L I V E – R E P O R T


Articolo di Nicola Barin

Il Novecento nella musica classica ha la grande fortuna di offrire composizione importanti che, a distanza di anni, sanno stupire per la loro freschezza, quindi è un piacere ritrovare il capolavoro di Arnold Schönberg Pierrot Lunaire del 1912 proposto da Pasquale Corrado, direttore d’orchestra, compositore e fondatore del Syntax Ensemble, notevole compagine che si occupa prevalentemente di musica contemporanea.
Schönberg mette in musica le poesie della raccolta Rondels bergamasques, del poeta simbolista Albert Giraud, nella traduzione tedesca di Otto Erich Hartleben, ventuno poesie musicate per voce recitante, pianoforte, flauto, clarinetto, violino e violoncello, per estensione la denominazione dell’ensemble rimarrà anche nel corso del tempo nel mondo della musica classica. Contribuiscono al progetto le proiezioni realizzate dagli studenti della classe 4^G del Liceo Artistico Statale di Treviso che integrano alla perfezione il progetto.

Opera cardine e apice dell’atonalismo, come ricorda il critico musicale Paul Griffiths nel volume La musica del Novecento: ”….Schönberg aveva oltrepassato ogni confine precedentemente imposto alla musica, ivi compresi limiti di ritmo, timbro, tessitura e forma, cosi come di armonia […] Il Pierrot è arte alta e cabaret allo stesso tempo. Adotta una forma di vocalizzazione intermedia tra il parlato e il cantato, per la quale Schönberg usa il termine “Sprechstimme” (voce parlante), anche se la tecnica è più spesso chiamata “Sprechgesang” (canto parlato).”

In quest’ottica Pierrot Perspectives acquista un prospettiva del tutto nuova, partendo dall’etimologia del termine accogliamo la duplice identità di “guardare avanti”, di offrirne una nuova lettura visto che il progetto vede l’integrazione di alcune composizioni di due compositori contemporanei: Maurilio Cacciatore con i brani Rosso e Bianco, Cena sull’acqua e Tramonto con l’ausilio dell’elettronica dal vivo e voce registrata. Gianvincenzo Cresta presenta invece Violino di Luna e Sfondo Azzurro Miele. Pasquale Corrado tiene le fila con mano sicura e ha dalla sua una sensibilità musicale cosi sottile e vivace che gli permette di muoversi con ragguardevole intelligenza tra le impalpabili sottigliezze della partitura. L’opera diventa sfida continua in un rapporto mai definito e concluso tra musica e testo che si compenetrano fino a dissolversi l’uno nell’altro.

Il compositore tedesco conduce con sicurezza un atteggiamento espressionistico privilegiando i registri estremi e la minima durata dei brani, concetti che verranno successivamente estremizzati dal suo allievo Anton Webern. Maurilio Cacciatore in Rosso e Bianco e Cena sull’Acqua si inserisce con tecniche estese degli strumenti che deportano il timbro in quella regione mediana tra rumore/suono in cui tutto pare esaurirsi e rimane solo un vago sentimento inebriante di inquietudine. Il dialogo con Schönberg è continuo e nello stesso tempo ci conduce verso nuovi orizzonti. Gianvicenzo Cresta continua lo sfilacciamento di ogni tensione tonale e la creazione di piccoli interventi autonomi ornati di un aura chiaroscurale intrigante.

Le proiezioni ben si adattano alla musica per una serata stupenda, che vede un pubblico attento e caloroso, probabilmente conscio di aver potuto assistere a uno spettacolo unico nel suo genere e grati a Pasquale Corrado e al suo Sintax Ensemble per l’opportunità di un viaggio sonoro originale nel panorama del novecento.

Foto © Teatro Comunale Mario del Monaco di Treviso-Stagione Lirica e Concertistica.

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