Live report ed immagini sonore di Elisabeth Petrone

Combo 66, ne ha fatta di strada John Scofield, tanta quanta la Route 66 e mercoledi 7 novembre 2018 al Blue Note ce l’ha fatta attraversare questa sua strada accompagnato da valorosi musicisti, il batterista Bill Stewart, che come Sancho Panza suona al suo fianco da molto tempo, Gerald Clayton, al pianoforte e all’organo e Vincente Archer al contrabbasso.

Erranti come i Re Magi ci hanno portato i loro preziosi doni, regalandoci una serata sublime, organizzata nell’ambito della splendida rassegna JazzMi 2018.
Quando arrivo al Blue Note, mi piace appostarmi per i primi scatti al piano di sopra, vicino ai camerini, osservare i musicisti uscire per scendere le scale e avvicinarsi al palco. Osservarne la postura, lo sguardo, le risate, la tensione, l’emozione che piano piano si stempera.
Scofield mentre suona riesce a farti andare oltre quello che vedi nell’età che porta, si percepisce un’animo giovane, curioso, appassionato, in contrasto con i suoi compagni di viaggio: Gerald Clayton, molto serio, attento in ascolto nonostante la sua giovane età, Bill Stewart alla batteria  durante il pezzo di apertura “Icons at the air” fa strisciare il fondo del fusto della bacchetta sulla lamina del piatto, creando una vibrazione intensa e graffiante, Vincente Archer elegante e raffinato.
Quattro personalità differenti ma ben amalgamate da una bella dose di umiltà e passione.


La musica di Scofield è ricca di contaminazioni, che spaziano dal soul-jazz, al funk e al rock, raccontandoci anche aspetti intimi con “Can’t dance” in cui ammette di non saper danzare, ma come sa far ballare le punte delle dita sulle corde lo sa solo lui o con “Waltzo” dedicata al figlio morto pochi anni fa.
John Scofield ci parla attraverso le sue note, passando dalla leggerezza alla gioia, alla nostalgia, alla profondità dell’animo con grande maestria senza cadere nel banale, ispirandosi anche ad Herbie Hancock e Miles Davis, lasciando a noi quasi il compito di trovare le parole, di sentire il suo animo brillare di forza e fragilità.