Pasquale Aprile – Crossing My Mind (Il Popolo del Blues/Audioglobe, 2018)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

Quando al proprio esordio un musicista ci propone nove canzoni cariche di energia pura, rock, blues e funk con tale e tanta forza comunicativa, tale musicista merita la nostra attenzione. Pasquale Aprile, classe 1980 di Nola (Na), fin da giovane si appassiona di musica: “mi sono avvicinato alla musica alle scuole medie, notando subito una forte passione per gli strumenti a fiato, per poi a quattordici anni passare al sax tenore affascinato dal suo suono”.

Nel 2007 consegue la Laurea in Sassofono: “non saprei cosa avrei fatto, nel bene e nel male, senza la musica che per la mia anima è e sarà sempre una cosa devastante”. Già negli anni degli studi suona in vari progetti musicali principalmente alla guida di band rock-blues. Nel 2009 diventa docente di musica e sassofono: “ho sempre lavorato come musicista ma il ruolo di docente di musica ha fatto crescere in me la voglia di dare tutto me stesso, le mie esperienze, le mie note ai ragazzi cercando di provocare in loro quelle sensazioni che solo la musica può dare”. Spagna, Francia e Germania vedono Pasquale impegnato nella sua passione, ma è soprattutto il viaggio intrapreso negli Stati Uniti, dove ha modo di suonare come ospite nelle città dove la musica impera, Memphis, New Orleans, Chicago e Clarksdale, a portarlo alla consapevolezza di poter mettere su disco le proprie idee e la propria musica, un progetto il suo dove vari stili musicali si fondono e si mescolano creando un sound possente, sanguigno e molto personale.

Il mediterraneo attraversa l’atlantico, la vena melodica napoletana si mischia con le sonorità nate nel sud degli States e il risultato è Crossing My Mind, passionale ed eccellente esordio. “Sicuramente in qualsiasi brano si possono trovare le contaminazioni musicali che hanno fatto parte della mia vita e ne sottolineano i momenti e i ricordi poi trasformati in parole. Il disco infatti racconta di me non solo nei testi ma anche nei vari mood musicali che mi sono entrati nell’anima fino ad oggi”. Il disco è stato scritto, composto, arrangiato e cantato interamente da Aprile che suona non solo il sax ma anche l’armonica e la chitarra e si fa accompagnare in questa bella avventura da Nunzio Forino al basso, Donato Corbo alla chitarra solista, Luca Chiellini alle tastiere e Ivano Petti alla batteria, oltre l’ospitata in due brani di Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli (chitarristi di Edoardo Bennato), Antonio Rubino al basso e Arcangelo Nocerino alla batteria. 

Più che un singolo disco, gli ascolti che mi hanno dato tanto nel sognare e nell’indirizzarmi su varie contaminazioni musicali sono tanti: di getto direi John Lee Hooker, Etta James, Otis Redding. Di recente, se cosi si può dire, posso citare Are Yoy Experienced di Jimi Hendrix, Cheap Thrills dei Big Brother and the Holding Company con Janis Joplin alla voce, e non mancano mai gli eterni Rolling Stones”. Conclude così Pasquale la breve chiacchierata via web. Nove brani intensi, passionali, dove il funky e il soul incontrano il blues e il rock dando vita a canzoni di immediata presa mettendo in mostra le enormi capacità tecniche, compositive e d’arrangiamento del nostro Pasquale. Mai un cambio di ritmo o un intervento o un assolo fuori posto, tutto ben curato e suonato senza cadere nello scontato, ogni canzone una piccola perla. Considerato che questo è l’esordio di Pasquale, c’è da ben sperare con ottimismo per il futuro. Il disco è da ascoltare tutto d’un fiato, i brani sono tutti eccellenti, i miei preferiti sono Chose Me con quell’ intro di piano che lascia spazio a un sound possente e deciso e Crazy Clown per quel sapore blues e il richiamo a New Orleans che mi piace tanto, ma probabilmente a voi potrebbero piacere On Your Side lento che poi finisce in crescendo, con quell’intreccio tra sax e slide da leggenda, o Scars On My Skin con un rimando al David Bowie di Let’s dance tanto semplice quanto efficace, la funkeggiante No Need, la rockeggainte Smell You, il bluesrock di Mississippi con gli inserti all’armonica molto apprezzati, la lenta e intrisa di pathos Silence o la ritmata e spumeggiante Shake Yourself. Quando oltre la testa e le proprie capacità tecniche ci si mette anche il cuore e l’anima il risultato non può che essere ottimo e molto apprezzabile. Grazie Pasquale alla prossima.

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