Le Hibou – Mirrors (Rochenrolla label, 2016)

Postato il Aggiornato il

le hibou - mirrors

Articolo di Iolanda Raffaele

Cosa hanno in comune un gufo, 4 giovani e una casa di specchi?
Semplice, sono i protagonisti della storia della band calabrese Le Hibou.
Così, Azzurra Suraci (voce, piano e theremin), Simone Napolitano (chitarra e voce), Simone Grasso (basso) e Giorgio Faini (batteria) scrivono il loro racconto di musica e di vita, con lo sguardo vigile sulla realtà, proprio come l’animale scelto per il loro nome.

Dal 2006 sulla scena progressive italiana, sono stati vincitori del “Sonic Waft Festival” di Anzio, finalisti al “Marte Live” e al “Festival Pub Italia” nel 2010, anno del loro primo album “Scrivere il cielo”, un firmamento di colori e suggestioni musicali.
Nel 2011 hanno vinto “Rock Targato Italia” e “Suoni paralleli 2011” a Bologna. Si distinguono per l’intensa attività live, culminata con l’apertura, nel 2013, del concerto dei Marlene Kuntz.
E se il 2014 è la volta del secondo disco “From nowhere with love”, intriso di atmosfere oniriche e riflessive, il 2016 è pieno di cambiamenti e soddisfazioni sia professionali che umane.
Il 4 febbraio è uscito “I can think”, un susseguirsi di immagini forti di guerra, povertà e catastrofe, mescolate alla dolce voce e soave della cantante, che si solleva tra le rovine della terra in segno di speranza.
La grande rivelazione è, però, il loro nuovo Ep ”Mirrors”, appena pubblicato per Rocchenrolla Label, con la produzione artistica di Saso Signoretti.
Dopo un periodo di soluzioni strumentali aperte, propone 4 brani, tutti in inglese, dal taglio più immediato, diretto, fluido e delicato, ma con arrangiamenti frizzanti ed elettrici, a volte isterici e ritmati, e la voglia di preservare l’ispirazione creativa.
Mirrors è la dimostrazione che da un convinto spirito di collaborazione e di confronto nascono sinergie artistiche uniche e che la buona musica non ha bisogno di trincerarsi nel soggettivismo assoluto per creare qualcosa di straordinario. C’è tanta idea di squadra, tanto attaccamento ad un modo antico e personale di fare musica, tanta gioia di suonare per amore e non per la scena del momento.
Come specchi dell’anima i testi, ampiamente autobiografici, riflettono su temi profondi come la continua ricerca di sé stessi, la paura dei cambiamenti, il senso di inadeguatezza alla realtà e il rapporto complesso con alcuni pensieri e stati d’animo.
Singolari nella loro originalità, tutti condividono, però, un unico forte messaggio: bisogna fermarsi, stare immobili, ascoltare le proprie emozioni senza scappare e senza aver paura.
Si deve imparare a convivere con le proprie sensazioni anche quando “la sedia scotta”, anche “quando fuggire sembra l’unica cosa da fare perché la soluzione non arriva”. Proprio allora occorre invece restare e guardare ciò che si sente, ciò che non si è disposti ad accettare.
Un album spontaneo e di svolta per Le Hibou, lontano da gabbie musicali e macchinosità, ma anche di recupero dell’originaria inclinazione a giocare con le note e del divertirsi divertendo in quella “Trasparente Allucinazione reale” che è la vita di tutti i giorni.

Tracklist:
01. The house of mirrors
02. Everyday
03. Wendy
04. Scares don’t scare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...