Artù – Viola (2017)

Postato il Aggiornato il

Articolo di ElleBi

Il video che vi presentiamo, diretto da Giacomo Triglia, vede protagonista il cantautore romano Alessio Dari, in arte Artù, insieme agli alunni della II sezione della scuola dell’infanzia “Guglielmo Oberdan” di Roma.
“Viola”, così s’intitola il pezzo, è estratto dal secondo album “Tutto Passa”. Pubblicato nel 2016, ed è coinciso con una svolta personale, ancor prima che artistica, dopo un periodo di forte senso di solitudine e disagio psicologico provati alla fine di un mini tour legato al primo disco. Rendersi conto che ciò che stava passando di negativo acquisiva un senso nell’atto stesso del passare, lo ha portato a comporre dieci canzoni di base malinconiche, allo stesso tempo ricche di sensibilità e acuta ironia.

Gran parte del suo racconto musicale si è focalizzato sul descrivere in modo più obiettivo possibile, quella porzione di realtà che, fra ipocrisie ed ingiustizie sociali, proprio non gli piace, non lo fa stare bene. Alla fine però, in lui, prevale sempre la speranza e la fiducia nella possibilità di riscatto dell’uomo.
In particolare, il pezzo che abbiamo scelto, da cui esce un “mondo alla rovescia” che può creare lo stimolo per riflessioni più profonde, è solo in apparenza una filastrocca d’autore scanzonata. La riflessione più importante, probabilmente, è quella che porta a prendere consapevolezza che non tutte le domande hanno una risposta (e forse è meglio così, aggiungiamo noi…).
Dari, più di tutto, è l’espressione di uno spirito al di fuori degli schemi comuni. Non a caso avrebbe voluto ricevere un insegnamento libero da ogni pregiudizio, ed è stato tendenzialmente insofferente alle regole fin da piccolo.

Il suo rifugio da una realtà che spesso gli andava stretta è stata la scrittura che, unita ad una vivace immaginazione, gli ha permesso di creare personaggi fantastici con cui popolarsi il quotidiano.
Uno dei giorni che gli ha cambiato la vita è stato quello in cui ha iniziato a suonare la chitarra, strumento che ha scoperto per la prima volta intorno ai sette anni, nella cantina di casa della nonna.
Nel video Artù risulta perfettamente a suo agio seduto a gambe incrociate sulla cattedra, abbracciato alla fedele compagna, la chitarra. E così canta, con una naturalezza altrettanto da fanciullo, scandendo ogni parola fra graffi di voce alla Gaetano e tocchi di sensibile dolcezza. Il tutto con un simpatico coretto in sottofondo…

“luna, io ti darei la luna, ma già l’ho detto a Luna la luna è solo una”
“rosa colore della rosa, ma se è una rosa rossa, perché la chiami rosa“
“Bruna, è il nome di zia Bruna che è bionda e si presenta: piacere sono Bruna”

Queste frasi, che lette così potrebbero arrivare semplicemente come un non-sense, nella canzone realizzano un  delizioso transfert emotivo: se ci lasciamo andare, ognuno di noi nell’ascolto può ricongiungersi a quella parte di bimbo/a che ha ancora intatta nel fondo di se stesso.
Di una simpatia irresistibile fin dalle prime immagini è la mimica dei bambini che, cantando “in playback“, tengono un ritmo perfetto fa balli improvvisati e battiti di mani.
Il tutto, accompagnato da un sound accattivante, semplice e naturale, perché  ogni canzone, come dice Artù, “ha suggerito lei stessa il vestito che voleva addosso“…

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