R E C E N S I O N I


Articolo di Giovanni Carfì

Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Next Time Mr. Fox

Primo album per una formazione tutta italiana che riesce a mettere in 12 brani, rabbia, metal, hardcore e anche suoni inspiegabili rilevati all’interno del programma NOAA. Riescono a tessere un sound estremo avvalendosi di molte delle nuove derivazioni metal, senza tralasciare capisaldi death, rallentamenti, growl, djent e perché no, anche due brani con cammei vocali puliti che non sarà nuova come cosa, ma il risultato è sempre apprezzabile.

Libero

Dopo un debutto datato ormai tre anni fa, ecco il nuovo lavoro di Libero, agrigentino che vive in una casupola sui monti Sicani. Immerso in una terra speciale, racconta i suoi mondi, a volte contrastanti, ma nei quali alla fine si destreggia regalandoci un disco che trasuda sonorità differenti ma che sono parte integrante della sua terra e delle varie culture che vi hanno trovato respiro.

Love In Elevator

Verrete catapultati in un’atmosfera creep, in un sotterraneo illuminato con lampade al neon. Non vedrete nessuno, ma in fondo una piccola porta cerca di trattenere invano qualcosa. Questo è il quarto lavoro per la band capitanata da Anna Carazzai, tra post-punk, dark e viaggi sotterranei, eviscerando il bisogno di rimuovere le nostre “gabbie mentali” strappandocele con forza. Un sound originale e per certi versi ipnotico.

Rama

Partono dai luoghi, intesi non solo come posti, ma con una loro capacità di accogliere energie o di trasmetterne. Suoni differenti ma che vengono canalizzati a volte verso spazi immensi ma definiti, altri a comporre immagini materiche usando elementi naturali. Aggiungete spazialità, un briciolo di psichedelia e quella sensazione di imponenza e autorità tipica di grandi costruzioni o bellezze naturali che ci fanno sentire piccoli ma parte integrante dello stesso sistema.