MaDeDoPo: Primi assaggi di una maturità promettente.

Articolo di Andrea Ravagnani, immagini/illustrazioni di Ana Isabel Gil

Nella fumosa sala del Monk, dopo la degna apertura postrock melodica dei Malmö e qualche minuto di attesa, finalmente i Management del Dolore Post Operatorio salgono sul palco, carichissimi.

Luca Romagnoli non si smentisce, è trascinante, ha energia da vendere. Sezione ritmica precisa e ben incastrata con le taglienti chitarre ma soprattutto con i pensieri di Luca, con i suoi teoremi e le sue aperture melodiche.

In poche battute portano il pubblico a pogare e a cantare come se non ci fosse un domani. Si perché un domani potrebbe non esserci. Tema caro ai MaDeDoPo quello della morte, se ne parla, ci si scherza, sul fascino della nostra vita transitoria, e intanto i pezzi si susseguono intensi, fino a rimanere senza fiato sul palco e in sala.

A metà concerto, una breve tregua lascia spazio alla band per respirare e a Luca per stringersi a coorte con il suo Marco Di Nardo. Ci raccontano di saper anche accarezzare strumenti e microfoni, interpretando Curami dei CCCP e, dal loro penultimo lavoro McMAO, “Il Cantico delle fotografie”.

Anche i passaggi che su disco sono più delicati e sofisticati assumono una bella spinta nel live, rischiando però di appiattire il risultato. Non ci frega niente, quello che conta è la sostanza e qui non ne manca.

Dopo la pausa si ritorna a infuocare la band e il pubblico su “Irreversibile”, “Incubo stupendo”, “Pornobisogno” e l’immancabile “Naufragando”, singolo tratto dall’ultimo lavoro discografico 2017, Incubo Stupendo.