Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.

Intervista di E. Joshin Galani

Seconda uscita discografica per The Pier, Dead Reckoning per la Kallax Record. Il gruppo, composto da Gabriele Terlizzi, Davide Pasculli e Danilo De Candia ci fanno entrare in ritmi pulsanti che alzano la soglia d’attenzione, sono esplosivi, trascinanti e prorompenti.
Mi piace imbattermi in dischi che non assomigliano a nessuno, dove è difficile descriverli musicalmente perché la sapienza con cui sono accostati stili e ritmi, ne crea uno nuovo, che non ha ancora nome. Uno shaker di suoni sapientemente dosati e accostati, la bellezza é che questo ritmo internazionale sia in realtà tutto italiano.
5 domande per conoscerli meglio…

Grazie per questo bellissimo disco! Credo che quest’ultimo vostro lavoro “Dead Reckoning” nutra gli appetiti musicali di chi ha voglia di sentire altro rispetto alla “mala-elettronica” imperante, suoni multiformi che arrivano freschi. Era un progetto chiaro nelle intenzioni o cresciuto nella preparazione?
Grazie mille!
Dead Reckoning è un disco decisamente cresciuto nella produzione e le intenzioni iniziali erano sicuramente quelle di fare un disco più dettagliato e complesso rispetto al primo.
Durante il processo di registrazione e missaggio, lasciandoci guidare dal nostro istinto abbiamo riarrangiato e ampliato la gamma sonora di quasi tutti i brani del disco, tanto da decidere di escluderne due perche troppo non distanti dalla nuova direzione imboccata.
La libertà e sicurezza di aver lavorato con Francesco Castrovilli alla registrazione del progetto e la nostra esperienza di utilizzo di software musicali cresciuta notevolmente ci ha permesso di sbizzarrirci con gli esperimenti, tanto che anche durante le fasi finali dei mix abbiamo continuato a modificare i brani aggiungendo parti di voce, come in Kayak o al contrario togliendo elementi ritmici nella parte finale di Sleep ad esempio.

Credo sia riduttivo definirvi in un genere, le vostre canzoni suonano libere. Attingete a mille stili musicali che lavorate da bravi artigiani del suono, con un risultato sorprendente. Che passi avanti sono stati fatti rispetto all’album precedente?
Sicuramente siamo dei musicisti più consapevoli, ma soprattutto degli ascoltatori con degli ascolti veramente variegati fra loro. Siamo riusciti ad includere tantissime “interferenze” in questo ultimo lavoro riuscendo cosi a scostarci dal math più punk come approccio del primo disco. I pezzi hanno strutture più complesse, le dinamiche e le sonorità degli strumenti sono molto più varie e dettagliate, le voci, che nel primo disco erano molto pulite e lineari, in questo sono quasi sempre manipolate distorte e molto più intricate metricamente. Abbiamo poi aggiunto, in maniera molto più esplicita rispetto al primo, tastiere e anche introdotto suoni completamente estranei al primo progetto, come sax e campionamenti vocali.

Con un’impronta musicale così forte, i testi hanno valore di accompagnamento al tappeto musicale o i contenuti sono altrettanto importanti?
I contenuti dei testi in questo disco trattano di discorsi e riflessioni  personali. Molti sono collegati da argomenti comuni, come lo scorrere del tempo, il rapporto con la tecnologia e il sonno, quindi il loro significato contribuisce sicuramente ad entrare meglio nell’ottica di Dead Reckoning.

 

A presentare l’Album, il video di Bubbles, mixato con Sleep, che sembra ricalcare visivamente il vostro modo di fare musica, una vostra idea o vi siete affidati?
L’idea è di Gabriele ed Enrico Abbatista, un giovane videomaker molfettese specializzato in editing che con il progetto SHN/WISM ha curato il video. Come nel processo di produzione del disco si è partito da un concetto di base, ovvero realizzare un video dinamico ed intricato dove l’editing viene utilizzato in maniera esplicita e grottesca, ma l’istinto e il gusto personale hanno guidato lo sviluppo e l’effettivo risultato finale.
Fra le ispirazioni visive c’è senz’altro il lavoro del collettivo artistico AWGE, che ha curato video di artisti come Asap Rocky, Playboi Carti, Asap Ferg ed altri.

Dove va la ragazza con trolley in copertina?
Nel Wisconsin…