Articolo di Cristiano Carenzi

Il primo disco dell’Armata del Tronto, che porta lo stesso nome del collettivo, è appena uscito. Il gruppo originario di Ascoli Piceno è formato da 5 ragazzi di cui 4 mc’s e un producer/dj. Con questo progetto vogliono farci fare un viaggio nel Rap più puro quello che, per intenderci, ormai non va più tanto.

Negli ultimi anni questo genere è cambiato molto nel mondo e di conseguenza anche nel nostro paese; questo non è un problema, anzi: sono arrivate tante proposte differenti ed interessanti a diversificare un po’ il suono ma, al contempo si è persa tutta quella parte di cultura e attaccamento che c’era prima e che ora rimane soltanto nella scena underground di cui i ragazzi in questione fanno parte. Ascoltando il disco quindi veniamo trasportati in un’atmosfera molto classica. I sound, gli scratch e i testi rimandano tutti a ciò. I primi due sono di ottimo livello e ti incollano all’ascolto del disco, mentre I testi  risultano un po’ deboli: sembra di ascoltare uno stereotipo di ciò che ti viene in mente pensando a un brano canonico del genere. Le atmosfere, le situazioni e le problematiche proposte sono sempre quelle. Come ad esempio: “Siamo qui, 5 mc’es per spiegarti, che il rap ad AP sta al sicuro, 5 stili 5 modo per mandarti a fare in culo” o “questo pezzo manda 3/4 di scena a ristudiare l’hip hop” e infine “La scuola non mi ha lasciato proprio niente, mentre la strada mi dà un motivo in cui credere”. Tutto ciò rende l’ascolto più difficile, poiché seppur le produzioni siano abbastanza canoniche le si ascolta volentieri, soprattutto se, come nel mio caso, si è appassionati e legati a quel tipo di sound ; purtroppo per i testi non si può dire sempre la stessa cosa. Chiudo questa osservazione dicendo che comunque questo è il primo progetto dei giovani ragazzi ascolani e quindi possono ancora maturare molto.

Nonostante ciò un paio di episodi spiccano sugli altri: “Mezze Verità” e “Benvenuti nel club”. La prima propone un testo più lavorato, più maturo, si lascia da parte quanto sia real l’hip hop e quanto siano forti sul palco (cosa che spero di verificare al più presto se suoneranno vicini) e provano a parlare appunto della verità che è il tema principale della canzone. Durante l’ascolto troviamo alcune soluzioni testuali e giochi di parole che sono molto interessanti. La seconda invece, oltre alla bellissima produzione di TalcBeats, è notevole soprattutto per i continui cambi di flow dei 4 mc’s che ipnotizzano l’orecchio del l’ascoltatore. Il fattore vincente che comunque mi ha fatto apprezzare questo album è la forza che hanno questi ragazzi. Nel 2018 a dei ragazzi non conviene fare questo genere, in un mercato musicale in cui basta fare la hit trappata per sfondare e farsi un nome (non sto facendo di tutta l’erba un fascio, c’è gente bravissima e appassionata anche nella Trap) è bello vedere qualcuno che segue per prima cosa la passione e non piega al mercato la propria espressione artistica. Durante l’ascolto riusciamo a percepire la sincerità con cui si esprime questo collettivo e ciò è un punto a favore per questo disco. Oltre a questo si aggiungono gli impeccabili (come sempre) scratch di Dj Shocca che danno un tocco magico al tutto. In conclusione, possiamo affermare che l’album scorre abbastanza bene nonostante un po’ di povertà testuale che comunque non risulta determinante.

Tracklist
01. 0736 (Intro) scratch DJ T-ROBB
02. ApFinest
03. Lirico Ultimatum
04. Mezze Verità
05. Una Parola, Una Promessa feat. Dj Shocca
06. La Ragione (Skit)
07. Cinque Punte
08. Armata Cypher
09. Benvenuti Nel Club
10. Non Ci Fai Pena
11. ApGangbang Remake
12. 63100 (Outro) scratch DJ SHOCCA