R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

Il blues italiano ha iniziato bene il 2019 e questo nuovo album di Andrea Cubeddu si candida autorevolmente ad entrare nella lista dei migliori dell’anno. Il cantautore blues sardo, giunto al suo secondo lavoro, terzo se si considera anche l’EP On The Street del 2016, ha dato seguito al sorprendente ed emozionate Jumpin’ Up And Down del 2017 con tredici tracce incentrate sull’uomo e le sue debolezze.

Siamo esseri umani perché siamo deboli” e “dalle nostre debolezze traiamo la nostra forza” alcune delle frasi che accompagnano il booklet contenuto nel cd: quasi un ora di blues scarno, essenziale, secco e rugoso ma allo stesso tempo impavido e orgoglioso. “Le mie paure, i miei peccati e le mie sofferenze sono tutte dentro le mie canzoni”, canzoni che mostrano un Andrea coraggioso e sicuro dei propri mezzi. Il nostro one man band di Orani sciorina una tecnica invidiabile e una capacità non comune nello scrivere canzoni, probabilmente la sua vacanza a Chicago gli è stata utile. Come la gente di colore deportata nel sud degli Stati Uniti, trovandosi in condizioni disumane, diede inizio ai canti che portarono ai primi blues, anche Andrea nel suo paese d’origine si sentiva un po’ fuori luogo, sentiva di dover trovare un luogo, ma soprattutto una maniera in cui esprimere le sue emozioni e contraddizioni; abbracciando il blues ha dato voce alla sua anima.

Trasferitosi a Milano cominciò a suonare in ogni dove, anche sulla pubblica piazza, e a farsi apprezzare dagli addetti ai lavori e dal pubblico che segue la scena blues nostrana. Andrea, raccontando le sue debolezze, sciorina blues pulsante ed emotivo. Fonti d’ispirazioni sono bluesman come Robert Johnson, Skip James, Son House e Charlie Patton, ma come dice lo stesso Andrea “ogni musicista che ho incontrato sulla mia strada mi ha trasferito qualcosa” e il tutto viene, in qualche maniera, centrifugato ed il suo succo ha un gusto antico, amaro, che disseta le nostre povere anime sempre in lotta con i propri incubi.

Tredici brani interamente scritti da Andrea per un’ora di musica, una rarità di questi tempi, che piaceranno molto ai puristi del genere. Damn Money, che apre l’album, esorcizza il dio denaro e le sue false promesse e lo accompagna attraverso un blues secco dall’apprezzabile fraseggio centrale; At The Mercy Of My Mind cavalca i propri limiti, gli alti e bassi, blues del delta che ti porta a raccogliere i pezzi andati a terra e a ricominciare; Feeling Sad dà ampio spazio alla slide per lamentarsi di quello che poi ci porta ad andare avanti nel migliore dei modi: l’amore vero. Storytelling celebra le proprietà benefiche dell’alcool che se somministrato nelle giuste dosi ci porta ad aprirci con i compagni di bevuta. Antihero un lento e ritmato blues parla del male dei nostri tempi, la competizione ad ogni costo, “sminuire il vissuto altrui non renderà migliore il nostro”. Segue How To Be A Man acustic folk blues per definire i valori che fanno di uomo un vero uomo o almeno per cercare una risposta che non sia solo quanto uno possiede. Mad Love Blues è un tormentato lamento sull’impossibilità di trovare una donna che lo corrisponda visto che sono già tutte innamorate di un altro. Nobody To Blame è un talk blues secco e viscerale “amate una persona per quello che è con i suoi pregi e i suoi difetti e non dell’idea che vi siete fatti della persona stessa”. Orion delicata song quasi psichedelica, è dedicata alla costellazione che dall’infanzia lo accompagna e che spera gli possa indicare la retta via. Good Friends By My Side un inno blues alla vita e a tutti gli amici incontrati lungo la strada del blues. Something I Can’t Have, accompagnata da queste parole “nell’inconciliabilità tra il volere e il potere che prende forma il mio blues“, crea qui un blues quasi gioioso e allegro. Lost And Lonesome riporta sulle strade polverose dell’animo triste e solitario del bluesman girovago che non trova mai il tempo giusto per le persone giuste. Chiude l’album The Call nostalgico blues dedicato alla terra dove ha trascorso l’infanzia “quando il vuoto che ho dentro parla lo fa con la voce di quei luoghi. Chiama forte il mio nome”.

Andrea dà continuità al suo esordio con un concept album tanto generoso quanto valido ed interessante che non fa che confermare, se non aumentare la stima verso questa giovane promessa del blues nostrano. Lasciatevi cullare sui vostri dubbi e le vostre paure dalle ballate blues di Andrea.

Tracklist:

01. Damn Money
02. At The Mercy Of My Mind
03. Feeling Sad
04. Storytelling
05. Antihero
06. How To Be A Man
07. Mad Love Blues
08. Nobody To Blame
09. Orion
10. Good Friends By My Side
11. Something I Can’t Have
12. Lost And Lonesome
16. The Call