D O W N L O A D   E S C L U S I V O


Articolo curato da Luci

Con piacere Vi presentiamo il download esclusivo di Italifornia dei Senna. Si tratta del secondo singolo che anticipa l’uscita dell’ album di debutto Sottomarini.

Affidiamo alle loro parole la presentazione di un interessante progetto musicale…

Siete due fratelli e un grande amico, la vostra è musica registrata in analogico preferibilmente in casa o in studi che assomigliano tanto a casa. Da dove nasce l’esigenza di creare questo artigianale “gruppo di famiglia”?
In realtà si è sviluppato tutto in modo molto naturale, a partire dalle canzoni e dal nostro amore per la musica. La dimensione ‘local’ per noi è molto importante (per esempio i video sono girati tutti a Ostia, il quartiere marittimo di Roma dove siamo nati e cresciuti) e siamo partiti da lì. In fondo suonare insieme fa stare bene, quindi è ancora più bello farlo con i tuoi amici.

Cantare, suonare, ascoltare, pensare quale di questi verbi rappresenta meglio il vostro progetto artistico?
Sono tutti e quattro fondamentali. Se dovessimo sceglierne uno diremmo ‘ascoltare’; è importante farlo in ogni ambito, non solo per quanto riguarda la musica. Anche perché è dall’ascolto e dal confronto che nascono nuovi spunti. È molto facile dire quello che si pensa, al giorno d’oggi, e gettare le proprie opinioni nel calderone della rete. Se tutti ascoltassero gli altri un po’ di più, forse ci sarebbero meno problemi.

“Italifornia” è un brano in cui note che corrono molto veloci accompagnano con grande sinergia un racconto decisamente personale; la vostra riflessione arriva in modo autentico, pone uno sguardo lucido, profondo, sul meglio e il peggio che alberga dentro ognuno di noi. Come è nato questo pezzo e la scelta di un titolo così particolare?
È nato durante una mattina invernale, stagione in cui dovrebbe fare freddo e invece a Ostia può capitarti la giornata buona per andare al mare. Sembrava il nome giusto per qualcosa che racchiudesse al suo interno una serie di opposizioni: proprio come l’Italia e la California, due terre fortunate che però nascondono molti problemi complessi. Ok, quelli dell’Italia non sono poi così nascosti!

Nel testo inserite un’affermazione molto decisa: “la notte è la mia troia”… esprime il desiderio di liberare anche le voglie più segrete o si tratta di una più intima presa di coscienza?
Più che altro, è una frase che rappresenta la sensazione di onnipotenza e allo stesso tempo di sconfitta che si prova al termine di quel tipo di notte. In fondo la sorte della città di Troia, nella letteratura, rappresenta il primo e più grande esempio di inganno e disfatta.

Ho letto che manterrete lo stesso approccio intimo e lo-fi anche nell’album di debutto. L’imperfezione è quindi una vostra cifra stilistica? Se sì, quanto vi appartiene anche nella vita?
Registriamo sempre con questo approccio. Secondo noi l’atmosfera che si crea è più importante della ‘pulizia’ tecnica; percepire un respiro o il rumore di una sedia all’interno di una canzone la rende immediatamente più viva, perché fa immaginare la persona che ha causato quel rumore, quel respiro nel momento in cui è stata registrata. Quindi se con ‘imperfezione’ intendiamo il ‘fattore umano’ nella musica la risposta è sì, sarà sicuramente presente in tutti i brani che pubblicheremo. È un approccio che senza dubbio si applica anche ad altri ambiti della vita, come per esempio il non fossilizzarsi troppo sui problemi sbagliati.

Com’è il vostro rapporto con la dimensione del concerto dal vivo?
Ci piace molto suonare dal vivo; contando che i brani stessi vengono praticamente registrati live siamo portati verso il suonare insieme. Uno degli aspetti più stimolanti è che tendiamo a rielaborare gli arrangiamenti a seconda delle situazioni in cui ci troviamo a esibirci. Ma, soprattutto, la cosa più gratificante è l’empatia che si viene a creare fra chi suona e chi ascolta. Cerchiamo di mettere tutti noi stessi durante la performance, e lo scambio di energia col pubblico ci lascia spesso senza fiato: è meraviglioso.