A P P U N T I  D A  N O V A R A J A Z Z


Articolo di Mario Grella

Pas de noir pour Monet” disse Clemenceau ai funerali del grande pittore impressionista. È così, ascoltando il sax di Ben Van Gelder, verrebbe da dire niente asprezze per San Gaudenzio. Il suono morbido del sax di Ben Van Gelder si diffonde sotto l’accogliente ventre della basilica, con la gigantesca statua del Salvatore dello stesso colore del sax di Ben…Momenti di magia che solo in certi luoghi sono possibili. Questo è uno di quei luoghi e questo è uno di quei musicisti, uno di quelli che sentono la presenza del luogo come il luogo sembra sentire la loro. Suggestioni? Si, suggestioni, ma di questo sono fatte l’arte, la musica, la poesia, altrimenti sarebbero solo elementi fisici, tracce, segni e invece si tratta di metafisica, una delle poche davvero a portata di mano…

Ma oggi non solo musica. Nel fascinoso giardino di Palazzo Natta (sempre troppo poco agibile), ecco la presentazione del libro di Roberto MasottiArea Jazz”. Fotografia e Jazz hanno davvero un rapporto speciale e sembra che la loro reciproca relazione sia assolutamente indissolubile e necessaria. Masotti è un grande fotografo che ha seguito grandi musicisti, festival, concerti ed è stato per diciassette anni il fotografo ufficiale del Teatro alla Scala e in seguito della prestigiosa etichetta ECM. È stato molto piacevole sentirlo raccontare delle sue avventure sulle tracce dei più grandi sperimentatori ed improvvisatori, ed era naturalmente impossibile non acquistare il suo raffinatissimo volume edito da “Seipersei”, un oggettino magnifico con pagine in nero, testo bianco e foto stampate in “argentato”. In questi giorni, al Palazzo Reale di Milano, è aperta proprio una grande mostra sul suo lavoro, in collaborazione con la moglie. Ma la giornatina non finisce qui, subito dopo la presentazione, ecco il gruppo Jeuselou du dimanche, Clément Gibert al sax, Felix Gibert alla tuba, Christian Rollet alla batteria e Guillaume Grenard alla tromba. Sotto un sole cocente, ancora suoni jazz-folk, un folk, che sarà pure immaginario come dice il decalogo dell’associazione ARFI, ma che sembra così magnificamente reale. Suoni che sanno della campagna d’Auvergne, ma che sconfinano, sempre, nelle più stravaganti variazioni jazz. Si chiude con un omaggio a Thelonious Monk. Uno assaggio del grande concerto di questa sera de “La Marmite Infernale”… Vorreste perdervelo?

Crediti immagini: Chiara Puglisi