Articolo di Cristiano Carenzi

Venerdì 9 Novembre è uscito l’attesissimo nuovo disco di Salmo. Attesissimo perché ha applicato una campagna promozionale con tempistiche più classiche, simile a come si faceva tre o quattro anni fa. Ultimamente i dischi vengono annunciati massimo due/tre settimane prima dell’uscita, mentre Salmo ha iniziato a far girare la voce del giorno della release durante un live ad inizio estate, facendo poi arrivare a settembre la conferma sui social.

Innanzitutto la campagna di marketing di questo disco è stata qualcosa che in Italia non avevamo mai visto, cinque sono i punti salienti sui quali ha basato questa promozione: il packaging, infatti la copertina è un ritratto di Salmo fatto da un bambino e affidato al grafico Moab, che inoltre ha dato un’impronta minimale a tutto il resto che ricorda molto alcuni lavori di Kanye West (Yeezus e il prossimo Yhandi nello specifico). I featuring, di cui conoscevamo solo il numero ma che non erano presenti nella tracklist (mossa ripresa da Travis Scott) e sui quali nei vari gruppi Facebook si è discusso per settimane. La comparsata in piazza Duomo dove, vestito da barbone, ha cantato e ballato alcuni brani tratti dal disco. La promozione dello stesso caricata su PornHub e infine il release party a Milano, durante il quale ha strappato dal cartellone promozionale di notevoli dimensioni alcuni pezzi regalandoli poi ai fan presenti.

In un mercato musicale estremamente saturo bisogna trovare un modo per non passare inosservati e Salmo è riuscito a creare un sacco di hype intorno a “Playlist”. A confermare ciò ci sono i numeri che parlano: il disco mentre scrivo è uscito da meno di 48 ore e su spotify ha già totalizzato più di 20 milioni di ascolti (ma su questo torneremo dopo). L’album è composto da 13 tracce (tra cui una strumentale e due singoli già usciti), per un totale di 40 minuti scarsi. Il tutto inizia con i pezzi (“90MIN” esclusa) più simili a ciò a cui siamo sempre stati abituati dal rapper sardo, tra questi troviamo due featuring: Fabri Fibra in “Stai zitto” e Nitro in “Dispovery channel”; le strofe degli ospiti sono entrambe di ottimo livello e Salmo non si smentisce. Un fattore che colpisce anche nel resto del progetto sono i ritornelli, tutti azzeccatissimi. È vero anche che il problema di queste canzoni è che sono tutte un po’ simili, nonostante siano delle ottime proposte: il solito schema del lamentarsi di tutto per poi parlare del nulla. Questo tipo di suoni e di tematiche vengono interrotte però da “Cabriolet”, col discutissimo Sfera Ebbasta; un pezzo con sonorità chiaramente pop ma del quale non si può negare l’altissima qualità, anche dell’ospite.

Il disco prosegue esattamente nel modo in cui non ci si aspetterebbe, le tracce sono infatti un miscuglio di cose diverse che nel complesso suonano perfettamente. Si passa da sperimentazioni come in “Ho paura di uscire” e in “Pxm” a pezzi d’amore come “Sparare alla luna” con Coez (che quest’anno è davvero ovunque) e “Il cielo nella stanza” con Nstasia. L’episodio che però ho apprezzato di più è l’ultimo: “Lunedì” infatti, oltre ad essere un chiaro riferimento ad “Everybody Dies In Their Nightmares” di Xxxtentacion, è forse l’unico brano in cui Salmo si mette a nudo, in cui parla tanto chiaramente di sé stesso e dei suoi sentimenti, raccontati spesso tramite altri personaggi e raramente narrati in prima persona. Dopo aver ascoltato più volte questo progetto sono convinto che sia uno dei lavori migliori del rapper: in questo album riesce a fare tutto quello che vuole e facendolo ad un livello eccellente, l’unica pecca che si può trovare sono alcune rime (soprattutto nei primi brani) che possono risultare un po’ “cringe”, ma per il resto non si può dire nulla. Salmo ha portato a termine un progetto che a differenza di molti altri usciti quest’anno non rischia di finire nel dimenticatoio nel giro di un paio di settimane. Le produzioni, i ritornelli e i featuring sono tutti di livello davvero alto. Su questi tre aspetti sfido chiunque a dire il contrario. Salmo ha realizzato un capolavoro che va fuori dagli schemi. Tempo fa sui social aveva affermato che sarebbe stato il suo ultimo disco in copia fisica e il titolo che ha deciso di dargli è Playlist. Forse lui è stato il primo ad acquisire più consapevolezza e ad accettare la piega che sta subendo la realtà musicale con l’avvento dello streaming e forse ciò lo ha avvantaggiato permettendogli di fare un lavoro che i numeri stanno ripagando come si deve.

Tracklist
01. 90MIN
02. Stai Zitto
03. Ricchi E Morti
04. Dispovery Channel
05. Cabriolet
06. Ho Paura Di Uscire
07. Sparare Alla Luna
08. PXM
09. Il Cielo Nella Stanza
10. Tiè
11. Ora Che Fai?
12. Perdonami
13. Lunedì