D O W N L O A D   E S C L U S I V O


Articolo curato da Luci

Con piacere vi proponiamo il download esclusivo di CPH-Ø1,  primo singolo dei Janaki’s Palace che  anticipa l’EP Everything Is Temporary, in uscita a gennaio 2020.


“Questa traccia esprime l’inutilità di un trionfo contro una persona a cui tieni. Trascinare la discussione a proprio favore perde senso quando chi sta dall’altra parte è indifferente alle parole dette. Rimane una frustrazione oscura, la delusione per la battaglia vinta.”
Così il gruppo presenta  il pezzo, ma per sapere  qualcosa in più di questi ragazzi  provenienti da Novara, abbiamo rivolto alcune domande al batterista Lorenzo Lena.

Melodici ma non banali, sonorità pop ma anche psichedeliche, non mancano influenze jazz e soul, da dove  nasce questa vostra  nutrita e ambiziosa scelta musicale?
Prima di tutto, grazie! In realtà credo sia un po’ casuale. Penso che l’ascolto di tanti generi diversi ti riesca a donare differenti angolazioni e spunti creativi, più colori per dipingere la tua tela.
Dato che la musica è quasi un’ossessione/malattia, c’è sempre il bisogno costante di conoscere nuovi artisti con cui arricchire il bagaglio culturale e/o trovare nuove ispirazioni. Riguardo al fatto del “trasmettere qualcosa” è bello che sia aperto ad un’interpretazione personale, per me significa una certa cosa, per te un’altra, oppure niente e per qualcun altro un’altra ancora (oppure ancora niente, non è da escludere)…

So che lavorate per ottenere uno stile più autentico possibile, ma  c’è qualche gruppo al quale vi riferite?
Nell’ultimo periodo l’album “Remain In Light” dei Talking Heads è stato un valido punto di riferimento non tanto per le sonorità, quanto per la tecnica dei loop; se usata con criterio, può essere interessante per mantenere o variare “l’intensità” della traccia. Curioso come la ripetizione degli stessi accordi possa generare più sfumature del brano e intrecciare melodie differenti. C’è stato anche un ritorno di fiamma con Piero Piccioni, “Camille 2000” e “Il Dio Sotto La Pelle” sono album da cui si impara qualcosa ad ogni ascolto, soprattutto a livello di melodie eleganti e dolcissime. Invece, lo scorso anno, è sbocciato l’amore per Kylie Minogue, ma questa è una storia lunga…

Avete suonato più volte in contest nazionali e lo scorso 25 maggio vi siete esibiti al MiAmi Festival. Quanto contano per voi esperienze di questo tipo?
Il MiAmi è stata una sorpresa pazzesca e molto, molto inaspettata.
Sarebbe bellissimo poterci suonare di nuovo, l’atmosfera che si respira è indescrivibile, in realtà anche incontrare artisti nei vari backstage (Myss Keta, Speranza, Joan Thiele) è stato surreale (anche surreale il fatto che Lorenzo, Diego e Chiara non siano nemmeno ventenni e abbiano già calcato un palco così importante). Per quanto riguarda i contest, penso siano una buona base per partire, per prendere contatti con vari locali e, perché no, fare un po’ di gavetta.

Mi ha particolarmente incuriosita il titolo del vostro singolo ‘CPH-Ø1, cosa simboleggia? Cosa vi ha ispirato la composizione di questa canzone e – visto che siete in cinque – come avviene la fase di scrittura della musica e del testo?
CPH-Ø1 fa parte delle Copenhagen Islands, un progetto di un architetto australiano e un designer danese; è un’isoletta artificiale in legno che galleggia in giro per il porto della città, un nuovo tipo di spazio pubblico, molto curioso e molto intrigante secondo me.
La fase di scrittura inizia con un loop, solitamente di chitarra o tastiera, e da quello si costruisce sopra la batteria, il basso, ecc. fino ad ottenere un corpo unitario del tutto. E’ un processo che  prima parte in solitaria, poi, in sala prove, si da vita al brano, ognuno suonando la parte scritta per esso. La parte più impegnativa arriva quando bisogna far quadrare la linea vocale con il testo (già scritto in precedenza e aperto a modifiche) e con la musica; spesso mi ritrovo ad ascoltare lo stesso loop per ore, a volte è molto utile per completare e rifinire il lavoro, altre volte è semplicemente frustrante e mi fa uscire di testa. in ogni caso, credo sia anche questo il “fascino della composizione”, ed è anche una delle poche sfide che affronto volentieri.

Scorrendo la vostra pagina facebook ho trovato questo elenco di buoni propositi per il 2018: mangiare sano / andare a dormire ad orari decenti / dedicare meno tempo ai meme. Per ragazzi della vostra età non deve essere così facile mantenerli, o sbaglio?
Evito di rispondere a questa serie di ottimi propositi mai mantenuti facendo uno shout-out a Diego aka Yedgo (bassista) perché è un meme lord con ottime competenze in ambito dank, sempre attento alle ultime tendenze…