Osvaldo Di Dio @ Busto Arsizio (Va) – 30 giugno 2018

Postato il Aggiornato il

Live report e immagini sonore di Monica Alabianca Sala

Per raccontare chi è artisticamente Osvaldo Di Dio ci vorrebbero decine di pagine, basta girare nel web per trovare tante recensioni ben curate, belle interviste ed approfondimenti vari che riguardano lui, la sua musica, i suoi metodi (Lizard), gli arrangiamenti, le collaborazioni e le esperienze che lo hanno visto di volta in volta esibirsi sopra un palco, sia da diretto protagonista che nell’importante ruolo di chitarrista al fianco di artisti del calibro di Cristiano De Andrè, Franco Battiato, Alice, Eros Ramazzotti, Mario Venuti, Carboni, Cher… solo per citarne alcuni.

Come al solito la parte musicalmente più tecnica la lascio narrare a chi è più preparato in questi ambiti, con le mie “raccolte di pensieri musicali” mi piacerebbe raggiungere tutti coloro che pur non essendo conoscitori esperti di blues, jazz e rock decidono di uscire di casa per assistere ad un concerto, da comuni fan di un musicista o da innamorati di qualche canzone o semplicemente perché si sentono bene a stretto contatto con la musica, perché da essa si lasciano emozionare pur non essendo dei grandi intenditori, un po’ come me, spinti da tanto entusiasmo e interesse per le cose ben fatte, per i musicisti geniali e la musica che ti fa vibrare.
Osvaldo Di Dio, classe 1980 ha Napoli nella mente e nel cuore, una venerazione per il grande Pino Daniele (nella recente serata trasmessa su RAI1 dal titolo “Pino E’“ ha partecipato a fianco di Ramazzotti nell’interpretazione di “O scarrafone”), vive da anni nel milanese, viaggia spesso, specialmente negli Stati Uniti. In questi mesi di ascolto approfondito ho capito che la musica gli scorre proprio nelle vene, ho percepito quanto per lui sia fondamentale alimentarsi di essa, viceversa, ogni qualvolta la musica si lascia inebriare da lui, egli la rigenera presentandola con originalità, in una nuova veste e portandola alla luce con chiavi di lettura diverse o più intense rispetto a come la si era abituati ad ascoltare fino a poco prima.

E’ principalmente noto per le sue doti di chitarrista, ma in realtà suona egregiamente tanti altri strumenti (fisarmonica compresa), scrive, canta, compone, insegna. Al suo attivo ha una miriade di cose belle realizzate tra cui spiccano i suoi due album da solista: “Betterdays” del 2015 nel quale si trova anche il brano “Rosso Ducati”, utilizzato dalla Ducati Motor come colonna sonora per la stagione 2015/2016, ed il più recente “Tex Mex Sex” del 2018. Entrambi gli album hanno ottenuto risultati apprezzabilissimi nelle classifiche musicali, se con “Better Days” aveva sfiorato la vetta, con “Tex Mex Sex” ha raggiunto brevemente la posizione numero uno della classifica blues sia di ITunes che di Amazon.
Lo definirei in poche parole, cittadino del mondo e musicista geniale e versatile.
Quando ho saputo che sabato avrebbe suonato in un oratorio a Busto Arsizio mi sono chiesta chi e che cosa avesse creato un connubio tale da dare vita a questa insolita serata.

Ho scoperto che il merito è stato dei bravi e simpatici boys di “Borsano56” che con grande competenza in ambito musicale ed un pizzico di coraggio hanno organizzato l’evento,uscendo da quegli schemi usuali che ci si aspetterebbe di trovare in un ambiente oratoriale.
Al mio arrivo, poco prima dell’inizio del concerto, mi sono ritrovata in una bella e vivace realtà locale, un palco allestito in una tensostruttura, bambini urlanti che saltavano ovunque, persone soddisfatte del servizio cucina, pubblico che iniziava ad occupare le panche sotto il tendone, e udite, udite un gruppetto di suore sul lato destro del palco intento a chiaccherare. In piena sintonia con il buon Furlan, che per altro mi ha dato buca al concerto, se questo scritto avesse avuto un titolo, sarebbe sicuramente stato: “Blues in oratorio, a Borsano tra il diavolo e l’acqua santa”!
Ma torniamo a noi, sul palco con Osvaldo ci sono gli stra-consolidati Max Ciaccio al basso (collaborazioni/tour con Di Dio, Bennato, Cristiano De Andrè, Alex Britti, Tony Esposito, Irene Grandi, Velvet, Fabio Casali, Enrico Ruggeri… insegnante di basso elettrico) e Roberto Stefani alla batteria (tra i più noti batteristi blues italiani, impegnatissimo, potrete trovare date di suoi live ed approfondimenti sul suo sito web).

Il concerto si apre con “Fever blues” (Tex Mex Sex) e da qui in poi sarà una continua alternanza tra i brani di Osvaldo e quelli di artisti internazionali legando perfettamente gli uni con gli altri, toccando periodi storici e luoghi differenti nei quali si è vissuto a stretto contatto con il rock e con il blues, il tutto completato da continue interazioni col pubblico, simpatici aneddoti e interessanti spiegazioni ad introdurre musiche e parole.
La “fusione” tra il Di Dio compositore e il Di Dio interprete è pura poesia, non ci credete? Seguitelo in un suo prossimo concerto, scoprirete un talentuoso musicista che si può tranquillamente accostare ad artisti del calibro di Pino Daniele, Neil Young, Stevie Ray Vaughan, Freddie King, Led Zeppelin, Joe Walsh, Oz Noy, Johnny Winter e Chuck Berry.
Scorrono i minuti, il pubblico apprezza e si lascia coinvolgere piacevolmente; sull’esecuzione di “Uè man” di Pino Daniele si sciolgono anche quelli nelle file più in fondo e ad ogni brano Di Dio sembra ricaricarsi e fare il pieno di energia.

Solo per un breve attimo cade il gelo sotto il tendone, quando Osvaldo dopo averci deliziato con “Willie the wimp” di Steve Ray Vaughan se ne esce dicendo: “Chi vuole ballare con me? Qualcuno vuole ballare? C’è qualcuno che vuole ballare con me?” Niente, tutte le donzelle chiamate in causa declinano la proposta con un certo rossore in viso, ma quando tutto sembra perduto ecco che si offre volontaria la splendida e frizzante Roberta (spero di aver sentito bene il nome) ed insieme, sulle note di “Love struck baby” movimentano piacevolmente il palco coinvolgendo anche Ciaccio, solitamente pacatissimo, e Stefani che sorride compiaciuto dietro la sua batteria.
Dopo Steve Ray Vaughan arriva la delicatissima “Presents” (Tex Mex Sex) che Osvaldo dedica ad un carissimo amico tra il pubblico. Per introdurre “Got a ram for you baby” (Tex Mex Sex) Osvaldo ricorre ad un curioso ricordo, un’avventura vissuta all’età di 19 anni in tour con amici della Luisiana nella quale oltre a lui che ne è il protagonista entrano in scena un energumeno buttafuori, un sindaco e la sua bellissima moglie…

Non c’è che dire, la magia che riesce a creare (in modo apparentemente semplice) con le dita delle mani a contattato con la chitarra, insieme alla non scontata capacità di intrattenere gli ascoltatori dal palco sono tutti elementi che giocano a suo favore.
E’ bastato davvero poco per far sì che tutti i presenti si unissero con applausi ed entusiasmo ai suoi più fedeli ammiratori, ai gruppi di amici che lo seguono con tanto affetto e a quella parte di pubblico musicalmente colta che si vede spesso ai suoi concerti.
Scorrono i brani e le note, e di nuovo Osvaldo vuole coinvolgere noi dalla parte opposta del palco: “Chi di voi ha mai sentito parlare di Robben Ford? Uh, vediamo… uno, due… pochissime persone… dunque, Robben Ford è un bravissimo chitarrista, famoso anche per aver copiato un arrangiamento di “The way you make me feel” di Michael Jackson. Bene, è arrivato il momento di rendere giustizia a Michael Jackson, adesso eseguirò “The way you make me feel” copiando un arrangiamento di Robben Ford!
Waooooo!!!
E credete sia finita qua? No, vi sbagliate, si raggiunge il finale dopo altri 5 brani, tra questi si sfiorano ancora le corde dell’anima con “Sleep Walk” dei fratelli Santo e Johnny, brano del ’59 che Osvaldo dedica agli amici di Borsano e con “Yes I know my way” di Pino Daniele.

Ora si potrebbe anche fare rientro a casa, ma dopo una brevissima pausa, incitato dal pubblico, il prestigioso trio risale sul palco regalando nuove suggestioni, tutte degnissime di nota, ma tra le quali spicca in assoluto l’improvvisazione di un riff di Roadhouse Blues dei Doors eseguito da Di Dio.
Cosa pensare dopo aver assistito a tutto questo? Che mi piacerebbe vedere Osvaldo esibirsi su un grande palco con tutti i suoi pezzi tra i quali metterei i miei preferiti: “Unconditioned mind”, “Rosso Ducati” e “Your brand new friend”, un grande palco da protagonista assoluto, accompagnato da Ciaccio e Stefani… ma questo pensiero non dura che pochi attimi, il concerto è finito, Osvaldo si intrattiene con amici, fans, il sorriso della sua fidanzata basta da solo a trasmettere una grande serenità, e ho la netta sensazione che lui si senta già pienamente appagato così, di quello che ha realizzato fino ad oggi, probabilmente perché è riuscito a trovare i suoi “Better Days” non solo dalla cima di un’ipotetica vetta, ma anche nelle piccole grandi cose di ogni giorno, in quella miriade di progetti che ha saputo coltivare con pazienza e realizzare nel suo percorso di musicista, e che sicuramente lo spingeranno anche in futuro a dar vita a qualcosa di strepitoso.

Per oggi passo e chiudo, ma sia chiaro, il prossimo concerto di Osvaldo Di Dio Trio lo vivrò da una comoda seduta, davanti ad una birra gelata ed in totale relax, perché che ci crediate o meno, per riempire queste pagine ho passato una serata da panico, appunti sulle note del telefono di titoli, aneddoti e brani, con conseguenti spazi bianchi e punti interrogativi, mentre in ambito fotografico cercavo di superare il mio complesso di inferiorità tra due fotografi super attrezzati e di grande esperienza. 🙂

A Borsano Busto Arsizio hanno suonato e improvvisato:
Osvaldo Di Dio voce/chitarra
Max Ciaccio basso
Roberto Stefani batteria

Questa la scaletta della serata, gentilmente fornita da Ciaccio senza sapere a cosa mi sarebbe servita, grazie per la fiducia 🙂

– Fever blues (Osv. Tex Mex Sex)
– Mary had a littlelamb (Stevie Ray Vaughan)
– Whole tone blues (Oz Noy)
– Uè man (Pino Daniele)
– The Ocean (Led Zappelin)
– Willie the Wimp (Stevie Ray Vaughan)
– Loves truck baby (Stevie Ray Vaughan)
– Presents (Osv. Tex Mex Sex)
– Rock me baby (Johnny Winterversion)
– Got a ram for you (Osv. Tex Mex Sex)
– Five long years (Freddie King)
– The way you make me feel (Michael Jackson)
– Hot wheels (Osv. Tex Mex Sex)
– Going down (Freddie King)
– Life’s beee ngood (JoeWalsh)
– Rockin’ in the free world (Neil Young)
– Sleep Walk (Santo e Johnny)
– Life in the fast lane (Eagles)
– Yes I know my way (Pino Daniele)

– Pride and Joy (Stevie Ray Vaughan)
– JB Good (Chuck Berry)
– Nunmescuccià (Pino Daniele)
– Roadhouse Blues riff (Doors)
– Pride and Joyreprise (Steve Ray Vaugnah)

Un ringraziamento particolare anche a Stefani, per avermi aggiornato sui brani fuori programma edi vari autori dei brani in scaletta che ho lasciato in bianco tra le mie annotazioni (anche lui sulla fiducia 🙂 )

Curiosità:
– Osvaldo e il suo produttore e amico Max Belladonna hanno accolto a braccia aperte la venuta della digitalizzazione musicale, con l’uscita di Tex Mex Sex dimenticatevi il classico cd accompagnato da libricino cartaceo, affidatevi con fiducia all’acquisto dei suoi brani tramite le varie applicazioni presenti nel web.
– A proposito di digitalizzazione, attraverso la nuova applicazione IGTV di Instagram sono iniziate le “Blues Lessons”, appuntamenti settimanali in cui Osvaldo parla di linguaggio e storia del Blues, un’ottima occasione per conoscere meglio lui e approfondire la sua musica, ma sbrigatevi, se non erro siamo già alla quinta lezione 🙂

Amen!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.