R E C E N S I O N E


Articolo di Andrea Furlan

La scintilla che ha fatto scoccare nella mente di Luther e Cody Dickinson l’idea di un nuovo disco dei North Mississippi Allstars è stato un vecchio album di fotografie riapparso nel 2017 dopo essere rimasto dimenticato in un cassetto per più di vent’anni. Nel 1996 il texano Wyatt McSpadden si trova nel North Mississippi per fotografare i musicisti locali: la regione è quella nota per lo stile Hill Country Blues, conosciuto anche come North Mississippi Blues, denominazione che è entrata, guarda caso, anche nel nome della band fondata dai due fratelli. Sono proprio i due giovanissimi figli del leggendario musicista e produttore Jim Dickinson (Rolling Stones, Bob Dylan, Big Star, Replacements) ad accompagnare il fotografo e a presentarlo alle quattro più importanti famiglie musicali della zona in quella che nel ricordo di Luther rimarrà impressa come una domenica perfetta.

La prima tappa è la fattoria di Otha Turner, a quel tempo l’ultimo suonatore vivente di fife (un piccolo flauto di canna di bamboo) nel tradizionale stile fife and drum blues, poi vanno tutti insieme a suonare fino a tarda notte nel juke joint di Junior Kimbrough dove sono raggiunti anche da RL Burnside. Il meglio della scena è presente, le quattro famiglie riunite incarnano lo spirito collettivo che anima la comunità, ognuno dà il suo contributo per rinnovare una tradizione che si mantiene viva e aperta a nuove influenze. Tutto ciò accade un mese prima del debutto dei NMA che dopo alcuni anni di incubazione prendono il volo e iniziano una lunga carriera che li porterà sui palchi di tutto il mondo imponendoli come una delle migliori roots band in circolazione. Passano molto tempo lontano da casa ma è la musica a mantenerli legati alla propria terra, la musica delle colline che scorre nelle loro vene, l’eredità di cui sono alfieri orgogliosi. Non sanno più niente di quelle fotografie fino a quando Wyatt non li rintraccia e finalmente le condivide con loro. Il vaso dei ricordi si riapre e il mondo lontano di quella domenica perfetta torna ai loro occhi prepotente. Tanti protagonisti di quella serata, Turner, Kimbrough, RL Burniside, mancano all’appello, il juke joint di Junior non c’è più e nemmeno il front porch di Otha è sopravvissuto, lo Zebra Ranch Recording Studio del padre è sommerso dal glicine. Restano molto colpiti da quelli immagini che li ispirano tanto da comporre una sorta di colonna sonora per accompagnarle.

Up And Rolling è un ponte tra le generazioni più giovani che raccolgono il testimone da quelle più vecchie, depositarie del suono e del repertorio, e ne interpretano l’eredità con gli occhi ben saldi nel presente. Il disco, chiariamolo subito così ci togliamo il pensiero, è ottimamente riuscito nel suo intersecare antico e moderno e rendere un quadro molto preciso di quello che oggi è in grado di offrire la musica del Mississippi. Togliamoci subito il dubbio che sia un’operazione passatista, qui i NMA chiariscono alla perfezione come si possa suonare del gran blues moderno, accattivante ed energico, senza stravolgerne i canoni principali. La miscela è esplosiva, il suono fortemente cadenzato dal drumming secco e potente di Cody Dickinson e dal pulsare del basso di Carl Dufrene, una sezione ritmica quadrata su cui si innestano i riff taglienti della chitarra di Luther Dickinson, grezza e distorta nei passaggi più intensi dove squaderna la sua potenza di fuoco, affascinante quando è la slide a condurre il gioco, sempre a fuoco nel fraseggio degli assolo governati senza con estrema padronanza tecnica.

RL Burnside soleva dire che “il blues non è altro che musica da ballo” e i musicisti sul palco devono non solo suonare bene ma sapere coinvolgere il pubblico ed evitare che il dance floor si svuoti. In effetti l’Hill Country Blues, con il suo suo groove esaltante, ha la capacità di trasformarsi in una irrefrenabile catarsi fisica ed emotiva, ciò che puntualmente accade in Up And Rolling, la chiusura del cerchio tra Fred McDowell, RL Burnside e i NMA.

Come la domenica perfetta del 96, il disco è una celebrazione in famiglia e l’organico dei NMA si allarga accogliendo al suo interno ospiti tutti in qualche modo eredi di quel suono.

La prima è Shardé Thomas, nipote di Otha Turner, che incrocia il suo flauto con il palpitare insistito della batteria di Cody e la slide tagliente di Luther in Call That Gone, firmata proprio dal nonno, puro fife and drum blues riletto in chiave contemporanea. L’inizio è bruciante, le voci si inseguono in un fitto call and response, l’attitudine è quella giusta. La title track Up And Rolling ha il ciondolare pigro di un pomeriggio afoso, la chitarra dialoga con il piano elettrico e le voci femminili che dominano il brano tessono una soffice trama soul. Il classico What You Gonna Do? (inciso nel 1965 su Freedom Highway dagli Staples Singers) è invece un gospel a tinte funky che vanta alla voce la statuaria Mavis Staples. “Freedom Highway è uno dei dischi che ha cambiato la mia vita” ricorda Luther “il messaggio degli Staples Singers mi ha aiutato a formare la mia identità di rocker libero”. Senza l’esempio degli Staples, per ammissione dello stesso Luther, non avrebbe mai scritto Living Free, che grazie alla melodia orecchiabile e al ritmo spumeggiante è il brano più “pop” dell’album, ammesso che il termine possa essere adattato al blues.

I tre pezzi centrali risultano i più tosti del lotto. Due portano la firma di RL Burniside, Peaches e Out On The Road, quest’ultimo percorso dalle scorribande elettriche del nipote Cedric Burnside che si scatena duettando con Luther in riff possenti e feroci rasoiate, il terzo, Mean Old World, lascia letteralmente a bocca aperta. Il brano, firmato da Little Walter, è stato inciso da Eric Clapton e Duane Allman durante le session di Layla con la partecipazione di Jim Dickison al pianoforte (non venne incluso nell’album ma è rintracciabile tra le outtakes del box celebrativo). Facile immaginare quanto siano legati a questo brano i due fratelli, tanto che quando sono stati invitati da Jason Isbell a registrarne una versione acustica, Cody si è presentato con un nuovissimo arrangiamento elettrico e la richiesta di chiamare anche Duane Betts alla chitarra. La loro versione di Mean Old World è quanto di meglio si sia ascoltato quest’anno, il paradigma di come debba suonare oggi il Southern Rock. Il boogie incalzante e potente della prima parte toglie il fiato, poi il gruppo cambia passo e si lancia in una lunga jam condotta dalla slide di Betts che infila un assolo magistrale.

Up And Rolling è perciò una prova decisamente convincente, i migliori North Mississippi Allstars da un po’ di tempo a questa parte. Il blues delle colline scorre impetuoso nelle vene dei fratelli Dickinson. World boogie is coming down!

Giovedi 17 ottobre i North Mississippi Allstars suoneranno live a Milano allo Spazio Teatro 89, non fateveli scappare! 

TRACKLIST: 

  1. Call That Gone
  2. Up and Rolling
  3. What You Gonna Do? (feat. Mavis Staples)
  4. Drunk Outdoors
  5. Peaches
  6. Mean Old World (feat. Jason Isbell and Duane Betts)
  7. Out on the Road (feat. Cedric Burnside)
  8. Lonesome in My Home
  9. Bump that Mutha Music
  10. Living Free
  11. Take My Hand (feat. Cedric Burnside)
  12. Otha’s Bye Bye Baby (feat. Otha Turner)