Elle Mary & The Bad Men – Constant Unfailing Night (A Modest Proposal, 2017)

Postato il Aggiornato il

Articolo di Luca Franceschini.

Lo aspettavo da un po’, questo “Constant Unfailing Night”, il disco di debutto di Elle Mary & The Bad Men, uscito grazie alla lodevole iniziativa della italianissima A Modest Proposal, che dopo i Barbarisms ha messo sotto contratto un’altra band degna d’interesse.

Avevano anticipato quest’estate il video di “Pretend” e un paio di singoli, facendo crescere l’attenzione per un progetto che, per quanto derivativo, pareva poter possedere tutte le carte in regola per colpire nel segno.
La canzone del video mi aveva colpito, l’etichetta la conosco e so che da loro bisogna sempre aspettarsi cose belle. Detto fatto.

Vengono da Manchester, sono in tre e l’anima di tutto il progetto è Elin Rossiter, ragazza dallo sguardo triste e dall’atteggiamento ombroso, che in passato ha anche pubblicato qualcosa in veste solista. Gli altri due sono Michael Dubec e Pete Sitch, insieme avevano già fatto uscire un Ep, “Ocean”, che di fatto ha rappresentato il loro biglietto da visita sul mercato. Il disco che teniamo tra le mani non è dunque un esordio vero e proprio ma è anche vero che è da questo momento che se ne sta parlando molto.

Un lavoro agile e scarno, poco più di trenta minuti di durata, arrangiamenti minimali, per lo più chitarra, basso e batteria che suonano insieme trasmettendo un feeling live che lo distanzia parecchio dalle produzioni a suon di elettronica e sovraincisioni che vanno di moda oggi.
Ballate crepuscolari, vagamente jazzate (“Falling”), un minimalismo oscuro che si muove tra nomi come Anna Calvi, Sharon Van Etten o i Daughter più ripiegati su se stessi.

C’è molto Folk (presente soprattutto nella struttura lineare e nelle ritmiche acustiche di molti episodi) ma anche un tocco di Wave, almeno nell’attitudine (vedi le atmosfere plumbee di “Undead”). Il tutto al servizio di una raccolta che ha i suoi momenti entusiasmanti, con melodie che vanno a segno con facilità (“Behave”, “Pretend”) e che si mantengono quasi sempre in punta di piedi, con solo alcune sporadiche incursioni elettriche (“Ocean”).

Un esordio nel complesso convincente, anche se non esente da momenti di stanchezza, dati probabilmente dalla omogeneità eccessiva delle composizioni. Vale comunque la pena ascoltarli e tenerli da conto. A fine novembre saranno in Italia per qualche data: non perdeteveli.

Tracklist:
1. Falling
2. No Baby
3. Happiness
4. Pretend
5. Dark
6. Ocean
7. Undead
8. Behave
9. Later

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