Carmen Consoli – Eco di sirene (Narciso records/Universal music, 2018)

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Articolo di Stefania D’Egidio

Dal 13 aprile è in vendita l’album di Carmen Consoli “Eco di sirene” per Narciso Records/Universal Music, in doppio cd, doppio vinile e in formato elettronico con un totale di 22 canzoni in versione acustica, con gli stessi arrangiamenti da orchestra che la Cantantessa ha portato in tour nei teatri italiani ed esteri nel corso dell’anno passato insieme a Emilia Belfiore al violino e Claudia Della Gatta al violoncello.

Dei 22 brani, venti sono i classici del suo repertorio, quelli che ce l’hanno fatta prima scoprire e poi amare, da “Amore di plastica” a “Parole di burro”, da “L’ultimo bacio” a “Pioggia d’aprile”, e due inediti: “Uomini topo”, in radio già dal 6 aprile, e “Tano”.
Come ha raccontato la stessa Carmen, di passaggio alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, il tour era nato da un lato dalla necessità di rivedere le sue canzoni storiche sotto un’altra luce e dall’altro dalla sua passione per la musica da orchestra. Quasi per sperimentare erano state programmate poche date che alla fine avevano superato le sessanta e, sull’onda dell’entusiasmo, si era deciso di registrare le stesse tracce con il medesimo spirito.
L’album è stato partorito al Forum Village di Roma, un luogo culto per la musica da orchestra perché è là che sono nate le colonne sonore capolavoro di Ennio Morricone, quindi quale luogo migliore?

Nel disco c’è una dimensione molto intima, che solo l’acustico poteva offrire; le canzoni sono state registrate in analogico, ricorrendo addirittura a nastri fatti arrivare dalla Germania proprio per ricreare l’atmosfera presente in studio, anche a rischio di registrare delle piccole imprecisioni, che, a dire il vero, dopo diversi ascolti non ho ancora percepito: è un lavoro che ammalia e ipnotizza proprio come il canto delle sirene (mai titolo fu più azzeccato), c’è qualcosa di terribilmente sensuale nel connubio tra chitarra, violino e violoncello, le parole fanno il resto.
La cantantessa ci narra dei giorni d’oggi, senza dimenticare la forza della tradizione e della cultura della sua terra, uno sguardo al passato e uno al futuro; cosa dire della bellissima “Mio zio”, la canzone in cui parla di una bambina abusata da chi dovrebbe invece proteggerla, dall’orco che non è uno sconosciuto qualsiasi, ma uno di famiglia?

In “Uomini topo” ci racconta di razzismo, intolleranza, educazione (“Proprio in questa città ci volevi portare il terrone/Abbia fede sono un Dottore/si faccia curare/Preso in tempo il razzismo non è mortale”), in “Tano” Carmen si trasforma in menestrello della tradizione popolare siciliana e, nel suo dialetto, ci canta dei tempi in cui la donna, fin dall’infanzia, era educata a sopportare qualsiasi cosa dal suo uomo, per amore della famiglia, e dei giorni d’oggi in cui, invece, l’uomo Tano, avendo perso il diritto alla prevaricazione, accecato dalla rabbia, ricorre al femminicidio. “‘A finestra” è un altro spaccato di vita in terra di Sicilia. “La notte più lunga” è la cronaca di un naufragio e di come la tragedia venga trasformata in un reality, strumentalizzata dalla stampa e dall’onorevole di turno.
Un album bellissimo, privo di sofisticazioni, che come il canto delle sirene di Ulisse ci attira dentro e ci costringe a seguire ogni singola nota e ogni singola parola, che mettendoci di fronte alla nostra coscienza ci induce a riflettere sulla follia dei nostri anni, ma senza farci schiantare contro gli scogli, l’auspicio non è quello di trascinarci in fondo, ma piuttosto di farci ritrovare la rotta giusta.

Tracklist:
01. Uomini topo
02. Parole di burro
03. Mio zio
04.
Mandaci una cartolina
05. Pioggia d’aprile
06. L’ultimo bacio
07. AAA Cercasi
08. Eco di sirene
09. Sulle rive di Morfeo
10. L’eccezione
11. Amore di plastica
12. Tano
13. Fiori d’arancio
14. Perturbazione atlantica
15. ‘A finestra
16. In bianco e nero
17. Maria Catena
18. La notte più lunga
19. Il sorriso di Atlantide
20. Blunotte
21. Sud Est
22. Venere

 

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