NOYZ NARCOZ

Articolo e immagini sonore di Cristiano Carenzi 

La location del Summerfield già la conosciamo, è la stessa del Woodoo, identica in tutto, tranne per la gestione dei palchi, infatti si utilizza soltanto il Main stage, scelta azzeccata vista la line-up più scarna e mirata rispetto a quella del fratello maggiore.
Arrivo un’oretta prima dell’inizio dei live e la folla è già tutta sotto al palco a cantare i brani proposti nel dj set di Dj Drink mentre si aspetta l’arrivo del primo ospite.

Il primo a salire sul palco è Giaime, rapper che negli ultimi due anni si è contraddistinto per il progetto Gimmi Andrix (una serie di singoli legati l’uno all’altro) e per una manciata di brani abbastanza fortunati, tutto ciò con l’aiuto del produttore Andry The Hitmaker che lo ha accompagnato durante tutta la serata (insieme all’amico Mastarais che fa le doppie). Il suo set inizia con qualche minuto di ritardo e si apre con “No Stuntman”, il singolo andato meglio tra quelli slegati dal progetto Gimmi Andrix, è invece proprio con questo che continua il live, l’artista infatti esegue una metà di ognuna delle tre prove del 2017 (ogni episodio di Gimmi Andrix è composto da due brani differenti). Sui primi due è impeccabile, mentre sul terzo si coordina male con il dj alle sue spalle e ciò dilaga in un mezzo litigio tra i due. Si riprende e riesce a concludere il brano senza ulteriori problemi. Continua con una traccia del 2013 intitolata “Soulitudine”, scelta interessante dato il cambio che ha voluto dare alla sua carriera negli ultimi due anni; ma questo pezzo è un classico ed è bello sentirlo live. Prima di iniziare la canzone successiva si ferma poiché a qualcuno hanno rubato il telefono nelle prime file e non ricomincia finché non si risolve la situazione. Sicuramente un bel gesto però è la seconda interruzione in 5 brani, il live diventa troppo frammentato e poco coinvolgente. Esegue altri sei pezzi prima di chiudere, i singoli del progetto Gimmi Andrix del 2018 e altri 4 usciti dalla fine dell’anno scorso. Se di Giaime si può dire che in studio sappia fare perfettamente il suo lavoro e che sia uno con le carte in regola per arrivare in alto, non è proprio la stessa cosa nei live. Non tanto a livello sonoro: ha una bella voce e sa usarla bene, però sembra mancare di esperienza e professionalità; soprattutto nella discussione di cui ho detto prima ed un paio di frasi pronunciate nel finale, con cui ha fatto capire di essere scocciato che qualcuno fosse lì solo per Tedua. Per il resto nulla da dire, le potenzialità per sfondare ci sono.

TEDUA

Dopo tre quarti d’ora Giaime scende dal palco e dopo quindici minuti sale Tedua, ospite di punta della prima serata. Il tendone è pieno ed è pronto ad accoglierlo, inizia il live con “Sangue Misto”, la intro dell’ultimo progetto. “Mowgli” è stato un passo importante per Mario, il primo disco ufficiale lo ha posto tra gli artisti di punta del genere Rap in Italia e il pubblico nostrano lo ha accolto con molto piacere. Durante la serata è accompagnato da Chris Nolan, produttore di tutto l’album e definito dallo stesso Tedua “Architetto della sua musica”. Continua il live con altri cinque brani estratti dal disco della giungla tra cui il primo singolo “La legge del più forte”; il pubblico risponde benissimo su tutte le tracce e non solo sull’ultima citata. Subito dopo si torna ai progetti precedenti, infatti canta (e balla) “Buste della spesa” e “Pugile”. La risposta del pubblico è un crescendo continuo, più si va avanti e più il live coinvolge. Altri tre estratti dall’ultimo album (tra cui i due singoli “Burnout” e “Fashion week”) prima di arrivare al momento migliore del live: le ultime quattro tracce sono infatti davvero l’apice; la combo “Lingerie”, “Oc (california)”, “Vertigini” e “Wasabi 2.0” sarebbe in grado di far appassionare a Tedua tutti quanti. Il pubblico esplode completamente. Super risposta, anche un po’ inaspettata su “Oc (california)”, traccia scritta sull’omonimo brano strumentale dei Phantom Planet. Tedua in live è bravo, tra i migliori della nuova scena Rap, sul palco salta e balla in modo pazzesco ma senza che ciò riduca la qualità del canto durante l’esibizione. La presenza scenica è forte e le parole che dice tra una canzone e l’altra sono intelligenti quanto naturali. Alla fine ringrazia più e più volte il pubblico e conclude un ottimo live. Concerto davvero piacevole, un po’ corto (un’ora precisa) ma lui sul palco rende molto, l’unica pecca sono le voci pre – registrate in sottofondo sui ritornelli ma accettabili, sorprendente il pubblico per coinvolgimento e partecipazione.

EGREEN

Per il secondo giorno del festival ho grandissime aspettative: i due ospiti sono tra quelli che maggiormente mi hanno fatto amare e ascoltare per anni solo questo genere musicale. Di Egreen in particolare sono un grandissimo ammiratore, quando iniziai ad approfondire il genere lui era appena uscito con “Il cuore e la fame” (2013), un disco che sarebbe diventato un classico ma da quell’anno Fantini ha già pubblicato sette progetti, tutti degni di nota, l’ultimo è quello che dominerà la setlist della serata: “Entropia 3”.
Alle 22 in punto Gigi sale sul palco accompagnato dal dj, con proiettata dietro di lui la copertina dell’ultimo disco. Ciò che fa sul palco è impressionante; per mille motivi non ero mai riuscito a sentirlo dal vivo, sapevo benissimo fosse forte, ma non mi aspettavo nulla di così eclatante. Di fronte a me ho il miglior performer della scena Rap italiana. Ti rappa in faccia ogni singola parola senza seconde voci e seppur le sue canzoni siano una bella prova per i polmoni, lui lo fa con una naturalezza disarmante. Due cose in particolare mi colpiscono: la prima è che anche in ogni extra beat si capiscono perfettamente tutte le parole e non si mangia nemmeno una sillaba; l’altra è quanto riesca a coinvolgere il pubblico: non so quanti effettivamente conoscessero i testi delle sue canzoni ma tutti muovono la testa a tempo e lo acclamano alla fine dei brani. Il live inizia con “Tranne Me” brano contenuto in “A.F.A. EP” anche se per la maggior parte verrà occupato da estratti dell’ultimo disco (li canterà tutti a parte “Fuori posto” e “Karma”). C’è comunque spazio per episodi più vecchi come “Chi? Cosa? Dove?” e “Intro (è davvero meglio che scendi)” provenienti da “Il cuore e la fame” e “Da nessuna parte” da “Entropia 2”. L’ultimo brano eseguito è “Testa o Croce”, featuring contenuto nell’ultimo disco di Jake la furia e qui la trovata è notevole, al posto della voce registrata dell’ex Club Dogo, Fantini rappa la prima parte dello storico brano “4 secondi”. Egreen promosso a pieni voti. Un’ora di vero Rap.

NOYZ NARCOZ

L’ospite principale della serata è Noyz Narcos, fresco del suo ultimo progetto “Enemy” e accompagnato da Dj Gengis è pronto a soddisfare un pubblico che non sta più nella pelle. Si fa attendere un po’ più del dovuto ma appena inizia la folla esplode, parte con “Inri” (intro del disco). Dopo altri undici brani tratti principalmente dall’ultimo disco ma che non escludono episodi precedenti come “Non ho tempo” e “M3” NN scende dal palco e sullo schermo, dove durante il resto del live erano state proiettate visual abbastanza semplici che richiamavano il suo stile, viene riprodotto un video girato durante la lavorazione di “Enemy” in cui Emanuele ragiona su come sia cambiato l’ambiente del Rap negli ultimi anni. Dopo questo breve intervallo si riprende con “Sinnò me moro” e si continua esattamente come prima: altri undici pezzi tra singoli dell’ultimo disco e precedenti, come “WILD BOYS” e “Drag You To Hell”. Il momento più interessante avviene prima dell’ultimo brano: la folla continua a chiedere di cantare “Non Dormire” così insistentemente che Noyz decide di farlo ma non avendolo né in scaletta né sul computer del dj (il brano è del 2005) collega all’impianto direttamente il suo telefono per soddisfare il pubblico. Conclude il live con la title track “Enemy”. Un’ora e mezza di ottimo Rap, ogni tanto le parole non sono scandite perfettamente ma nulla di insopportabile anzi, per niente male, è coinvolgente, sa trascinarti nel suo immaginario e il pubblico (che a livello di quantità è identico al giorno precedente) lo acclama a gran voce. Il Summerfield esce da questi due giorni a testa altissima.

NOYZ NARCOZ
NOYZ NARCOZ
TEDUA
TEDUA
TEDUA
TEDUA
GIAIME
GIAIME
GIAIME
EGREEN
EGREEN
NOYZ NARCOZ