Zerocalcare – Macerie Prime (Bao Publishing, 2017)

Postato il Aggiornato il

Articolo di Giovanni Tamburino
Scenario post-apocalittico, un po’ stile “La strada” di McCarthy. Un vecchio e un bambino custodiscono una memoria che non va assolutamente perduta. Un quaderno che sembra una guida in un mondo più pericoloso di quanto si creda.
Cambio scena. Il Nostro è in treno con l’inseparabile amico armadillo, verso uno degli eventi più sconvolgenti che storia umana abbia mai visto: il matrimonio di Cinghiale.

Tra novità monolitiche, ritorni inaspettati – come quello di Giuliacometti – e new entry… in realtà non così “new” – è il caso di Deprecabile, quasi un pater familias de noatri – la comitiva è riunita come da tempo non succedeva e l’imminente conversione alla monogamia del più procace della banda è solo uno dei mutamenti che li hanno colpiti.
A dare avvio alla catena degli eventi, un bando che sembra più la possibilità di una vita diversa, senza l’acqua costantemente alla gola, di una vita in cui si possano realizzare sogni rimasti sopiti e accantonati per troppo tempo. Bello, ma forse la si fa troppo facile.

Zerocalcare ritorna dopo l’incredibile successo (e l’immensa mole di accolli) di Kobane Calling con un nuovo capitolo della vita sua e dei suoi amici di sempre con Macerie Prime, il primo di due atti che porteranno i ragazzi su inchiostro che abbiamo imparato a conoscere ed amare a proseguire nel cammino delle loro vite, ad affrontare le proprie stasi e a confrontarsi con la realtà. In una parola: crescere.

Il ritorno sulle tavole (almeno parlando di carta stampata, visto che non le ha mai effettivamente lasciate) di Michele Rech è stato dettato dall’esigenza di un lavoro di aggiornamento, restauro ed evoluzione di quei personaggi che per troppo tempo sono rimasti come cristallizzati nella forma con cui erano nati – lampante il caso di Secco, che dal poker online rinnegherà il proprio credo dandosi all’insegnamento – e, dopo una fitta serie di interviste agli amici di una vita a cui si è ispirato, ha dato luce ad un’opera corale ed onesta, in cui ogni voce ha il proprio spazio e la possibilità di raccontare di sé libera dallo sguardo di un narratore che filtri tutto attraverso la propria personale sensibilità. Non si salva nemmeno Zero, che porta in scena senza risparmiarsi anche la parte più insofferente di sé, quella che detesta non sapere mai dire di no, che a prescindere da cosa sceglierà sarà comunque attanagliata dal senso di colpa.

Personaggi in cerca di emancipazione, più che di un autore. A caccia di una chance nel loro mondo a costo di sgomitare e di alzare la voce nel microcosmo di Rebibbia, divisi tra il desiderio di spiccare il volo e il soffocante tepore dell’abitudine.
I ragazzi stanno diventando uomini e donne e verranno messi alla prova in quest’avventura che vedrà il suo epilogo a maggio con la pubblicazione della seconda parte, facendo passare sei mesi sia nel nostro mondo che nel loro (e che, appunto, prenderà il sottotitolo di Sei mesi dopo), quando potremo tornare ancora una volta a confrontare le nostre vite con le loro, a scoprire se e come certe trame torneranno a intrecciarsi.

 

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