Nicolò Carnesi – Motel San Pietro (2017)

Postato il Aggiornato il

Articolo di ElleBi

La musica e la scrittura sono le forme comunicative preferite da Nicolò Carnesi, giovane e talentuoso cantautore palermitano. Nei tre dischi pubblicati dal 2012 ad oggi è riassunto un suo importante periodo di transizione: quello che dai vent’anni lo ha portato alla soglia dei trenta.

Ha raccontato tanto della sua interiorità, ma anche di quello che, filtrato da uno sguardo personale, si trova ad osservare ogni giorno intorno a sé. Dall’approccio disilluso ed un po’ amaro della prima gioventù è arrivato ad una visione più matura della vita. Accanto all’immancabile ironia, oggi, dopo aver lasciato Milano ed essere tornato a casa, nella “sua” Villa Frati, spicca la conquista di una nuova, importante consapevolezza: è possibile dare un senso costruttivo anche alle esperienze negative della vita nel momento in cui diventano l’occasione per farsi domande inaspettate, le cui risposte aiutano ad innestare nuovi meccanismi di comprensione di se stessi e degli altri.

Lo scorso 6 ottobre è uscito in digital streaming/download, nonché in rotazione radiofonica “Motel San Pietro”, un brano che ha aperto un nuovo capitolo nell’evoluzione artistica di Nicolò. In contemporanea è stato pubblicato su youtube il video girato da Alessandro Albanese e Carlo Lo Forti. Le immagini si susseguono in un lungo unico piano sequenza, immergendo da subito lo sguardo di chi osserva in un’atmosfera volutamente cinematica. Una fila di alberi scorre quasi ipnotica dall’alto verso il basso finché l’inquadratura si allarga mettendo in primo piano un ragazzo che, senza soluzione di continuità, corre su una strada statale respirando a pieni polmoni…

La melodia sin dalle prime note è spiccatamente “sintetica”, ma allo stesso tempo morbida e naturale.
Si crea così un dream pop d’autore in cui Nicolò, aggiungendo diversi effetti alla propria voce, ne ha estremizzato le capacità espressive, rendendo ancor più intensa ogni singola parola di un testo già di suo poetico e toccante.
Le distanze fisiche, emotive, sentimentali, la richiesta di colmare le mancanze che concorrono ad alimentarle (“tu mi saprai perdonare anche se sono egoista”) sono le protagoniste di questo racconto…

“Brucia con me,
spegni la luce,
abbassa la voce,
arriviamo in fondo…”

Ognuna di queste frasi, scandita da un rullare in sottofondo di batteria, arriva dritta al cuore come uno struggente appello ad andare oltre ogni incomprensione…

Penso che in tanti, come me, nell’ascolto, rincorrendo un ricordo, o immergendosi nel presente, potranno “ritrovarsi” e allo stesso tempo sentirsi accomunati dallo stesso desiderio di appartenenza e riconciliazione…
C’è un divenire incessante di sentimenti e sensazioni in questa canzone grazie al quale passato, presente e futuro si uniscono e contaminano creando un tempo non definito, immaginato con profonda sensibilità…
Credo sarà un momento davvero emozionante poter sentire anche questa traccia dal vivo in una delle ultime tappe de “ Il lato migliore tour” che, iniziato ad ottobre, sta portando Nicolò ad esibirsi in solo fino a dicembre.

 

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