Calibro 35 – Intervistati o intervistatori?

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Articolo di Iolanda Raffaele

In occasione del concerto del 18 febbraio alle Officine Sonore di Catanzaro per presentare il nuovo album Decade, abbiamo scambiato qualche parola con Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli. Tra il sound check e la cena i due esponenti storici dei Calibro35, oltre a Fabio Rondanini e LucaCavina, si sono intrattenuti simpaticamente con noi per cui ne abbiamo approfittato. Dimenticavamo, non sono mancate le incursioni di Luca Cavina in veste di intervistatore, quindi leggete tutto d’un fiato e fino alla fine.

Abbiamo ascoltato con tanto piacere il vostro album, ma se non l’avessimo fatto e vi chiedessimo di descrivere Decade cosa rispondereste?

Massimo: E’un contenitore musicale in cui i Calibro sono arrivati al decimo anno di attività. Abbiamo fatto un sacco di dischi in vari modi possibili ed immaginabili, quest’ultimo è stato il primo in cui abbiamo usato un ensemble orchestrale, gli Esecutori di Metallo su Carta, che abbiamo integrato nella scrittura stessa dei brani sin dalla partenza. È, quindi, un disco dei Calibro 35 in cui c’è il funk e c’è anche della psychedelia, tuttavia, abbiamo toccato delle corde che prima non avevamo affrontato. Ci sono dei momenti romantici, dei momenti minimalisti e c’è un uso un po’ più maturo dei musicisti a disposizione.

Enrico, dieci anni di Calibro 35: cosa è cambiato dall’inizio ad oggi?

Enrico: Siamo cambiati noi, come succede per tutti. Cambiano le persone, si diventa grandi, si diventa papà, si cresce. Si fanno cose diverse per aumentare un po’ l’esperienza e si fanno tutte queste cose così come si vivono tutte le situazioni umane. Tutto ciò serve perché probabilmente fa vedere anche l’attività in maniera più matura. Non siamo più la band di ragazzini che va in giro e si diverte come dei pazzi, siamo un gruppo di persone mature che fa ogni cosa con logica, con determinazione, cercando di farla al meglio.

È un album Decade che, al primo ascolto, potrebbe dare l’impressione, usando un termine un po’ nerd, di “Cowboy Bebop”. Potrebbe essere quasi usata come colonna sonora del cartone giapponese poliziesco ambientato nello spazio, d’altronde è come se vi foste auto influenzati perché nel disco attuale c’è molto del precedente album S.P.A.C.E.

Massimo: Boh, non lo so, è bello il riferimento, in effetti è anche abbastanza calzante. Diciamo che c’è tutto quello che è entrato a far parte del nostro linguaggio, ma la cifra è che piano piano stiamo assumendo sempre più una dignità stilistica che si affranca da un riferimento ben preciso come quello dei polizieschi tout court. Restiamo nella cinematografia perché sono comunque musiche evocative, ma abbiamo abbinato un immaginario che, pur essendo sempre cinematografico, è meno focalizzato sulla fantascienza come avveniva in S.P.A.C.E. Finito un ciclo, perciò, ne inizia un altro in cui la musica diventa evocativa di per sé.

Siamo partiti dai polizieschi, siamo passati alla fantascienza, adesso abbiamo fatto un po’ la somma delle due cose, per il futuro cosa ci aspettiamo?

Enrico: Il futuro? Siamo molto legati al presente. Quando si diventa grandi il tempo non è più in prospettiva, ma è ora, perché cerchi di godertelo. Io in questo momento non vi so dire il futuro, ma vi so dire che il presente è interessante e pieno di cose, questo sarà il nostro futuro.

Luca: Quali sono i vostri progetti per il futuro come intervistatori?

Intervistatori intervistati: Ci piacerebbe intervistare Bruce Springsteen, ma per il momento difficilmente sarà possibile. Intervistare voi, però, è già stata una grande fortuna, seguaci da sempre della vostra musica che amiamo, apprezziamo e diffondiamo.

Luca: Come nascono le interviste, le preparate a casa o le improvvisate sul momento?

Intervistatori intervistati: In generale, non ci si prepara, si coglie l’immediatezza del momento, altre volte, però, come per questa intervista, la preparazione è d’obbligo, ascoltare in maniera approfondita un album stimola di più le domande.

Luca: Volete fare un saluto a noi Calibro 35?

Intervistatori intervistati: Un saluto a tutta la band, anche noi ascoltiamo i Calibro 35.

Li abbiamo lasciati così, sperando che a quel concerto si siano divertiti un mondo, così come ci siamo divertiti e ci divertiremo sempre noi ad ogni loro esibizione.

Grazie a Umg Web Radio e Radio Iolex

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