Articolo e immagini sonore di Antonio Spanò Greco

Nell’ambito del Black and Blue Festival, rassegna blues itinerante di Varese e provincia che richiama sia noti nomi della musica italiana che artisti di fama internazionale nella splendida e storica cornice dei Giardini Estensi, ho avuto la fortuna di assistere verso la fine di luglio all’ultima data del tour italiano del noto bluesman californiano Chris Cain.

62 primavere di classe cristallina, voce calda e profonda, presenza scenica e simpatia profuse da tutti i pori, tutto ciò ha reso la serata davvero unica; accompagnato da una fama invidiabile e considerato uno tra i migliori chitarristi blues, nel 2017 il suo ultimo omonimo lavoro in studio ha ricevuto parecchi consensi ed è appena fresco di una nomination come miglior chitarrista blues dell’anno dalla Blues Music Award in Memphis.

Si presenta in maniera discreta e sommessa nascosto nel suo soprabito, che lo rende simile a un detective scalcinato o a un venditore malinconico porta a porta, imbraccia la sua cara Gibson, che durante il concerto abbraccia e bacia spesso, e in camicia e cravatta incomincia a sciorinare il suo personalissimo e intrigante blues. Il suo credo si chiama B.B. King, lo dice e si sente insieme ai fraseggi di impronta jazz e funky che alterna ad assoli lancinanti e travolgenti rendendolo incredibilmente intrigante e godibile. Merito anche del supporto della band che lo ha accompagnato in questo breve tour italiano: Walter Cerasani al basso, Lorenzo Poliandri alla batteria e Jan Korinek alle tastiere soliti girare con il famoso bluesman italiano Luca Giordano che oltre a suonare in proprio accompagna artisti europei ed internazionali nei loro tour italiani ed europei. Hanno dimostrato ancora una volta di essere degli ottimi strumentisti e hanno accompagnato in maniera più che egregia in nostro Chris che di volta in volta li ha ringraziati sia a parole sia lasciandoli esibire in assoli tanto energici quanto appropriati e accolti con entusiasmo dal discreto pubblico presente.

Man mano che lo show avanzava Chris scioglieva a suon di blues le ultime diffidenze e remore degli spettatori che alla fine gli hanno tributato il giusto applauso e richiamandolo per il bis finale composto da un brano solo tastiere e voce di Chris ad alta gradazione e gradimento e dalla passerella finale con tutta la band. I complimenti e le strette di mano con l’artista californiano a fine concerto non si contano, persona squisita e disponibile anche in questo, rimessosi il suo trasandato soprabito e con la faccia sorridente e felice sembra chiederci “Vi è piaciuto il mio sermone blues?” certo Chris ci è gustato e anche molto.