Articolo di Iolanda Raffaele

“Tour senza cuore” arriva in Calabria per due date importanti il 22 giugno al Colombus Bar a Crotone e il 23 giugno alle Cantine Popolari a Lamezia Terme, così abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere con Matteo Fiorino.

Ciao Matteo benvenuto. A distanza di tre anni da “Il masochismo provoca dipendenza” arriva “Fosforo”. Parlaci un po’ di questo secondo album.
Fosforo è una parola di origine greca (phosphoros) e significa portatore di luce, in questo caso intesa come consapevolezza. Le conseguenze delle nostre azioni ci abbagliano sempre un pò quando ci illuminano, mentre brancoliamo nel buio. Ci illuminano in maniera lampante, come fiammiferi, che infatti contengono tracce di fosforo.

Bologna, La Spezia e il Mar Egeo sono i tre luoghi di nascita delle nove canzoni. Quanto e come ti hanno influenzato questi posti nella stesura?
Bologna e La Spezia, le due città principali della mia vita, mi hanno influenzato soprattutto a livello di vissuto: ho ricordi seminati dappertutto, come se avessi passato gli anni ad innescare mine qua e là e ogni volta che ci passo sopra esplodessero in modo diverso.
Il mare Egeo mi ha influenzato a livello di suggestione, un discorso che vale per tutti i mari che ho navigato, con la variante che poco prima di quell’imbarco avevo litigato furiosamente con un mio caro amico, episodio che mi ha portato a riflettere a lungo sul concetto di amicizia. Inoltre era la mia prima volta in Egeo, ed è stata un’esperienza molto intensa perché in quelle isole ho ritrovato, non senza un certo stupore, le mie radici. I greci pensavano fossi greco. Forse sono greco. “Calcide” parla proprio di quell’esperienza e di quell’amicizia.

In questo album si parla di morte, amicizia, amore. Come ti sei avvicinato a temi così profondi senza cadere nella banalità?
Ti ringrazio molto. Mi sono avvicinato a questi temi nel momento in cui mi sono avvicinato seriamente a quelle esperienze e alle riflessioni che ne derivano. Soprattutto il tema della morte, della propria, e di come questa verrà accolta da chi resta. Vuoi per narcisismo, vuoi perché a trentacinque anni ti scatta una maggiore consapevolezza, mi sono immaginato come sarebbe morire adesso, in età ancora relativamente giovane.

Anche l’occhio vuole la sua parte e di sicuro l’artwork dell’album non passa inosservato. In che modo è nata questa immagine realizzata insieme a Giacomo Laser?
E’ nata che Giacomo Laser me l’ha fatta dipingere con l’inganno. Mi ha detto “dipingi un cesto di frutta, come cura”. Non ho osato chiedere, l’idea mi piaceva, così ho comprato acquerelli e attrezzi e, dopo circa vent’anni che non toccavo un colore, ho dipinto la natura che poi Giacomo ha inserito nella copertina, spiegandomi che si trattava di un mio autoritratto. E a pensarci bene, tutto ciò che dipingiamo o incidiamo o scriviamo ci rappresenta, ci ritrae sempre. Nella fattispecie ancora di più, trattandosi di una natura morta, genere pittorico nato proprio come metafora sulla caducità della vita. E “Fosforo” è, a tutti gli effetti, una natura morta.

Oltre all’accompagnamento musicale di Lidio Cherioni e Matteo Sideri e la produzione artistica di Nicola Baronti, Fosforo vede la partecipazione di Iosonouncane, Etruski from Lakota, Ottone Pesante, Calvino e tanti altri. Perché hai selezionato questi artisti e che apporto hanno dato per ottenere quello che effettivamente cercavi?
Ho selezionato innanzitutto artisti che stimo, e poi che fossero in qualche modo vicini al lavoro che con Nicola Baronti stavamo facendo in quel momento. Su “Un cubo” servivano dei fiati suonati con attitudine black, così abbiamo contattato gli Ottone Pesante. Su “Madrigale” servivano coloriture  psichedeliche, così abbiamo contattato Iosonouncane. Su diversi brani servivano delle chitarre più folk o più rock di come le avrei suonate io, così abbiamo chiamato Simone e Pietro degli Etruschi.

Dalla rosa ho estratto due canzoni dai titoli particolari Madrigale e Gengis Khan, una composizione lirica o musicale e il condottiero mongolo. Qual è il loro messaggio e qual è il motivo di questa scelta inusuale?
Madrigale è veramente un madrigale, nella fattispecie quello trecentesco, perché recupera la strofa in endecasillabi con rima baciata e dal tema profano.
Di Gengis Khan avevo letto che sotto il suo impero le donne erano considerate fecondabili già a partire dalla prima mestruazione. Poco tempo prima ebbi una storia con una donna molto più grande di me, così, leggendo questo articolo, pensai subito a lei, al fatto che sotto Gengis Khan avrebbe potuto essere mia madre, invece che una milf.

Ognuno di noi ha la sua “buona occasione”, la tua c’è stata o quella vera deve ancora arrivare?
In cuor mio spero debba ancora arrivare. Se invece c’è stata, deve essersi presentata talmente male che probabilmente non mi sono perso granché a non sfruttarla.

“Tour senza cuore” sembra quasi un ossimoro perché in realtà passione ne metti tanta nel cantare. Qual è il tuo rapporto con il pubblico?
Hai indovinato! Mi piaceva molto l’idea di giocare con l’ossimoro e, al tempo stesso, rimandare al titolo dell’ultimo singolo. Il mio rapporto con il pubblico è ottimo se il pubblico è attento, pessimo se invece fa casino. Ci vuole molto rispetto per chi sale su un palco mettendosi a nudo.

Dopo Roma, Torino, La Spezia, Barcellona ed altre città, arrivi con due date anche in Calabria. Cosa vuol dire per andare in tour e cosa ci dobbiamo aspettare?
Innanzitutto è una scusa per viaggiare. E per me che ho un animo nomade, il viaggio è la dimensione in cui ritrovo di più me stesso.
Poi ogni palco è un mondo a sè, un mondo che esploro ogni volta con rinnovata emozione.
Mi piace anche conoscere nuova gente, lavorarci assieme e soprattutto fare il turista, quando c’è tempo.
Vi dovete aspettare tutto e non vi dovete aspettare niente. Dovete semplicemente venire a sentirmi. Lo spettacolo dura un’ora. Vi darò l’anima.

Siamo un po’ curiosi, hai altri progetti musicali ed artistici in cantiere?
Mi piacerebbe molto, ma al momento non riuscirei a stare dietro ad altri progetti. Questo basta e avanza!

Ti salutiamo e ti auguriamo buon tour con tutto il cuore che hai.
Grazie.