The Gutbuckets – Gasfire Rag

Postato il

the-gutbuckets-gasfire-rag

Articolo di Antonio Spanò

The Gutbuckets vuol dire letteralmente “secchi di budella”, ma non è questo il significato che ci interessa. Il secchio di interiora chiesto di straforo al macellaio, rappresenta il pasto principale e una delle materie prime più utilizzate dai musicisti meno abbienti, soprattutto neri, della tradizione proto jazzistica americana. Questo termine è infatti diventato sinonimo di jazz delle origini (vedi ad esempio GutBucket Blues di Louis Armstrong con gli Hot Five). Formazioni così, definite anche jug band, eseguivano materiale folklorico o anche jazzistico a partire dalla metà degli anni Dieci, sostituendo i costosi ottoni con strumenti di fortuna. Il jug al posto della tuba o del sassofono, il mandolino e la chitarra al posto del piano, il kazoo al posto della tromba.

Mario Evangelisti chiarisce in questo modo i miei dubbi sul significato del nome dato al gruppo fondato con Antonio Speciale. Il duo fiorentino nel novembre 2016 ha pubblicato il secondo cd GASFIRE RAG, proseguendo il lavoro di ricerca e recupero delle sonorità americane tra le due guerre iniziato nel 2014 con il disco KICK OUT THE LOMAX, emblematico nel titolo e chiarificatore circa la tipologia di musica e intenti che vogliono proporre.
Antonio Speciale viene dal garage e dal punk, ma ha sempre avuto grande interesse per il blues e per la storia degli Stati Uniti (essendo professore di Storia e Filosofia).
“Da parte mia l’interesse è totale. Mi sono laureato in Musicologia a Firenze studiando soprattutto il mondo della classica contemporanea. Il jazz poi mi ha sempre appassionato, pur avendo un cuore rock blues. Negli anni le mie ricerche mi hanno portato indietro, fino a scoprire che il mondo del dixieland e del ragtime è una delle forme espressive che più si adatta alla mia visione musicale”.
Proseguendo nella ns breve chiacchierata via chat Mario presenta il collega e se stesso, mentre nella successiva espone i recenti ascolti musicali che lo hanno interessato.
“I nostri ascolti sono molto vari: Ogni giorno nello stereo passano cose molto distanti tra loro: Bill Frisell, Marc Ribot, Debussy, Rolling Stones, CSN&Y, Pop X, Gustav Mahler, Bach. Insomma dipende dal mood. L’importante è che quello che gira sul piatto sia interessante”.
Ottimamente finito, sincero, schietto, evocativo, GASFIRE RAG è composto da 12 brani equamente divisi tra classici del periodo e brani originali.
ANTONIO SPECIALE (voce, chitarra e banjo) e MARIO EVANGELISTA (voce, chitarra, dobro e mandolino) in questa seconda uscita si avvalgono della collaborazione di MAURIZIO COSTANTINI al basso, ANTONIO SCIOLI alla tuba e VALERIO MAZZONI alla tromba. Il lavoro è stato realizzato con il sostegno del Progetto 100 band promosso dalla Regione Toscana per il finanziamento della musica indipendente, la copertina è del fumettista e illustratore ROCCO LOMBARDI.
Oltre a quanto mi ha detto MARIO, mi permetto di aggiungere che ANTONIO SPECIALE è un chitarrista acustico specializzato nello stile di diversi bluesmen del periodo, quali Mississippi John Hurt, Charlie Patton, Robert Johnson, mentre MARIO EVANGELISTI è musicista e insegnante di chitarra da quindici anni. Fa parte di formazioni quali Radioscilla, Riserva Moac e Mauro Ottolini & the Sousaphonix. È iscritto alla Sidma (Società Italiana di Musicologia Afroamericana) ed ha pubblicato per le più importanti riviste di settore dedicate al jazz quali Musica Jazz, Il Giornale della Musica eJazzit. Insieme a Simone Cavagnino è autore della trasmissione radiofonica Jazz Tube, dedicata al jazz e alle sue contaminazioni ed eletta una delle cinque migliori trasmissioni musicali italiane a pari merito con Battiti. Ha scritto il saggio di musicologia contemporanea Teatri Nascosti–Gesto segno e drammaturgia nell’opera di Sylvano Bussotti (Lo Gisma,2013) ed è coautore di Appunti di Rock (Il Foglio Letterario, 2014). Compone inoltre musiche per pubblicità e cortometraggi e ama fare il turnista.
Risalta subito, al primo ascolto, la grande dedizione e passione che Antonio e Mario infondono in ogni traccia, trasmettendo buone vibrazioni, insieme ad eccellenti sensazioni. Il disco è magistralmente suonato e arrangiato grazie anche al lavoro finale in studio di Antonio Castiello e Aldo de Sanctis
Gasfire Rag scorre piacevolmente, senza sosta: possiamo classificarlo blues, ragtime o folk, ma in realtà è un miscuglio di questi generi.
I brani originali (Bring back the bush, Hipster Girl, Walkin’ in the kitchen,Gasfire Rag, My Sweet Mary, That’sOur Blues) non sfigurano accanto a quellidella tradizione afroamericana, che spaziano dalla rilassata e intensa atmosfera di New Orleans, in Sadie Green, al jug blues di YouMayLeave, grande classico della Memphis Jug Band; dalla folkoristica ballata di It’s Moving Day, alla evocatica jazzata di Weed Smoker’s Dream, o dalla ragtime songSister Kate, alle sonorità country folk di Rose Connolly.
Quando negli States dei primi anni venti imperava il proibizionismo, lo sviluppo economico era vertiginoso, le sale da ballo aprirono le loro porte e le donne ricevettero il diritto al voto. Questa era la musica che girava tra le strade ancora polverose delle grandi città che accoglievano a dismisura sempre più persone e i locali che aprivano in continuazione, tra fiumi di alcool fatto in casa e musica che incominciava a mischiare generi, razze e strumenti.
Il disco è distribuito negli store digitali da Audioglobe e fisicamente dallo store on-line del sito www.gutbuckets.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...