Articolo curato da ElleBi

Circlelight è il progetto che Emanuele Durante, cantante ed autore campano, classe 1987 ha avviato a Londra nel 2015. Incuriositi, lo abbiamo contattato per farci raccontare direttamente da lui il percorso personale ed artistico che nel 2017 l’ha riportato in Italia dove ha iniziato a dedicarsi al suo album di debutto “Ties And Struts”.

“Quando mi sono trasferito a Londra per testare la mia musica in un contesto più ampio, mi sono ritrovato a dover fare seriamente i conti con una certa tendenza, che ho sempre avuto, a tentennare e rimuginare troppo, su tutto. Dopo circa due anni, ho preso la decisione di ritornare in Italia, non tanto per la musica, ma per tutto il resto. Da una parte la vedevo come una sconfitta su più fronti, ma dall’altra avevo finalmente accumulato del materiale che mi convinceva ed era la giusta occasione per lavorarci in un ambiente più familiare e raccolto, con persone con le quali avevo suonato da una vita e altre che avrei voluto coinvolgere.

“Nonostante Circlelight possa definirsi il mio progetto solista, nulla sarebbe stato possibile senza le belle persone che ho incontrato e che hanno speso energie, entusiasmo e tempo per dare assieme a me vita e forma a quello che covavo dentro da un po’, il mio primo disco. Volevo innanzitutto creare qualcosa di bello, che emozionasse e sorprendesse prima me stesso e poi gli altri. Il risultato è un album molto personale, che contiene mille domande e poche risposte, un tentativo di affrontare i miei dissidi interiori, legati per lo più ad una incapacità di decidere, ad un continuo ponderare e tornare indietro sui miei passi.”

“In genere sono una persona molto riservata e forse è questa una delle ragioni principali per cui scrivo in inglese. Non essendo la mia lingua madre, mi permette di esprimermi senza troppe inibizioni.
Con Antonio Prugno Siniscalchi, il mio produttore artistico, c’è stata una grande sintonia d’intenti ed una riflessione molto attenta sulla concezione del sound e della poetica del disco. La scelta dei musicisti poteva condurci in varie direzioni, ma alla fine abbiamo optato per un organico anomalo quanto intimo: Stefano Torino – chitarre elettriche (ed amico di sempre), Daniele Apicella – percussioni, Emanuele Marsico – tromba e flicorno, Me medesimo – voce e chitarra acustica. Coi ragazzi si è creata subito una forte alchimia, ci siamo divertiti come i pazzi a provare tutte le canzoni, a suonare oggetti improbabili, ricercare varie soluzioni arrangiamenti o timbriche. Ultimo importante tassello del puzzle è stato sicuramente il luogo dove abbiamo deciso di registrare, lo Studio12 di Giovanni Di Fusco, che è diventata per un po’ una seconda casa per noi. Sessioni di registrazioni notturne, cura dei particolari ed esperimenti un po’ folli. È un primo disco, e ci è sembrato giusto percorrere più strade al suo interno, anche con il rischio di esagerare. Personalmente non potrei essere più felice del risultato finale, ci abbiamo lavorato tanto, in maniera ossessiva, e spero che chi lo ascolta possa ritrovarsi in questi brani e farli suoi.“

La pubblicazione di questa nuova produzione musicale è prevista per marzo, ma intanto è uscito il  singolo “Stay Away”,  e noi abbiamo il piacere di offrirvelo in download esclusivo.

Si tratta di un pezzo “circolare”, uno dei più sentiti del disco, che ha una struttura chiusa su sé stessa, lo stesso giro armonico è ripetuto in maniera quasi ossessiva per tutta la durata della canzone. Tutto si ripete ma cambia, da un arrangiamento spoglio si passa gradualmente al suo diretto opposto, i suoni acustici si confondono con quelli elettronici fino a schiudersi nel punto di partenza. Il cantato sul finale è stato composto in un secondo momento, direttamente durante le registrazioni in studio. Emanuele esprimeva cose che stava vivendo lì per lì e quindi è stato tutto molto naturale e spontaneo.
E’ il racconto intimo, delicato, malinconicamente armonioso, anche grazie a quel tocco di tromba nel finale, di ciò che accade alla fine di una relazione; di quanto, fra spinte contrapposte, sia davvero difficile recuperare un nuovo equilibrio, quello che permette di mantenere “la giusta distanza”, evitando così di trasformarsi in  due completi estranei…

“I hope we’re gonna talk and laugh when it’s summertime
Days are slipping away slowly blurring your face“

(Spero che parleremo e rideremo quando è estate
I giorni stanno scivolando via lentamente confondendo la tua faccia)