firenze del 16 Novembre scorso ha passato in rassegna le principali composizioni del gruppo e i temi a loro più cari: l’unione di uomo e macchina, lo stupore verso l’innovazione tecnologica, il modernismo e il futuro vintage.

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Il set è un vero piacere per le orecchie – suono ed equalizzazione perfette – e per gli occhi. All’entrata vengono forniti occhiali 3D che permettono di trasformare l’esperienza del concerto in un’installazione di video-arte e, mentre eseguono “Spacelab”, una navicella spaziale atterrerà vicino al Teatro dell’Opera.
Gli arrangiamenti della composizioni sono parzialmente rivisitati senza mai snaturare il suono originale, ma arricchendolo con un beat più marcato.
Della formazione del periodo d’oro è rimasto solo Ralf Hütter: Flür e Bartos non fanno più parte del progetto da quasi venticinque anni e Florian Schneider ha lasciato il gruppo nel 2008. La line up attuale comprende, oltre a Ralph Hutter, Falk Grieffenhagen (video manipolatore), Fritz Hilpert (collaboratore dal 1987) e Henning Schmitz, ingegnere del suono della band dal 1978.
Una introduzione con il vocoder apre il concerto e fin dal primo minuto l’impatto visuale è forte e coinvolgente.
I colori sono quelli di sempre: il giallo/grigio della copertina di “Computer world”, il nero/rosso dei caratteri di “Man Machine”, il bianco/nero dell’album “Trans Europe Express”. Dove il gioco di colori non arriva, a fare la differenza è la forza nel riuscire a trasmettere, tramite pochi simboli, un immaginario significativo: le centrali e disastri nucleari (“Radioactivity”), l’“Autobahn“ con maggiolino e le note fuori dall’autoradio (sparate in faccia al pubblico) e note vaganti nel brano di chiusura, “Music non stop”. Ralf Hütter è anche la voce solista della band e non dimentica di cantare la versione italiana di “Mini Calculateur”.

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Sono comunque tanti i momenti che i presenti ricorderanno di questo bel concerto: tra questi sicuramente “Autobahn” , “Tour de France” e “The Model” che ha ispirato tanta new wave.
Il minimalismo elettronico e il Technopop sono entrati nel mainstream della nostra coscienza musicale, eppure con la loro musica i Kraftwerk riescono a dare un’idea di futuro e, al tempo stesso, pur utilizzando il linguaggio delle macchine, evidenziare un’umanità che gli altri musicisti electro non riescono a trasmettere.
Il set dura poco più di due ore con due encore: il primo con dei robots sul palco a sostituire i quattro musicisti per l’esecuzione di “The Robots”, e il secondo con un medley tra cui anche “Expo 2000” composta in occasione dell’Esposizione Universale di Hannover.
Il volto sorridente e soddisfatto del pubblico ci conferma che lo spettacolo è stato unico e indimenticabile.

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Setlist
Intro
Numbers
Computer World
Home Computer
Computer Love
Mini Calculateur (in italiano)
The Man Machine
Spacelab
The Model
Neon Lights
Autobahn
Airwaves
Geiger Counter / Radioactivity (Fukushima version)
Electric Cafe
The Telephone Call
Tour de France 1983
Tour de France Étape 1
Tour de France Étape 3
Chrono
Tour de France Étape 2
Trans Europe Express
Metal on Metal
Encore:
The Robots
Encore 2:
Aero Dynamik
Expo 2000 Boing Boom Tschak
Techno Pop
Music Non Stop

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