R E C E N S I O N I


Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Jessica Einaudi

Parte femminile del duo dream pop La Blanche Alchimie, dopo l’esperienza berlinese sotto lo pseudonimo di J Moon, torna con il secondo album. La voce delicata ed elegante, spazia su atmosfere sospese, fatte di piccole note di cristallo, ovattate o smorzate; sensazioni cinematiche e oniriche si susseguono, lasciando spazio per tracce dall’arrangiamento molto ricco e “ondeggiante”.

Spirit Fest

Una sorta di “super gruppo”, la cui particolarità sta nel mantenere uno spirito collettivo e allo stesso tempo molto personale. Dopo un primo album e relativa esperienza live, sono riusciti a dare un’identità al loro “progetto”, e hanno poi deciso di scrivere e contribuire insieme a questo lavoro, riuscendo a mantenere e condividere tracce e gusti differenti; più mani, con i propri colori, per lo stesso disegno.

Savana Funk

Sano funk, un po’ di reggae ed una buona manciata di groove e alla fine scopri che arrivano da Bologna. Dopo due album strumentali, ecco il terzo album dove troviamo tre incursioni canore, su un sound dal gusto vagamente “old”, diciamo anni ’60/’70, chitarre poliziesche, basette svolazzanti ed una sezione ritmica che si muove in modo compatto, mantenendo il mood soprattutto sui pezzi più soft.

Kick

Chiara Amalia Bernardini e Nicola Mora ci presentano un nuovo Ep; certo, sedici minuti sono pochi, così come le quattro tracce, ma servono per farci un’idea del duo. I suoni sono dilatati, ma trattenuti dal basso, il cui suono contrasta ed equilibra le voci corali e le chitarre piccoline, registrate quasi in lontananza. Una traccia sonora, una specie di “immagine residua” perfetta per il tono morbido e caramelloso della voce.

Articolo di Giovanni Carfì