Gli Scordati di Joe – Vol. 25

Postato il Aggiornato il

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì

GoGo Penguin

Band di Manchester composta da pianoforte, basso e batteria; non si avverte la mancanza di null’altro. Capaci di creare un flusso sonoro continuo, fluido e scandito dalle note più acute del piano, a cui risponde il basso in maniera educata e cordiale. Jazz, avant-garde o cos’altro? Qualcosa che rapisce, per il gusto e la delicatezza compositiva e l’uso sapiente delle dinamiche, senza abuso di virtuosismi onanistici.

 

Na Na Na Na

Non lasciatevi condizionare dalla copertina; certo non si parla di frutta, ma la maturità centra. Arrivano da Macerata e quasi per gioco decidono di provare insieme, fino ad arrivare a racchiudere in un album questa esperienza. Troviamo di tutto, dalle chitarre distorte, alla voce che passa da delicata ad urlata, senza però eccedere, con una malinconia di fondo che si incrocia ad una ricerca di libertà che prescinde dall’età.

 

Beatrice Antolini

Una ragazza curiosa e poliedrica, con all’attivo numerose collaborazioni ed esperienze anche di un certo rilevo. Nuovo disco nel quale oltre al pianoforte, suo strumento principale, ha deciso di suonare e arrangiare anche tutto il resto. Nessuna interferenza esterna, un lavoro curato e molto ricco di elementi sonori, che si sovrappongono e passano veloci, come nuvole in un cielo terso in una giornata ventosa.

 

Snow in Damascus

Due voci che si muovono su tappeti sonori, si scambiano, si sdoppiano, si alternano. Sonorità più dolci o più elettroniche a seconda del brano, mantenendo però una sorta di sospensione dell’ascoltatore, senza così abituarlo troppo allo sviluppo del pezzo; la costante è questo effetto avvolgente, dato dalla rotondità delle voci, e dall’elettronica che tende a calare un velo protettivo alla vista, acuendo gli altri sensi.

 

 

 

 

 

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