Giovanni Masi e Rita Petruccioli – Frantumi (Bao Publishing, 2017)

Postato il Aggiornato il

Articolo di Ellebi

Stazione di Roma Termini, in un giorno qualunque del presente.
Il giovane Mattia, seduto al tavolino di un bar, scambia messaggi Whatsapp con il suo amore, Sofia. In quel “sta scrivendo…” che appare dallo schermo del suo cellulare, fra parole che si susseguono cancellate, modificate, o anche solo pensate, possiamo già intuire le complesse dinamiche di un rapporto che si rivela costretto a confrontarsi con una realtà opprimente: la grave malattia di lei…

In un contesto simile, improvvisamente, il mondo di Mattia crolla sotto i suoi piedi, andando letteralmente a pezzi; così, lo ritroviamo prima catapultato in una specie di denso mare rosso solcato da una nave gigantesca, senza comando, per poi vederlo approdare su un’isola molto particolare.
Un mondo in cui anche gli abitanti, seppur ognuno in modo diverso, sono andati in frantumi – Mattia stesso si ritrova con un frammento mancante nella nuca.
I più sono rimasti solo teste pensanti, in quanto in questo luogo “nessuno è mai arrivato intero, e quasi tutti finiscono per rompersi di più”.
Si tratta di un universo onirico e parallelo in cui Mattia, come ogni altro, non ha memoria del momento in cui ogni cosa è crollata; un posto in cui nessuno è amico di nessuno, “perché sapere chi sei, che pensi o cosa provi, è come ammettere che questo incubo è reale, è dargli sostanza“.
Un luogo in cui, chi arriva, viene posto di fronte a scelte fondamentali: può diventare infatti solo un  passaggio, oppure, da lì, si può anche prendere la decisione di non tornare indietro alla vita reale.
Serve infatti una determinazione enorme per mettersi alla ricerca di quel ricordo, quel solo preciso frammento di vita che se recuperato, può dare la capacità di tornare a rimettere insieme “tutti i cocci” di un presente frantumato da un dolore percepito come insopportabile.


Mattia non sa se ha la forza di affrontare quello che lo aspetta ma di certo sente di non volersi arrendere. Ad aiutarlo nel suo percorso c’è Laila, una ragazza che diventa una preziosa guida di un toccante viaggio di ricerca e “ricostruzione”.
Da questi presupposti nasce il graphic novel “frantumi”, concepita a quattro da Giovanni Masi (dialoghi) e Rita Petruccioli (illustrazioni), pubblicato alcuni mesi fa da Bao Publishing.
Non è un episodio solo autobiografico, tutt’altro, è un’avventura che vivono Mattia, Laila e anche Sofia. La narrazione di quel particolare momento dell’esistenza di ognuno in cui tutto va in pezzi e del modo in cui gli stessi tornano a ricomporsi. La scrittura di Masi è sempre chiara, lucida, diretta ed intensamente empatica.
Fondamentale l’apporto della Petruccioli, con cui la storia di base si è arricchita di tanti elementi e punti di vista comuni che sono andati a rafforzare l’impatto emotivo del racconto. Colori forti, contorni definiti, costruzioni di “tavole” geometriche, spesso simmetriche, la scelta di lavorare a “doppia pagina”, vale a dire tenendo sempre accanto quella di testo.
Tutto questo ha permesso di mantenere in ottimo equilibrio, nello scorrere delle pagine, ciò che è scritto e ciò che è disegnato.
Il lettore se, leggendo, si rende disponibile a diventare compagno e “complice” di Mattia in questo impegnativo viaggio all’esplorazione di se stesso, non può che uscirne con una serie di importanti consapevolezze: per riuscire a guarire le proprie ferite bisogna prima capire cosa si è perso; accettare poi le crepe, le cicatrici che si formano nel momento in cui si prova a far ricombaciare tutti i pezzi è un passaggio fondamentale per riconoscere e valorizzare la realtà che, dopo ogni dolore, siamo molto di più della somma dei nostri frantumi…

 

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